La legge francese approvata a luglio prevedeva un divieto generalizzato di accesso ai social per i minori di 15 anni, ma è stata annullata dalla Corte costituzionale. Il nuovo testo, notificato alla Commissione europea, si orienta verso restrizioni mirate alle funzionalità considerate più dannose invece di vietare o...
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La Francia non ha abbandonato l’idea di proteggere gli adolescenti dai rischi dei social network, ma ha dovuto cambiare strada. Dopo che la Corte costituzionale ha fermato il divieto generalizzato per gli under 15, il governo ha presentato alla Commissione europea una proposta rielaborata. Parallelamente, Emmanuel Macron chiede una norma valida in tutta l’UE. 4
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La legge approvata dal Parlamento francese a luglio avrebbe impedito in modo ampio ai minori di 15 anni di usare le piattaforme social. 5
A metà agosto, però, il Conseil constitutionnel — l’organo che verifica la conformità delle leggi francesi alla Costituzione — ha annullato il fulcro della misura. Secondo i giudici, la restrizione costituiva un’ingerenza non necessaria e sproporzionata nella libertà di espressione e di comunicazione dei minori coinvolti. 5
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La decisione non equivale a dire che ogni intervento sui social destinato ai minori sia vietato. Indica invece che un blocco indistinto dell’accesso deve rispettare il principio di proporzionalità: la protezione dei ragazzi va bilanciata con i loro diritti fondamentali.
Il governo francese ha notificato alla Commissione europea un nuovo progetto. Le informazioni disponibili indicano un passaggio dal divieto totale di accesso a limitazioni più selettive delle funzionalità delle piattaforme ritenute dannose per gli under 15. 8
L’obiettivo è colpire i rischi specifici senza impedire in blocco ogni forma di comunicazione online. Tuttavia, le fonti disponibili non definiscono ancora in modo completo l’elenco finale delle funzioni interessate né le modalità operative di applicazione. 8
Restano quindi aperte questioni decisive: quali servizi saranno inclusi, come verrà accertata l’età degli utenti e quali garanzie saranno previste per evitare una raccolta eccessiva di dati personali.
La notifica alla Commissione è parte della strategia francese. Parigi cerca una misura più circoscritta sul piano costituzionale e compatibile con le regole europee sui servizi digitali e sul mercato unico. 5
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Una legge nazionale che imponga obblighi alle grandi piattaforme, spesso attive in tutti gli Stati membri, non può infatti creare ostacoli ingiustificati alla prestazione transfrontaliera dei servizi digitali. L’esame della Commissione serve proprio a valutare questa compatibilità prima che la Francia proceda. 8
Non è ancora possibile affermare quale sarà il meccanismo giuridico definitivo, quale sistema di verifica dell’età verrà adottato o se la Commissione approverà il progetto francese.
In una lettera del 29 agosto indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Macron ha chiesto una nuova legge dell’UE che vieti l’accesso ai social ai minori di 15 anni. L’idea è sostituire una possibile frammentazione di norme nazionali con una regola europea comune. 4
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La richiesta arriva dopo il fallimento della prima legge francese, ma ha anche una logica più ampia: per le piattaforme globali, un quadro comune europeo potrebbe offrire una base giuridica e standard di applicazione uniformi. 4
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Francia, Spagna e Paesi Bassi non sono soli nel dibattito. Madrid e L’Aia spingono per un’età minima armonizzata nell’UE e hanno ipotizzato che l’approccio possa estendersi anche a videogiochi, chatbot di intelligenza artificiale e altri servizi digitali considerati rischiosi. La Commissione europea era attesa con una propria proposta sul tema. 7
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Non esiste però, per ora, una posizione unica europea: restano da decidere la soglia d’età, i servizi coinvolti, la differenza tra un divieto di account e limiti alle singole funzioni, oltre alle implicazioni per privacy e identificazione dell’età. 7
L’Australia è stata il primo Paese segnalato ad aver introdotto un divieto dei social per gli under 16, applicato a servizi tra cui TikTok, YouTube, Instagram e Facebook. 3
Il Regno Unito intende adottare un modello ispirato a quello australiano: il governo britannico prevede un divieto per gli under 16 e, per gli under 18, restrizioni su funzioni considerate particolarmente rischiose, come le dirette e i contatti da parte di sconosciuti. Le prime norme erano previste in Parlamento entro la fine dell’anno, con entrata in applicazione delle tutele nella primavera del 2027. 1
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Il caso francese mostra il limite di una formula troppo ampia: la tutela dei minori è ormai al centro dell’agenda europea, ma le restrizioni dovranno superare anche test di proporzionalità, libertà di espressione, privacy e compatibilità con il diritto dell’Unione. 5
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La legge francese approvata a luglio prevedeva un divieto generalizzato di accesso ai social per i minori di 15 anni, ma è stata annullata dalla Corte costituzionale.
La legge francese approvata a luglio prevedeva un divieto generalizzato di accesso ai social per i minori di 15 anni, ma è stata annullata dalla Corte costituzionale. Il nuovo testo, notificato alla Commissione europea, si orienta verso restrizioni mirate alle funzionalità considerate più dannose invece di vietare ogni accesso.
Macron ha chiesto a Bruxelles una legge UE comune per gli under 15, per evitare 27 discipline nazionali diverse.