Il Ministero delle Finanze vietnamita sta valutando un’emissione sovrana in dollari USA a 10 anni, tra 500 milioni e 1 miliardo di dollari. Una banca avrebbe proposto un’emissione da 1 miliardo di dollari; un’altra una cedola intorno al 7%.
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Il Vietnam sta valutando, ma non ha ancora approvato, il ritorno sul mercato internazionale dei titoli di Stato con un’obbligazione sovrana in dollari USA a 10 anni. Le ipotesi discusse prevedono un importo compreso fra 500 milioni e 1 miliardo di dollari: una banca avrebbe consigliato 1 miliardo, mentre un altro istituto avrebbe indicato una cedola attorno al 7%. 2
Secondo le fonti, Hanoi destinerebbe i proventi a infrastrutture e ad altri progetti d’investimento. L’operazione permetterebbe inoltre di diversificare le fonti di finanziamento, alleggerendo il peso sulle banche vietnamite, finora principali finanziatrici degli investimenti interni. 2
L’obiettivo è coerente con il piano del Paese di raggiungere una crescita economica annua di almeno il 10% fino al 2030, un traguardo che richiede ingenti risorse per opere e programmi pubblici. 2
Il Ministero delle Finanze sta discutendo i possibili termini con banche d’investimento, ma non ha assunto una decisione definitiva. Il nodo è il costo: con rendimenti globali in aumento, anche per effetto di prezzi del petrolio elevati e inflazione, una cedola vicina al 7% renderebbe il prestito estero sensibilmente più oneroso del debito raccolto sul mercato domestico. 2
Quest’anno il Vietnam ha già emesso oltre 9 miliardi di dollari equivalenti in titoli di Stato sul mercato interno. La cedola media dei titoli decennali è salita al 4,2%, dal 3,1% dell’anno precedente, ma resterebbe ben sotto il livello indicativo del 7% per un bond in dollari. 2
L’ultima emissione sovrana offshore del Vietnam risale al 2014: un bond in dollari da 1 miliardo, con scadenza decennale e cedola del 4,8%. Il Paese aveva effettuato emissioni internazionali anche nel 2010 e nel 2005. 2
La differenza fra il 4,8% del 2014 e la cedola oggi ipotizzata vicino al 7% evidenzia quanto il contesto dei tassi globali sia diventato meno favorevole. 2
Pur con un debito pubblico stimato attorno al 37% del PIL lo scorso anno, il Vietnam ha tradizionalmente mantenuto un approccio prudente verso il debito estero e un controllo stretto della finanza. Sotto la guida del segretario generale del Partito comunista To Lam, questa impostazione si è però ammorbidita, mentre il governo punta a una crescita rapida in un contesto di incertezza nel commercio mondiale, cruciale per un’economia dipendente dalle esportazioni. 2
Altri segnali di maggiore apertura al finanziamento internazionale includono:
In sintesi, il progetto non riflette necessariamente un fabbisogno immediato di liquidità, ma la ricerca di fonti più diversificate per sostenere un’ambiziosa agenda di crescita al 2030. L’emissione dipenderà dal giudizio finale delle autorità sul compromesso tra questo vantaggio strategico e il maggiore costo del debito in dollari. 2
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Il Ministero delle Finanze vietnamita sta valutando un’emissione sovrana in dollari USA a 10 anni, tra 500 milioni e 1 miliardo di dollari.
Il Ministero delle Finanze vietnamita sta valutando un’emissione sovrana in dollari USA a 10 anni, tra 500 milioni e 1 miliardo di dollari. Una banca avrebbe proposto un’emissione da 1 miliardo di dollari; un’altra una cedola intorno al 7%.
I proventi servirebbero a infrastrutture e altri progetti, riducendo la dipendenza dal credito delle banche locali.