L’offerta prevedeva 10 miliardi di dollari di obbligazioni in dollari e 1 miliardo di euro di titoli in euro, suddivisi in cinque scadenze. Le manifestazioni d’interesse preliminari hanno superato i 20 miliardi di dollari: non sono un dato sulle assegnazioni finali.
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SoftBank si è rivolta al mercato con un’offerta di obbligazioni in dollari ed euro per un controvalore superiore a 11 miliardi di dollari, destinata soprattutto a sostenere il suo investimento in OpenAI. La domanda preliminare ha superato i 20 miliardi di dollari, ma questa cifra misura l’interesse iniziale degli investitori, non le assegnazioni definitive. 1
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Il piano prevedeva 10 miliardi di dollari di titoli in dollari, con scadenze a 3 anni e mezzo, 5 anni e mezzo e 7 anni e mezzo, e 1 miliardo di euro di titoli in euro, con scadenze a quattro e sei anni. Sono obbligazioni senior non garantite: hanno priorità rispetto al debito subordinato, ma non sono assistite da garanzie specifiche. Rientrano nella fascia high yield, detta anche «speculativa» o junk. 1
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La definizione del prezzo era attesa per il 24 settembre 2026 e il regolamento — il momento in cui titoli e denaro vengono scambiati — per il 29 settembre. Nel frattempo, il 24 settembre Reuters ha riferito che SoftBank aveva emesso titoli per 11,1 miliardi di dollari: è il valore dell’emissione riportata successivamente, da non confondere con la dimensione annunciata in fase di lancio. 1
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Secondo la documentazione dell’operazione, i proventi servono a finanziare il pagamento di 10 miliardi di dollari relativo alla terza tranche dell’ulteriore investimento di SoftBank in OpenAI, il cui completamento era atteso per il 1° ottobre, oltre che a esigenze aziendali generali. 1
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L’emissione può anche ridurre la dipendenza da un prestito ponte da 40 miliardi di dollari ottenuto per coprire gli impegni del 2026. Un prestito ponte è una fonte di finanziamento temporanea: alla scadenza, prevista per marzo 2027, SoftBank dovrà rimborsarlo o rifinanziarlo. Sostituire parte del fabbisogno con obbligazioni a più lunga scadenza attenuerebbe quella pressione, senza dimostrare che il prestito ponte sarà interamente estinto. SoftBank aveva già raccolto 1,5 miliardi di dollari e 1,75 miliardi di euro con bond emessi ad aprile, in parte per rimborsare finanziamenti ponte. 1
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L’interesse degli investitori segnala disponibilità a finanziare l’operazione, non una valutazione di basso rischio. Per alcune scadenze in dollari erano stati prospettati rendimenti nell’ordine del 9–10%; il 24 settembre Reuters ha riportato tassi dell’8,625%, 9,25% e 9,75% sulle tre tranche in dollari emesse. Il costo del debito resta quindi un elemento centrale per valutare l’operazione. Le fonti disponibili non consentono invece di quantificare con affidabilità eventuali variazioni del costo dell’assicurazione contro il default. 2
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L’offerta prevedeva 10 miliardi di dollari di obbligazioni in dollari e 1 miliardo di euro di titoli in euro, suddivisi in cinque scadenze.
L’offerta prevedeva 10 miliardi di dollari di obbligazioni in dollari e 1 miliardo di euro di titoli in euro, suddivisi in cinque scadenze. Le manifestazioni d’interesse preliminari hanno superato i 20 miliardi di dollari: non sono un dato sulle assegnazioni finali.
Il collocamento era atteso per il 24 settembre 2026, con regolamento previsto il 29 settembre; il 24 settembre Reuters ha poi riferito di un’emissione pari a 11,1 miliardi di dollari.