La proposta europea EU KIDS Act prevede niente social sotto i 13 anni, mini account gestiti da un genitore tra 13 e 14 anni e account autonomi dai 15 anni. L’Australia applica già il divieto di detenere account social per gli under 16, ma la misura è al vaglio dell’Alta Corte.
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La regolazione dei social per i minori sta cambiando prospettiva. Non riguarda più soltanto la moderazione dei contenuti o gli strumenti di parental control: sempre più governi intervengono su chi può aprire un account, su come viene verificata l’età e sulle funzioni di prodotto — raccomandazioni, feed, autoplay e notifiche — che possono prolungare l’uso delle piattaforme. 20
Il 17 settembre 2026 la Commissione europea ha proposto l’EU KIDS Act. Il testo vieterebbe l’accesso ai servizi di social media ai minori di 13 anni e fisserebbe a 15 anni l’età minima valida nell’intera UE per aprire e gestire autonomamente un account.
Per chi ha dai 13 anni fino ai 15 non compiuti, il modello previsto è quello dei mini account, creati e gestiti da un genitore o tutore. Avrebbero funzioni limitate e un tetto di un’ora al giorno, con accesso a servizi di social media e condivisione video adatti all’età.
La proposta non si concentra solo sull’età. Le piattaforme utilizzate da minori dovrebbero rispettare requisiti di sicurezza fin dalla progettazione, con misure contro funzionalità potenzialmente dannose o che favoriscono comportamenti compulsivi. Le sanzioni potrebbero arrivare al 6% del fatturato annuo mondiale.
Non è però ancora una legge europea: il provvedimento dovrà essere esaminato dal Parlamento europeo e dagli Stati membri prima di poter entrare in vigore.
L’approccio australiano è più netto. Le norme dell’Online Safety Act impongono ai gestori di alcune piattaforme social di adottare misure ragionevoli per impedire agli australiani sotto i 16 anni di avere un account. Le regole sono entrate in vigore il 10 dicembre 2025. 20
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La normativa è ora sottoposta al giudizio dell’Alta Corte australiana. Nel caso Reddit, Inc. v Commonwealth of Australia & Anor, la questione costituzionale indicata dalla Corte è se le disposizioni contestate limitino in modo illegittimo la libertà implicita di comunicazione politica riconosciuta dall’ordinamento australiano. 20
NetChoice e l’Electronic Frontier Foundation (EFF) hanno chiesto di intervenire come amici curiae — soggetti che offrono alla Corte argomenti su una causa senza esserne parti — sostenendo la stessa obiezione relativa alla comunicazione politica. 19
Per questo il caso australiano è osservato anche fuori dal Paese: mette alla prova la tenuta giuridica di una restrizione generalizzata basata sull’età, a fronte delle obiezioni sulla privacy e sulla partecipazione al dibattito pubblico.
Non sta emergendo un’unica età minima internazionale. La Francia ha approvato una restrizione per gli under 15; la Danimarca ha perseguito un modello under 15, prevedendo la possibilità di accesso con il consenso dei genitori per alcuni ragazzi dai 13 anni. La Norvegia ha segnalato una proposta per limitare l’accesso sotto i 16 anni, mentre il Regno Unito ha discusso un divieto per gli under 16 con un’entrata in vigore ipotizzata attorno alla primavera del 2027. 1
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Le differenze sono sostanziali. Un divieto totale sotto una determinata soglia anagrafica è semplice da spiegare, ma rende più complessi sia la verifica dell’età sia l’accesso legittimo. Il modello a livelli dell’UE prova invece a mantenere uno spazio di utilizzo supervisionato, imponendo al tempo stesso maggiori vincoli alle piattaforme.
La California rappresenta una terza via: invece di un divieto generalizzato di accesso ai social, interviene sulle funzioni che possono incentivare una permanenza prolungata. Nel settembre 2026 il governatore Gavin Newsom ha firmato leggi che vietano alle società di social media di offrire agli utenti sotto i 16 anni funzionalità considerate addictive, rafforzando anche altre tutele online per i minori.
La precedente legge SB 976, il Protecting Our Kids from Social Media Addiction Act, rende illegale per le piattaforme online fornire ai minori feed addictive e alcune altre funzioni senza un consenso genitoriale verificabile. Il procuratore generale della California deve adottare entro il 1° gennaio 2027 regole sulla stima dell’età degli utenti e sulle modalità di consenso dei genitori.
Un pacchetto collegato introduce inoltre possibili sanzioni fino a 1 milione di dollari per minore nei confronti delle grandi società di social media ritenute negligenti per danni causati ai bambini attraverso le loro piattaforme.
Nel loro insieme, queste politiche segnano il passaggio dalla sola regolazione dei contenuti illegali alla regolazione di accesso, design degli account, sistemi di raccomandazione, feed, autoplay e notifiche.
La loro efficacia pratica dipenderà dalla verifica dell’età. Le piattaforme devono poter distinguere tra minori e adulti per applicare regole e funzionalità diverse, ma verifiche troppo invasive potrebbero creare problemi di privacy e ostacolare l’accesso anche agli adulti.
Il contenzioso australiano mostra il risvolto giuridico della questione: fino a che punto una misura di protezione dei minori può essere ampia senza imporre una limitazione ingiustificata alla partecipazione politica? 19
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La direzione è chiara, ma non esiste ancora un modello dominante. Gli account graduali proposti dall’UE, il divieto di account australiano e i limiti alle funzionalità adottati in California sono tre progetti concorrenti per la prossima fase delle politiche sui social e i minori.
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La proposta europea EU KIDS Act prevede niente social sotto i 13 anni, mini account gestiti da un genitore tra 13 e 14 anni e account autonomi dai 15 anni.
La proposta europea EU KIDS Act prevede niente social sotto i 13 anni, mini account gestiti da un genitore tra 13 e 14 anni e account autonomi dai 15 anni. L’Australia applica già il divieto di detenere account social per gli under 16, ma la misura è al vaglio dell’Alta Corte.
La California non vieta in blocco l’accesso: limita invece feed e altre funzioni progettate per aumentare il tempo trascorso online dagli under 16.