Vicino a Marmarth, nel Dakota del Nord, una pista risalente a circa 66,5 milioni di anni fa conserva quattro grandi impronte probabilmente lasciate da un Tyrannosaurus rex adulto. Le impronte, ciascuna lunga all’incirca un metro e dotata di tre dita, formano una sequenza di circa 7 metri.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What are the details and significance of the first trackway attributed to an adult Tyrannosaurus rex, discovered by high school teacher Kent. Article summary: The North Dakota find is the first reported sequence of footprints likely made by an adult Tyrannosaurus rex—not the first isolated footprint attribution. It preserves an approximately 66.5-million-year-old episode of an. Topic tags: general, government, education, academic, general web. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermark
Una pista di impronte scoperta nel sud-ovest del Dakota del Nord offre una testimonianza eccezionalmente diretta di un grande tirannosauro in movimento. La sequenza fossilizzata, datata a circa 66,5 milioni di anni fa, è descritta come la prima pista attribuita a un Tyrannosaurus rex adulto. La differenza è sostanziale: una successione di passi permette di studiare andatura e direzione di marcia in un modo che uno scheletro, o una singola impronta, non può mostrare. 3
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La pista è stata rinvenuta nel 2025 su terreni federali amministrati dal Servizio forestale degli Stati Uniti, nei pressi di Marmarth, nella Formazione di Hell Creek del Dakota del Nord. A individuare il sito è stato Kent M. Hups, insegnante di scuola superiore e coautore dello studio.
Il tracciato documentato misura circa 7 metri, ossia 23 piedi, e comprende quattro grandi impronte tridattili: mostrano cioè le tre dita principali del piede. Ciascuna è lunga approssimativamente un metro. L’articolo scientifico colloca lo strato che conserva le orme circa 33 metri sotto il contatto tra le formazioni Hell Creek e Fort Union, con un’età stimata di circa 66,5 milioni di anni. 3
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Non è la prima impronta isolata proposta in passato come appartenente a T. rex. La novità sta nel fatto che si tratta di una sequenza continua attribuita a un animale adulto, non di un singolo possibile appoggio del piede. 3
Dalle impronte non si può ricavare un’identificazione di specie con la stessa certezza offerta da un osso diagnostico. Per questo lo studio parla di un’attribuzione basata sulle evidenze, non di una dimostrazione assoluta.
Le orme sono enormi, hanno tre dita e una morfologia compatibile con quella di un grande tirannosauro. Inoltre, la Formazione di Hell Creek è celebre per i fossili corporei di T. rex. Secondo i ricercatori, un T. rex adulto resta quindi il produttore più plausibile della pista. 3
Questa cautela è importante: le impronte e le piste di tirannosauridi note in precedenza non avevano consentito un confronto netto con un T. rex adulto. Il nuovo ritrovamento offre una base molto più solida per collegare un gigantesco autore di impronte di Hell Creek al celebre predatore. 3
Uno scheletro rivela la struttura delle zampe e dei piedi, ma non conserva il ricordo di un preciso spostamento. Un’impronta isolata registra un solo contatto con il terreno; quattro impressioni consecutive permettono invece di confrontare l’alternanza dei piedi, la distanza tra i passi, la direzione e la falcata.
In questo caso, la falcata riportata è di circa 13 piedi, poco meno di 4 metri. I ricercatori interpretano questa spaziatura come un’andatura di cammino, non come una corsa. La pista restituisce dunque l’immagine di un grande teropode che procede a passo normale, non la prova di un inseguimento o di un attacco. 4
Il campione resta comunque limitato. Quattro impronte non bastano per stabilire come T. rex cacciasse abitualmente, se vivesse in gruppo o quali fossero i suoi comportamenti quotidiani. Mostrano però, in modo raro e concreto, che un singolo tirannosauro di taglia adulta attraversò quella superficie a un ritmo misurabile circa 66,5 milioni di anni fa. 3
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La pista è stata studiata da scienziati del Denver Museum of Nature & Science e della Liverpool John Moores University; i risultati sono stati pubblicati sul Journal of Vertebrate Paleontology. 4
La documentazione tridimensionale ad alta risoluzione è centrale perché le impronte esposte sono vulnerabili all’erosione. I modelli digitali della superficie consentono di misurarle e analizzarle senza dipendere soltanto dall’affioramento originale. Conservano inoltre una registrazione dettagliata che potrà essere riesaminata, confrontata e riprodotta anche dopo il recupero delle impronte. 4
Tra gli studiosi che hanno interpretato le evidenze c’è il paleobiologo Peter Falkingham della Liverpool John Moores University, specialista delle piste fossili. Il lavoro sul campo è stato guidato da Tyler Lyson del museo di Denver, mentre il team ha impiegato scansioni dettagliate sia delle singole impronte sia dell’intero tracciato. 4
Il Denver Museum of Nature & Science prevede di recuperare tre delle quattro impronte e trasferirle in elicottero a Denver. Il museo ha annunciato che condividerà aggiornamenti sulle operazioni, ma le informazioni disponibili non indicano ancora una data definitiva per l’esposizione né un allestimento specifico. 4
Il valore del recupero non è solo spettacolare. Insieme alle scansioni, le impronte conservate potranno sostenere ulteriori studi sulla loro forma, sul contesto sedimentario e sul movimento di uno degli animali più riconoscibili della preistoria. 3
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Vicino a Marmarth, nel Dakota del Nord, una pista risalente a circa 66,5 milioni di anni fa conserva quattro grandi impronte probabilmente lasciate da un Tyrannosaurus rex adulto.
Vicino a Marmarth, nel Dakota del Nord, una pista risalente a circa 66,5 milioni di anni fa conserva quattro grandi impronte probabilmente lasciate da un Tyrannosaurus rex adulto. Le impronte, ciascuna lunga all’incirca un metro e dotata di tre dita, formano una sequenza di circa 7 metri.
La documentazione 3D ad alta risoluzione protegge digitalmente il sito; tre impronte saranno recuperate per il Denver Museum of Nature & Science.