Il 6-0 dell’Al-Hilal sul campo dell’Al-Taawoun, nella Saudi Pro League, è stato oscurato da un episodio che ha suscitato dure condanne. Un filmato ripreso dagli spalti e circolato sui social sembra mostrare una parte del pubblico di casa mentre scandisce ripetutamente «Jota» all’indirizzo di Rúben Neves, poco prima che il centrocampista battesse una punizione.
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Perché quei cori hanno superato il limite
Il nome richiamava Diogo Jota, ex attaccante del Portogallo e del Liverpool, morto insieme al fratello André Silva in un incidente stradale nella provincia spagnola di Zamora il 3 luglio 2025.
Per Neves non era un riferimento generico: Jota era un amico stretto ed era stato suo compagno nella nazionale portoghese. Neves fu inoltre tra i portatori della bara al funerale dell’attaccante.
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Le prime ricostruzioni dell’incidente avevano indicato un possibile cedimento di uno pneumatico durante un sorpasso; in seguito, la polizia spagnola ha dichiarato che l’indagine faceva emergere anche la possibile velocità eccessiva. Le circostanze, dunque, non vanno ricondotte a una sola causa.
La reazione di Neves
Durante i cori, Neves è parso rispondere rivolgendosi verso gli spalti: ha indicato il proprio occhio e poi il cielo, in un gesto interpretato come un omaggio a Jota.
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Nel dopopartita ha aggiunto: «Spero che dopo non vadano a pregare».
11 Una frase che ha reso esplicita la sua indignazione: usare un lutto per cercare di destabilizzare un avversario non rientra nella normale rivalità calcistica.
L’appello di Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo, che ha giocato in nazionale sia con Neves sia con Jota, ha chiesto alla Saudi Pro League provvedimenti severi contro gli eventuali responsabili. «Questo non è più calcio, ci devono essere dei limiti», ha detto, sostenendo che chi si comporta così non dovrebbe più poter entrare in uno stadio.
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La richiesta di un divieto a vita nasce proprio dalla natura dell’episodio: non un coro su prestazioni sportive, appartenenza a un club o rivalità da partita, ma un richiamo alla morte di un ex compagno e amico.
Le iniziative dopo la partita
Secondo Reuters, l’Al-Hilal ha presentato un reclamo alla Federazione calcistica saudita.
1 L’Al-Taawoun ha condannato i cori e ha dichiarato di aver avviato azioni per identificare le persone coinvolte.
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Al momento delle notizie disponibili, la Saudi Pro League non aveva annunciato pubblicamente sanzioni disciplinari.
1 Il risultato netto dell’Al-Hilal è così passato in secondo piano, lasciando spazio alla richiesta di una linea chiara contro l’uso del dolore personale come strumento di provocazione sugli spalti.