Gli Stati Uniti hanno chiesto ai Paesi del G20 di consentire l’addestramento dei modelli di IA su opere protette, bilanciando innovazione e tutela dei creatori. Anthropic, OpenAI, Google e Meta affrontano cause sul copyright; le aziende sostengono che l’uso dei materiali per l’addestramento sia lecito.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What did the United States urge G20 countries to do regarding AI companies’ use of copyrighted creators’ work for training models, what lega. Article summary: The United States urged G20 members to create frameworks that let AI companies train models on copyrighted books, music, art, and other creative work under “fair use,” while also protecting creators. The proposal came as. Topic tags: general, news, general web, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts w
Gli Stati Uniti hanno invitato i Paesi del G20 a definire regole che permettano alle aziende di intelligenza artificiale di addestrare i propri modelli su libri, musica, immagini e altre opere protette dal diritto d’autore, mantenendo al tempo stesso tutele per chi quelle opere le crea. Al centro della proposta c’è il fair use, una dottrina del copyright statunitense che, in circostanze specifiche, può autorizzare l’uso non preventivamente autorizzato di contenuti protetti. 1
Durante un incontro del G20 dedicato alla tecnologia a Chapel Hill, nella Carolina del Nord, il segretario al Commercio USA Howard Lutnick ha esortato i governi ad adottare quadri normativi che consentano l’addestramento dell’IA sulle opere dei creatori. Secondo Lutnick, autori, artisti e inventori vanno protetti, ma senza introdurre ostacoli capaci di frenare l’innovazione. 1
Il punto irrisolto è come rendere concreto questo equilibrio. L’appello non chiarisce, per esempio, quando dovrebbe servire una licenza, se e come i titolari dei diritti debbano essere remunerati, oppure quali strumenti di controllo e tutela debbano essere previsti. 1
La questione è particolarmente complessa perché il diritto d’autore cambia da Paese a Paese. Il fair use è un concetto proprio dell’ordinamento statunitense: non corrisponde automaticamente alle eccezioni e limitazioni previste in altri sistemi giuridici. E la liceità dell’impiego di opere protette per addestrare modelli resta oggetto di un acceso contenzioso.
Anthropic, OpenAI, Google e Meta sono state citate in giudizio da autori, editori, organizzazioni dei media e altri creatori per il presunto utilizzo non autorizzato di opere protette nello sviluppo dei loro sistemi di IA. I ricorrenti sostengono che i loro contenuti siano stati impiegati senza consenso; le aziende ribattono che il processo di addestramento sia legittimo. 1
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha assunto una posizione rilevante nella disputa fra OpenAI e The New York Times, insieme ad altri quotidiani: in tribunale ha sostenuto che, in generale, l’addestramento dell’IA costituisca fair use di materiale soggetto a copyright. 1
Non si tratta però di una soluzione definitiva per tutte le controversie. Negli Stati Uniti l’applicazione del fair use viene valutata caso per caso, sulla base delle circostanze concrete. L’esito delle cause in corso può quindi pesare sia sul modello economico delle aziende di IA sia sulla capacità dei creatori di decidere come vengano utilizzate le loro opere.
Il dibattito sul copyright si è inserito nella più ampia spinta statunitense per una regolazione meno invasiva dell’IA. Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, ha detto ai rappresentanti del G20 che i governi dovrebbero evitare norme rivolte a danni «teorici» e concentrarsi invece su problemi concreti, osservabili nel mondo reale. 1
L’impostazione privilegia interventi sui rischi effettivamente dimostrati, anziché l’introduzione preventiva di restrizioni generali e specifiche per l’IA. Per i sostenitori, questo approccio può lasciare più margine all’innovazione; per i critici, attendere che il danno si manifesti può creare vuoti di protezione. Il G20 non ha risolto questa divergenza di fondo.
Nella dichiarazione congiunta, il G20 afferma che le future regolamentazioni specifiche sull’IA dovrebbero essere limitate alle «nuove considerazioni» che non siano già affrontate dalle leggi esistenti. Anche la Cina ha sottoscritto il testo, pur disponendo già di una disciplina ampia in materia di IA. 1
Questa linea riflette anche il timore che obblighi normativi estesi possano incidere sui ricavi e sui programmi di sviluppo del settore: per esempio, ritardando il rilascio di nuovi modelli o imponendo modifiche al funzionamento dei prodotti per soddisfare esigenze di sicurezza. 1
L’orientamento emerso al G20 punta a lasciare alle imprese di IA margini per utilizzare dati di addestramento secondo principi assimilabili al fair use, senza ignorare il valore economico e creativo delle opere impiegate. Ma gli elementi decisivi restano aperti: licenze, consenso, remunerazione e meccanismi di applicazione delle regole.
Finché questi aspetti non saranno definiti, l’equilibrio invocato da Washington continuerà a dipendere dalle normative nazionali e dalle decisioni dei tribunali nelle cause sul diritto d’autore. 1
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Gli Stati Uniti hanno chiesto ai Paesi del G20 di consentire l’addestramento dei modelli di IA su opere protette, bilanciando innovazione e tutela dei creatori.
Gli Stati Uniti hanno chiesto ai Paesi del G20 di consentire l’addestramento dei modelli di IA su opere protette, bilanciando innovazione e tutela dei creatori. Anthropic, OpenAI, Google e Meta affrontano cause sul copyright; le aziende sostengono che l’uso dei materiali per l’addestramento sia lecito.
La dichiarazione del G20 indica che nuove regole specifiche per l’IA dovrebbero riguardare solo questioni davvero nuove, non già coperte dalle leggi esistenti.