Il blocco dei porti ucraini e la fine dell’accordo sul grano nel 2023 hanno reso più incerto il passaggio delle navi nel Mar Nero. Nel giugno 2026 circa il 90% delle esportazioni ucraine di cereali, semi oleosi e prodotti collegati è passato dal Mar Nero: le rotte alternative sostenute dall’UE ne hanno trasportato c...
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L’Ucraina è riuscita a mantenere attive le esportazioni agricole durante la guerra, ma il Mar Nero resta la via principale per far arrivare grandi quantità di prodotti sui mercati internazionali. Per i Paesi che acquistano cereali dall’estero, la sicurezza delle navi e dei porti ucraini non è quindi soltanto una questione regionale. 4
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L’invasione russa ha bloccato i porti ucraini e ostacolato le esportazioni agricole. L’Iniziativa sui cereali del Mar Nero ha poi consentito la ripresa delle spedizioni, ma la Russia ha scelto di non rinnovarla nel luglio 2023. Gli attacchi ai porti e alle infrastrutture per l’export hanno aggiunto ulteriori rischi. 17
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L’Ucraina ha continuato a utilizzare rotte marittime e percorsi alternativi attraverso i Paesi vicini. Questi ultimi, però, non hanno sostituito il mare per i carichi agricoli: secondo la Commissione europea, nel giugno 2026 circa il 90% delle esportazioni ucraine di cereali, semi oleosi e prodotti collegati è passato dal Mar Nero, contro circa il 10% attraverso i corridoi di solidarietà sostenuti dall’UE. È una fotografia di quel mese, non una quota garantita per il futuro. 4
Le prime interruzioni causate dalla guerra hanno contribuito al forte aumento dei prezzi alimentari mondiali nel 2022. I prezzi sono poi scesi: il rischio per le spedizioni non significa che siano aumentati senza sosta per tutta la durata del conflitto. 17
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Se meno merci riuscissero a partire, o diventasse più difficile procurarsi cereali, i costi delle importazioni potrebbero tornare a salire. I Paesi dipendenti dagli acquisti sui mercati internazionali sarebbero particolarmente esposti. L’entità di un eventuale rincaro dipenderebbe da quante spedizioni verrebbero interrotte e per quanto tempo: le fonti non indicano un esito inevitabile. 17
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I corridoi di solidarietà dell’UE permettono di trasportare merci su ferrovia, strada e vie navigabili interne. Secondo la Commissione europea, dal maggio 2022 hanno consentito all’Ucraina di esportare quasi 94 milioni di tonnellate di cereali, semi oleosi e prodotti collegati. Il sostegno europeo comprende anche capacità di stoccaggio aggiuntiva, soluzioni finanziarie per gli agricoltori, trasporti transfrontalieri più efficienti e investimenti nelle infrastrutture. 7
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I funzionari dell’UE avvertono che gli attacchi alle rotte del grano hanno conseguenze oltre l’Ucraina e chiedono un’intesa immediata che permetta alle navi di transitare in sicurezza. Chiedere il passaggio sicuro, però, non equivale a un cessate il fuoco già attuato e duraturo. Le rotte alternative offrono una via d’uscita quando i porti sono minacciati; i dati sulle esportazioni agricole mostrano quanto resti importante poter navigare nel Mar Nero. 6
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Il blocco dei porti ucraini e la fine dell’accordo sul grano nel 2023 hanno reso più incerto il passaggio delle navi nel Mar Nero.
Il blocco dei porti ucraini e la fine dell’accordo sul grano nel 2023 hanno reso più incerto il passaggio delle navi nel Mar Nero. Nel giugno 2026 circa il 90% delle esportazioni ucraine di cereali, semi oleosi e prodotti collegati è passato dal Mar Nero: le rotte alternative sostenute dall’UE ne hanno trasportato circa il 10%.
Una nuova interruzione potrebbe far salire i costi delle importazioni alimentari, soprattutto per i Paesi che dipendono dagli acquisti all’estero.