ASML avrebbe registrato zero vendite di apparecchiature per la produzione di chip in Europa nel secondo trimestre 2026, in un contesto di scarsi investimenti e assenza di nuovi impianti produttivi. L’UE parte da una quota di mercato globale dei semiconduttori di circa il 10% e punta al 20% entro il 2030: in un merca...
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L’Europa ospita una delle aziende più strategiche al mondo nella filiera dei semiconduttori: l’olandese ASML. Ma guidare la produzione di macchinari per chip non equivale a ospitare le fabbriche che quei macchinari utilizzano.
La segnalata assenza di vendite ASML in Europa nel secondo trimestre del 2026 rende molto visibile questa differenza. 4
Secondo quanto riportato, un dirigente di ASML ha dichiarato che l’azienda non aveva vendite di apparecchiature per la produzione di chip in Europa perché mancavano investimenti e nuove fabbriche, le cosiddette fab. 4
Il dato va interpretato con prudenza: riguarda un singolo trimestre e non dimostra che ogni progetto europeo nel settore si sia fermato, né che ASML non abbia altre attività commerciali nel continente. Tuttavia è un indicatore operativo difficile da ignorare. Gli ordini di sistemi di litografia arrivano infatti molto prima dell’avvio della produzione: una fabbrica deve acquistare, installare e qualificare macchinari estremamente complessi prima di poter sfornare chip.
Il contrasto è netto. ASML può essere una punta di diamante europea, ma la capacità manifatturiera che impiega i suoi strumenti può essere costruita altrove. Per le industrie europee che dipendono dai semiconduttori, ciò significa restare esposte a decisioni di capacità, tempi di consegna e catene di fornitura esterne alla regione.
La Commissione europea stima che l’UE rappresenti oggi circa il 10% del mercato mondiale dei semiconduttori. L’obiettivo è portare la quota al 20% entro il 2030; l’European Chips Act è entrato in vigore il 21 settembre 2023. 17
È un obiettivo più impegnativo di un semplice raddoppio della produzione attuale. Se il mercato globale continua a espandersi, l’Europa deve crescere più rapidamente del resto del settore. E deve farlo assicurando ai progetti clienti, capitali, personale specializzato, energia, acqua, materiali e una rete di fornitori adeguata.
Un trimestre senza vendite di macchinari non rende impossibile il traguardo del 2030. Mostra però perché il successo dipende dall’esecuzione dei progetti, non solo dall’ambizione politica. Una fab richiede anni per essere pianificata, finanziata, costruita, equipaggiata e qualificata: ritardi nella fase degli ordini possono quindi avere conseguenze rilevanti.
I risultati di ASML indicano che il ciclo globale delle apparecchiature resta molto solido. Nel secondo trimestre 2026 la società ha riportato vendite nette complessive per 9,3 miliardi di euro, vendite nette di sistemi per 6,6 miliardi e un utile netto di 2,9 miliardi. Ha inoltre alzato le previsioni di vendite per l’intero 2026 a 43-45 miliardi di euro. 11
L’azienda ha segnalato un portafoglio ordini estremamente forte nel primo semestre. Per il 2027 prevede di aumentare del 30% rispetto al 2026 — circa 65 sistemi — la capacità per i sistemi EUV low-NA, cioè a ultravioletti estremi, e sta valutando un ulteriore incremento del 30% nel 2028. Un aumento analogo del 30% nel 2027 è previsto per i sistemi DUV a immersione. 11
Si tratta di una risposta concreta alla domanda dei clienti e di un possibile alleggerimento per un mercato delle apparecchiature sotto pressione. Ma una maggiore capacità produttiva di ASML non stabilisce dove verranno installati gli strumenti: dipenderà da dove i clienti sceglieranno di costruire, e dalla disponibilità di finanziamenti, autorizzazioni, infrastrutture e domanda finale.
Il caso europeo ricorda anche un punto essenziale della corsa ai chip per l’intelligenza artificiale: più sistemi di litografia non bastano, da soli, a creare nuova offerta di semiconduttori.
Una fabbrica richiede camere bianche, wafer di silicio, gas e sostanze chimiche speciali, substrati, capacità di packaging, memoria, elettricità, acqua e tecnici qualificati. Il vincolo può quindi spostarsi rapidamente da un anello all’altro della filiera.
L’espansione pianificata da ASML può attenuare una strozzatura importante nel segmento dei macchinari, ma non può garantire da sola wafer, packaging o memoria a sufficienza.
La conclusione più solida non è che l’Europa sia uscita dall’industria dei semiconduttori. È che le sue ambizioni produttive sono ora sottoposte a una verifica concreta: trasformare le eccellenze tecnologiche in una pipeline continua di fab operative.
La crescita delle vendite e i piani di espansione di ASML mostrano che i clienti nel mondo si stanno preparando a una domanda di chip più elevata. 11 Per l’Unione europea, la domanda decisiva è se una quota significativa di quel nuovo ciclo di investimenti verrà realizzata in casa. Senza un’accelerazione nell’esecuzione dei progetti, il 20% del mercato globale entro il 2030 diventa sensibilmente più difficile da raggiungere.
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ASML avrebbe registrato zero vendite di apparecchiature per la produzione di chip in Europa nel secondo trimestre 2026, in un contesto di scarsi investimenti e assenza di nuovi impianti produttivi.
ASML avrebbe registrato zero vendite di apparecchiature per la produzione di chip in Europa nel secondo trimestre 2026, in un contesto di scarsi investimenti e assenza di nuovi impianti produttivi. L’UE parte da una quota di mercato globale dei semiconduttori di circa il 10% e punta al 20% entro il 2030: in un mercato mondiale in crescita, non basterebbe semplicemente raddoppiare la produzione attuale.
ASML continua invece a crescere sulla domanda globale: nel Q2 ha registrato vendite per 9,3 miliardi di euro e prevede di aumentare del 30% nel 2027 la capacità per sistemi EUV low NA e DUV a immersione.