Il Regno Unito intende introdurre una legge primaria che imponga a produttori di sistemi operativi e fornitori di app di impedire agli under 18 di creare, condividere o visualizzare immagini di nudo. La misura arriva dopo tre mesi di impegni volontari per Apple e Google: il governo riconosce alcuni progressi, ma li...
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Il governo britannico sta preparando una legge primaria per imporre protezioni a livello di dispositivo contro le immagini di nudo sui telefoni e tablet usati da minori di 18 anni. L’obiettivo dichiarato è impedire che possano scattare, condividere o visualizzare questo tipo di immagini. Gli obblighi riguarderebbero piattaforme di sistema come Apple e Google, oltre ai fornitori di app utilizzate dai minori: non soltanto impostazioni facoltative, ma misure efficaci nei servizi interessati.1
Non si tratta ancora di una legge in vigore. L’esecutivo ha annunciato l’intenzione di legiferare, ma il testo, le regole tecniche e il calendario parlamentare non sono stati resi pubblici.
Secondo i piani illustrati dal governo, le aziende tecnologiche dovrebbero attivare funzioni già integrate oppure sviluppare soluzioni in grado di rilevare e bloccare immagini di nudo su smartphone e tablet usati da under 18.1
L’intervento non dovrebbe limitarsi a una singola app di messaggistica. I ministri vogliono estendere requisiti analoghi anche alle app usate dai minori, per evitare che immagini di nudo possano essere visualizzate o condivise attraverso tali servizi. L’ambito concreto — quali app, funzionalità del sistema operativo e categorie di immagini saranno interessate — dipenderà dal disegno di legge finale.
L’impostazione iniziale prevedeva protezioni attive per impostazione predefinita sui dispositivi dei minori. Gli adulti dovrebbero poter accedere alle funzioni non bloccate soltanto dopo aver dimostrato di avere almeno 18 anni.1
A giugno Apple e Google avevano ricevuto tre mesi di tempo per presentare una tabella di marcia e rafforzare volontariamente le tutele. Il governo aveva già annunciato che, senza risposte adeguate dall’industria, sarebbe intervenuto per legge.1
L’esecutivo ha poi riconosciuto modifiche significative ai sistemi operativi e progressi verso il blocco — anziché il semplice oscuramento — delle immagini di nudo sui dispositivi di utenti minorenni. Tra gli sviluppi citati figurano l’avvio dei controlli dell’età da parte di Apple e relative protezioni di sicurezza. Tuttavia, secondo il governo, i passi compiuti non sono abbastanza completi nell’insieme più ampio di dispositivi e app.1
La differenza è sostanziale: una protezione che opera soltanto in una funzione di comunicazione può ridurre il rischio, ma non impedisce necessariamente di creare, salvare, scambiare o vedere immagini altrove sul dispositivo. La proposta mira proprio a colmare questa lacuna.
L’ultimatum iniziale era accompagnato dalla prospettiva di una legge in caso di misure volontarie insufficienti. Nelle precedenti comunicazioni sulla politica, si parlava di possibili sanzioni alle aziende inadempienti e, come extrema ratio, dell’eventuale responsabilità penale per dirigenti tecnologici.1
Il modello definitivo di controllo e sanzione non è stato però pubblicato. Finché non verrà presentato un disegno di legge, non è possibile stabilire quali multe, poteri del regolatore o criteri di conformità entreranno effettivamente in vigore.
Il provvedimento punta soprattutto alle immagini che i minori producono o inviano autonomamente, spesso in contesti di adescamento, pressione, coercizione o ricatto. La Internet Watch Foundation (IWF) ha valutato 424.047 segnalazioni nel 2024 e ne ha confermate 291.273 come contenenti, colleganti o pubblicizzanti immagini criminali di abusi sessuali su minori. Il 91% delle segnalazioni valutate come criminali conteneva immagini definite «auto-prodotte».5
Uno dei meccanismi di escalation è la sextortion, cioè il ricatto sessuale online: un minore può essere indotto o costretto a inviare un’immagine e poi minacciato di diffusione, salvo inviarne altre, pagare denaro o rispettare ulteriori richieste.
Anche i dati di Childline, il servizio di supporto per bambini e adolescenti gestito dall’NSPCC, indicano una pressione crescente. Tra aprile 2025 e marzo 2026 ha svolto 2.444 sessioni di consulenza relative ad abusi e sfruttamento sessuale online; in 242 di queste veniva menzionata la sextortion a scopo finanziario.2 Separatamente, la IWF ha riferito che le segnalazioni di estorsione sessuale ai danni di minori sono aumentate del 72% su base annua nella prima metà del 2025; in quel campione, i ragazzi rappresentavano il 97% dei casi confermati.
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Questi dati non dimostrano che i controlli a livello di dispositivo possano, da soli, prevenire lo sfruttamento. Spiegano però perché i ministri intendano interrompere il processo prima che un’immagine possa essere creata, condivisa o usata come strumento di ricatto.
Apple e Google dispongono già di alcuni strumenti di sicurezza per minori e account supervisionati. La funzione Communication Safety di Apple è pensata per avvisare o proteggere gli utenti più giovani rispetto alle immagini di nudo in determinati contesti di comunicazione supportati; Google offre a sua volta controlli di sicurezza associati alle esperienze supervisionate.
Per il governo britannico, queste misure non bastano se non coprono in modo affidabile l’intero dispositivo e le app che i minori usano. L’asticella della futura normativa sarebbe quindi più alta: protezioni integrate nell’esperienza d’uso del minore, non funzioni limitate o opzionali.1
Il principale interrogativo ancora irrisolto è come distinguere un adulto da un minore e come individuare immagini di nudo senza introdurre un monitoraggio eccessivo delle attività private lecite.
Gruppi per i diritti digitali hanno avvertito che i sistemi di verifica dell’età possono comportare stime biometriche dell’età, controlli d’identità, profilazione comportamentale o condivisione di dati. L’Open Rights Group sostiene che i controlli dell’età online rischino di trasformarsi in processi invasivi di identità digitale, anziché assomigliare a un normale controllo del documento d’identità in un contesto fisico.
La stessa questione riguarda il controllo delle immagini. Un sistema pensato per proteggere i minori potrebbe analizzare foto private conservate sul dispositivo o contenuti nelle comunicazioni. L’impatto sulla riservatezza dipenderà da aspetti che non sono stati ancora definiti pubblicamente: se il rilevamento avverrà sul dispositivo o tramite un servizio esterno, se i dati delle immagini lasceranno il telefono, come saranno trattati i falsi positivi, quali dati saranno conservati e quali garanzie di controllo indipendente o ricorso saranno previste.
Una norma sostenibile dovrà quindi dimostrare di poter tutelare i minori limitando al contempo la raccolta dei dati, prevenendo abusi e mantenendo un percorso realistico per gli adulti che vogliano accedere a contenuti leciti.
Il governo ha dichiarato che presenterà una legge primaria, ma non ha indicato una scadenza precisa né pubblicato il quadro tecnico e giuridico completo. Restano dunque questioni rilevanti per il Parlamento, le aziende tecnologiche, le organizzazioni per la tutela dell’infanzia e i difensori della privacy.
Le associazioni che si occupano di protezione dei minori ritengono che le misure volontarie non si siano mosse abbastanza rapidamente, considerando l’aumento della sextortion e delle immagini di abuso auto-prodotte. I sostenitori dei diritti digitali esamineranno invece se il modello finale trasformi gli strumenti di sicurezza in controlli d’identità sistematici o nella scansione predefinita di immagini private.
La prova decisiva per la futura legge sarà duplice: ridurre concretamente l’esposizione dei minori a coercizione e abusi basati sulle immagini, fissando al tempo stesso limiti chiari e proporzionati al trattamento delle identità e dei contenuti privati.
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Il Regno Unito intende introdurre una legge primaria che imponga a produttori di sistemi operativi e fornitori di app di impedire agli under 18 di creare, condividere o visualizzare immagini di nudo.
Il Regno Unito intende introdurre una legge primaria che imponga a produttori di sistemi operativi e fornitori di app di impedire agli under 18 di creare, condividere o visualizzare immagini di nudo. La misura arriva dopo tre mesi di impegni volontari per Apple e Google: il governo riconosce alcuni progressi, ma li ritiene insufficienti per coprire l’intero ecosistema di dispositivi e app.
Alla base della proposta ci sono i dati su sextortion e abusi sessuali online: nel 2024 il 91% delle segnalazioni criminali valutate dalla IWF riguardava immagini auto prodotte.