Il 21 agosto il volume spot aggregato è salito a circa 75 miliardi di dollari e quello dei perpetual futures a 336 miliardi, mentre Bitcoin ha guadagnato circa il 24%. CryptoQuant legge il movimento come più orientato agli acquisti che alle vendite da capitolazione, ma non come una conferma definitiva di bull market.
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CryptoQuant interpreta con prudenza la ripresa di fine agosto: il ritorno dei volumi, avvenuto insieme al rialzo dei prezzi e con una dinamica attribuita più agli acquisti che alle vendite forzate, potrebbe segnalare il passaggio dall’esaurimento del bear market alle primissime fasi di un ciclo rialzista. Non è però una conferma: per parlare di bull market servono domanda spot duratura e un breakout convincente di Bitcoin. 15
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Il 21 agosto, il volume spot aggregato ha raggiunto circa 75 miliardi di dollari, il livello più alto da febbraio. Nella stessa giornata, il volume dei futures perpetual — contratti derivati senza scadenza — è arrivato a circa 336 miliardi di dollari, su livelli che non si vedevano da mesi. Nel periodo considerato Bitcoin è salito di circa il 24%. 15
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Per CryptoQuant, non conta soltanto la dimensione del rimbalzo: conta il suo contesto. In precedenti fiammate di volume durante le fasi ribassiste, l’attività era stata associata alla capitolazione, cioè a vendite accelerate di operatori costretti a uscire dal mercato. Questa volta, invece, i volumi sono cresciuti mentre i prezzi salivano. La lettura della società è quindi di una pressione d’acquisto più rilevante rispetto alla pressione di vendita. 48
È un segnale coerente con una possibile inversione di regime, ma da solo non dimostra che il ciclo rialzista sia già consolidato.
L’attività non è sembrata concentrata su una sola piattaforma. Il 21 agosto Binance ha guidato gli scambi spot con circa 19,4 miliardi di dollari, seguita da Coinbase con circa 8 miliardi e Gate con circa 5,1 miliardi. Gate ha registrato una crescita del volume spot su 30 giorni del 667%, la più rapida tra gli exchange nel 2026 secondo il report. 15
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Anche il dato mensile mostra una ripresa più ampia: sui 14 principali exchange considerati, i volumi spot di agosto hanno totalizzato 510,4 miliardi di dollari, in aumento del 19% rispetto al mese precedente. Binance ha rappresentato 243,1 miliardi del totale, pari al 47,6%; OKX e Coinbase hanno registrato rispettivamente 46,9 miliardi e 40,9 miliardi. 9
La rilevanza di questi numeri sta nella diffusione della partecipazione: un recupero presente su più sedi di negoziazione è, in linea di principio, più solido di un’impennata isolata.
La cautela di CryptoQuant riguarda soprattutto la natura del rally. La società ha segnalato che una componente significativa della salita di Bitcoin sarebbe stata alimentata dalla ricopertura degli short: chi aveva scommesso al ribasso ha dovuto riacquistare Bitcoin o chiudere derivati, contribuendo meccanicamente a spingere il prezzo verso l’alto.
Questo tipo di movimento può essere molto rapido, ma anche fragile. Una volta chiuse le posizioni short, il mercato ha bisogno di nuovi acquirenti per proseguire. Per rendere il rimbalzo più credibile, servirebbero quindi acquisti spot persistenti, tendenze più favorevoli nei saldi sugli exchange e nuovi afflussi negli ETF. Le fonti disponibili non consentono di concludere che tali indicatori di domanda siano già migliorati in modo netto.
Per CryptoQuant, il livello decisivo è una chiusura sopra la media mobile a 365 giorni, vicina a 81.700 dollari. Solo un superamento mantenuto di questa soglia costituirebbe una conferma più chiara dell’avvio di una nuova fase rialzista. 10
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Prima di quel livello, Bitcoin deve inoltre assorbire un’area di offerta tra 77.100 e 80.200 dollari, dove le vendite dei detentori di lungo periodo hanno creato una resistenza significativa. Superati gli 81.700 dollari, gli ostacoli successivi individuati da CryptoQuant sono intorno a 83.600 dollari, corrispondenti alla banda di valutazione Metcalfe 3x, e a 88.700 dollari. 10
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Un orientamento più restrittivo della Federal Reserve sarebbe un potenziale ostacolo per gli asset rischiosi, comprese le criptovalute, perché potrebbe ridurre la liquidità disponibile sui mercati. L’ipotesi di un rialzo dei tassi a settembre citata nel contesto non è tuttavia verificabile con le fonti fornite, né è possibile stimarne la probabilità.
In sintesi, CryptoQuant vede un segnale iniziale credibile: volumi in aumento, partecipazione estesa tra gli exchange e un rialzo associato agli acquisti anziché a una capitolazione. Ma non considera il cambio di regime completato. La prova più forte richiederebbe che Bitcoin superasse e mantenesse gli 81.700 dollari, per poi affrontare le resistenze superiori con domanda spot e istituzionale reale, non soltanto con una spinta dai derivati e dalle ricoperture degli short.
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Il 21 agosto il volume spot aggregato è salito a circa 75 miliardi di dollari e quello dei perpetual futures a 336 miliardi, mentre Bitcoin ha guadagnato circa il 24%.
Il 21 agosto il volume spot aggregato è salito a circa 75 miliardi di dollari e quello dei perpetual futures a 336 miliardi, mentre Bitcoin ha guadagnato circa il 24%. CryptoQuant legge il movimento come più orientato agli acquisti che alle vendite da capitolazione, ma non come una conferma definitiva di bull market.
Per una conferma, Bitcoin dovrebbe chiudere sopra 81.700 dollari e sostenere il rialzo con domanda spot persistente, non soltanto con ricoperture di posizioni short.