Utili bancari sostenuti e necessità di coperture di bilancio stanno spingendo vari governi europei a valutare nuove imposte o prelievi sul settore. La Lega propone per l’Italia un contributo annuo del 5% sugli utili delle 10 maggiori banche per tre anni; la stima indicata dal partito è di 2 3 miliardi di euro, ma no...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What is driving European governments—including Italy, the UK, France, Portugal, and Sweden—to consider new taxes or levies on banks, how doe. Article summary: European governments are targeting banks because they need revenue to narrow budget deficits while lenders’ earnings remain unusually strong. The political appeal is clear: taxing profitable banks can protect households . Topic tags: general, government, news, general web. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with
Le banche europee sono diventate un bersaglio fiscale sempre più visibile perché, mentre molti governi cercano risorse per colmare i buchi di bilancio, il settore continua a produrre utili robusti. Il nodo politico è semplice da spiegare: una parte dei guadagni è maturata nel contesto dei tassi più alti, lo stesso contesto che ha aumentato il costo di mutui e prestiti per famiglie e imprese. Il dibattito si è intensificato nel Regno Unito, in Francia, Portogallo, Svezia e Italia. 3
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Per i governi, tassare selettivamente le banche può apparire preferibile a un aumento generalizzato delle imposte o a tagli di spesa. Per le banche e per gli investitori, invece, il rischio è che misure poco chiare o ripetute nel tempo riducano la prevedibilità degli utili, la capacità di erogare credito e l’attrattività del Paese per i capitali.
La Lega intende proporre, nell’ambito della manovra per il 2027, un contributo annuo del 5% sugli utili delle 10 maggiori banche italiane, per una durata di tre anni. La misura sarebbe destinata a sostenere la finanza pubblica. 2
La stima politica indicata dal partito è di 2-3 miliardi di euro. Non è però una previsione ufficiale inserita in un disegno di legge: non sono ancora definiti con precisione la base imponibile, il perimetro dei soggetti coinvolti, le soglie e l’eventuale possibilità di compensare il prelievo con altre imposte. Per questo non è possibile calcolare in modo affidabile né il gettito annuo né il totale del triennio. 7
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La proposta sarebbe più ristretta di una tassa estesa a tutto il sistema: colpirebbe le banche più grandi e avrebbe come riferimento gli utili. È inoltre diversa dall’intervento italiano del 2023, quando fu introdotta un’imposta una tantum del 40% sul margine di interesse considerato «extra», misurato rispetto a un parametro del 2021. 15
Il comparto finanziario è già stato chiamato a contribuire in altre manovre. Nel 2024 il governo aveva indicato un obiettivo di 3,5 miliardi di euro da banche e assicurazioni, da destinare al servizio sanitario nazionale e alle persone più vulnerabili. 4
Il rialzo dei tassi ha favorito il margine di interesse — la differenza tra gli interessi incassati su prestiti e investimenti e quelli pagati su depositi e raccolta — sostenendo la redditività di molti istituti europei. Questo rende il settore politicamente esposto: l’argomento dei favorevoli è che le banche abbiano beneficiato di condizioni monetarie che hanno invece appesantito i debitori. 3
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Nel Regno Unito, per dare la misura del dibattito, HSBC, NatWest, Barclays e Lloyds hanno realizzato insieme 200 miliardi di sterline di utili ante imposte negli ultimi cinque anni, secondo dati citati nel confronto sulle windfall tax europee. 8
Il fatto che gli utili siano alti non chiude però la discussione economica. Le banche sostengono che un aggravio fiscale aggiuntivo possa tradursi in minori prestiti, meno investimenti e in una perdita di competitività della piazza finanziaria nazionale. Nel Regno Unito, una nuova imposta sugli extraprofitti si aggiungerebbe all’imposta sulle società, alla sovrattassa bancaria e al prelievo bancario già in vigore.
La differenza fondamentale non è soltanto nell’aliquota, ma nella base imponibile. Si possono tassare gli utili, i ricavi, le passività della banca o specifiche operazioni finanziarie.
Queste differenze cambiano radicalmente l’effetto economico. Un prelievo sulle passività può pesare anche quando i profitti scendono; una tassa sugli utili segue più direttamente l’andamento dei risultati; una tassa sui ricavi può incidere anche se margini più bassi o perdite su crediti comprimono l’utile finale.
Per l’Italia, l’unico riferimento esplicito al momento è la forchetta di 2-3 miliardi di euro indicata dalla Lega per il prelievo del 5%. Finché mancherà un testo normativo, trasformare quella stima in un totale triennale sarebbe speculativo. 7
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Anche altrove gli importi dipendono dal disegno della tassa. In Svezia, i Socialdemocratici hanno proposto un’imposta temporanea sul margine di interesse delle banche, stimata in circa 12,6 miliardi di corone svedesi, equivalenti a circa 1,3 miliardi di dollari. Citi ha calcolato che il costo potrebbe arrivare fino al 9% dell’utile ante imposte del 2027 delle banche svedesi.
In Spagna, il piano del 2022 puntava a raccogliere 3 miliardi di euro dalle banche in due anni; il successivo schema ha introdotto la sovrattassa del 4,8% sui ricavi domestici degli istituti oltre la soglia indicata. 8
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Non ha invece senso sommare queste cifre in un unico totale europeo: i provvedimenti sono in fasi diverse, hanno basi imponibili diverse e in molti casi restano proposte contestate, non norme approvate. Il dato comune è la diffusione della ricerca di gettito nel settore, non l’esistenza di una cifra complessiva affidabile per l’Europa.
I sostenitori presentano questi prelievi come una richiesta di contributo a imprese che hanno tratto vantaggio dalla fase di tassi elevati. La Lega ha indicato famiglie, imprese e misure per la sicurezza tra le possibili destinazioni delle risorse; il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha motivato una maggiore tassazione richiamando rendite e bassa concorrenza nel settore. 7
I contrari temono fughe di capitali, minori investimenti e il trasferimento del costo su clienti e mutuatari. In Svezia, la proposta dell’opposizione ha suscitato avvertimenti sul possibile aumento dei costi dei mutui per le famiglie. Nel Regno Unito, rappresentanti del settore hanno avvertito che ulteriori imposte potrebbero danneggiare credito, investimenti e competitività del centro finanziario.
In Francia il tema si inserisce in una più ampia battaglia sulla legge di bilancio. Jordan Bardella, leader del Rassemblement National, ha dichiarato che il suo partito si opporrebbe ad aumenti delle tasse su famiglie e imprese: un segnale della difficoltà di costruire consenso su nuove entrate anche in presenza di deficit elevati. 17
Per chi investe, il costo immediato di un prelievo temporaneo è solo una parte della questione. Conta soprattutto capire se la misura sarà davvero eccezionale e limitata nel tempo, se verrà prorogata oppure se verrà riscritta dopo pressioni politiche.
Il precedente italiano del 2023 mostra il peso della chiarezza normativa. L’annuncio della tassa sugli extraprofitti provocò una forte reazione del mercato, seguita da un rapido chiarimento che fissò un tetto pari allo 0,1% degli attivi bancari. Il Tesoro si aspettava allora di raccogliere meno di 3 miliardi di euro. 16
Per la proposta attuale, le variabili decisive sono durata, base imponibile, soglie ed eventuali compensazioni con altri tributi. Scope Ratings ritiene improbabile che il prelievo pianificato indebolisca materialmente i profili di credito delle banche, ma segnala che potrebbe ridurre l’appetito degli investitori e favorire ulteriore consolidamento nel settore. 11
In sintesi, gli utili elevati rendono le banche una fonte di gettito politicamente allettante. Per mercati e risparmiatori, però, la questione non è soltanto il 5%: è sapere se il quadro fiscale sarà chiaro, circoscritto e prevedibile.
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Utili bancari sostenuti e necessità di coperture di bilancio stanno spingendo vari governi europei a valutare nuove imposte o prelievi sul settore.
Utili bancari sostenuti e necessità di coperture di bilancio stanno spingendo vari governi europei a valutare nuove imposte o prelievi sul settore. La Lega propone per l’Italia un contributo annuo del 5% sugli utili delle 10 maggiori banche per tre anni; la stima indicata dal partito è di 2 3 miliardi di euro, ma non esiste ancora un testo di legge.
In Europa le basi imponibili sono molto diverse: utili, ricavi, passività o transazioni finanziarie.