La domanda di risarcimento da 2 miliardi di sterline è una proposta di azione collettiva, non una decisione di responsabilità contro Apple. L’azione è stata depositata presso il Competition Appeal Tribunal di Londra per conto di migliaia di sviluppatori di app del Regno Unito.
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La causa è un’azione collettiva proposta per ottenere 2 miliardi di sterline di risarcimento, circa 2,7 miliardi di dollari, e non rappresenta una sentenza o un accertamento di responsabilità. Deposita il 3 settembre 2026 presso il Competition Appeal Tribunal (CAT) di Londra, accusa Apple di avere sfruttato il controllo su iOS per rendere il sistema di privacy App Tracking Transparency (ATT), introdotto nel 2021, più oneroso per gli editori di app concorrenti che per le attività pubblicitarie della stessa Apple. 1
L’azione è stata presentata da ATT Collective Action Limited per conto di migliaia di sviluppatori di app del Regno Unito. La sua direttrice è Ann Pope, già Senior Director for Antitrust presso la Competition and Markets Authority (CMA), l’autorità britannica per la concorrenza; lo studio Hausfeld assiste il gruppo dei ricorrenti. 8
Il CAT è il tribunale specializzato del Regno Unito che tratta, tra l’altro, le controversie in materia di concorrenza. Dovrà quindi valutare prima di tutto se l’azione collettiva possa procedere e, successivamente, il merito delle accuse e degli eventuali danni.
ATT richiede alle app di terzi che intendono tracciare gli utenti tra app e siti web, a fini di pubblicità mirata, di ottenere un ulteriore consenso attraverso una finestra pop-up controllata da Apple. Secondo la domanda giudiziale, questo sistema ha limitato la capacità degli sviluppatori terzi di raccogliere e utilizzare dati pubblicitari, riducendo ricavi da pubblicità e/o aumentando i costi di acquisizione degli utenti. 1
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La tesi non è che Apple non possa proteggere la privacy. I ricorrenti sostengono invece che Apple avrebbe imposto ai concorrenti obblighi più severi di quelli applicati ai propri servizi. Per questo la richiesta di risarcimento è formulata come presunto abuso di potere di mercato. 1
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Per gli sviluppatori, la differenza di trattamento avrebbe dato alle attività pubblicitarie di Apple un vantaggio concorrenziale ingiusto: mentre la capacità dei rivali di proporre annunci mirati sarebbe stata ridotta, Apple avrebbe mantenuto maggiori possibilità di utilizzare i dati all’interno del proprio ecosistema. È un’accusa che dovrà essere verificata dal tribunale. 1
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Apple respinge questa ricostruzione. L’azienda afferma che ATT è una misura di tutela della privacy, pensata per dare alle persone una scelta chiara e comprensibile sul fatto di essere o meno tracciate dalle app. Apple sostiene inoltre che le regole siano applicate in modo coerente, anche ai propri servizi, e che il sistema sia giustificato ed efficace, non discriminatorio. 6
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La causa britannica arriva dopo anni di attenzione regolatoria in Europa sul possibile trattamento diseguale previsto da ATT. In Germania, il Bundeskartellamt, l’autorità federale antitrust, ha chiuso un’indagine nell’agosto 2026 dopo che Apple ha assunto impegni per modificare le regole interessate. L’autorità aveva contestato le differenze tra le richieste di consenso rivolte agli utenti per i servizi Apple e quelle per le app di terzi. 6
Tra le modifiche previste figurano richieste di consenso meno potenzialmente dissuasive e più spazio per gli sviluppatori per spiegare il valore della pubblicità personalizzata. 4
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Anche Francia, Italia, Polonia e Commissione europea rientrano nel più ampio quadro di pressione regolatoria su ATT e sul rapporto tra progettazione della privacy e neutralità concorrenziale. Tuttavia, il procedimento nel Regno Unito è autonomo: gli sviluppi all’estero possono fornire contesto o elementi di prova, ma non stabiliscono né se il CAT autorizzerà l’azione collettiva né se verranno riconosciuti risarcimenti. 1
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Il nodo giuridico è se una piattaforma possa imporre alle imprese terze un meccanismo di controllo della privacy quando il suo design e la sua applicazione, secondo i ricorrenti, favoriscono l’attività pubblicitaria collegata alla piattaforma stessa. La motivazione di Apple legata alla privacy e la presunta asimmetria concorrenziale saranno i punti centrali dello scontro davanti al CAT. 1
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La domanda di risarcimento da 2 miliardi di sterline è una proposta di azione collettiva, non una decisione di responsabilità contro Apple.
La domanda di risarcimento da 2 miliardi di sterline è una proposta di azione collettiva, non una decisione di responsabilità contro Apple. L’azione è stata depositata presso il Competition Appeal Tribunal di Londra per conto di migliaia di sviluppatori di app del Regno Unito.
I ricorrenti sostengono che ATT abbia imposto alle app terze requisiti di consenso più gravosi rispetto a quelli applicati ai servizi di Apple.