La probabilità implicita dal mercato del 97% per un rialzo di 25 punti base non è un impegno della Bank of Japan, ma riflette un netto cambiamento nelle aspettative. L’inflazione, la crescita salariale, i messaggi di Kazuo Ueda e Hajime Takata e il rafforzamento dello yen hanno reso più credibile una stretta già a s...
Pubblicato daModificato con GPT-5.6 TerraImmagini generate con GPT Image 2
Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What has led markets to assign a 97% probability to a 25 basis point Bank of Japan rate hike—from 1% to 1.25%—at its September 17–18 meeting. Article summary: Markets are treating a September 17–18 increase to 1.25% as close to a base case because domestic inflation evidence, increasingly explicit BOJ signals, yen stability concerns, and external political pressure have conver. Topic tags: general web, workflow, security, regulation, benchmarks. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, waterma
La prospettiva di un rialzo di 25 punti base, dall’1% all’1,25%, nella riunione della Bank of Japan (BoJ) del 17-18 settembre è ormai trattata dai mercati come lo scenario centrale. La probabilità del 97% è una stima implicita nei prezzi di mercato, non una promessa della banca centrale: un peggioramento della crescita, della liquidità di mercato o della stabilità finanziaria potrebbe ancora portare a una pausa.
Un consigliere del governo ha ridotto il rischio politico percepito. Takuji Aida, consigliere del primo ministro Sanae Takaichi e in passato associato a posizioni contrarie a una normalizzazione troppo rapida, ora indica un intervento a settembre. Prevede poi rialzi trimestrali fino a gennaio 2027. Il passaggio da una previsione di aumento nel gennaio 2027 a una stretta immediata fa apparire la mossa più accettabile anche sul piano politico e induce gli investitori a valutare non un singolo rialzo, ma l’avvio di un percorso di normalizzazione. 1
La comunicazione della BoJ è diventata più restrittiva. Il membro del consiglio Hajime Takata ha detto che i rialzi dovrebbero essere condotti con agilità, in risposta a pressioni inflazionistiche più intense, senza restare vincolati all’idea di una cadenza semestrale. Non ha escluso interventi più ampi o consecutivi. Il governatore Kazuo Ueda ha affermato che il consiglio valuterà un rialzo a settembre prestando particolare attenzione ai rischi di inflazione al rialzo. 2
3
Inflazione e salari rafforzano la logica macroeconomica. Già a luglio la BoJ aveva avvertito che l’inflazione di fondo poteva superare il proprio obiettivo del 2%. Una dinamica dei prezzi persistente e salari in aumento rendono più difficile sostenere che un tasso all’1% sia sufficientemente restrittivo, soprattutto se uno yen debole trasmette ai prezzi interni il rincaro delle importazioni. 4
Lo yen si è apprezzato di oltre il 2% in due sedute, fino a circa 155,28 per dollaro. I dati sui conti della BoJ non hanno indicato acquisti ufficiali di yen nel giorno cruciale: il movimento è stato quindi letto soprattutto come una revisione delle aspettative sulla politica monetaria, non come il solo effetto di un intervento sul mercato dei cambi. 5
Il punto è delicato anche per il cosiddetto carry trade: investitori che prendono a prestito yen a basso costo per comprare attività con rendimenti maggiori. Se lo yen sale rapidamente, chi ha posizioni corte sulla valuta giapponese può essere costretto a ricoprirle, amplificando sia il rialzo dello yen sia la volatilità su altre classi di attività.
Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi decennali, i JGB, ha toccato il 3%, massimo dal 1996. 6 Rendimenti lunghi più elevati segnalano che gli investitori chiedono un compenso maggiore per inflazione, maggiore offerta di debito pubblico e minore sostegno della banca centrale.
Ma questa stessa dinamica complica l’esecuzione della politica monetaria: tassi più alti aumentano il costo del debito e possono mettere sotto pressione il funzionamento del mercato obbligazionario. La BoJ deve quindi distinguere i rialzi del tasso ufficiale da un ritiro troppo brusco del sostegno alla liquidità.
Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha detto a Ueda di sostenere misure monetarie «decise» per contrastare la debolezza dello yen e ha sollecitato una politica capace di ancorare le aspettative d’inflazione. 7
Non si tratta di un’istruzione formale alla BoJ, che resta indipendente. Tuttavia, l’intervento pubblico degli Stati Uniti aumenta il costo reputazionale e diplomatico di un atteggiamento percepito come indifferente al deprezzamento della valuta e all’inflazione importata.
La prossima data da seguire è il 14 ottobre, quando la BoJ terrà una riunione sulle operazioni di mercato. Il piano approvato a giugno prevede di continuare a ridurre gli acquisti mensili di JGB di circa 200 miliardi di yen per trimestre dall’aprile-giugno 2026, fino a circa 2.000 miliardi di yen al mese nell’aprile-giugno 2027. La banca centrale afferma inoltre che i tassi a lungo termine dovrebbero essere determinati principalmente dal mercato. 8
L’incontro potrebbe chiarire se la BoJ intenda mantenere questo ritmo di riduzione, modificare volumi o scadenze degli acquisti per contenere movimenti disordinati dei rendimenti, oppure gestire più attivamente la liquidità lasciando comunque che i tassi di lungo periodo siano formati dal mercato. Non è, di per sé, una riunione programmata per ripristinare il controllo della curva dei rendimenti.
In sintesi, settembre convaliderebbe il percorso di normalizzazione del tasso ufficiale; ottobre dirà quanta volatilità obbligazionaria la BoJ è disposta a tollerare mentre riduce la propria presenza nel mercato dei JGB.
Studio Global AI
This page includes a source-backed answer you can continue inside Studio Global.
La probabilità implicita dal mercato del 97% per un rialzo di 25 punti base non è un impegno della Bank of Japan, ma riflette un netto cambiamento nelle aspettative.
La probabilità implicita dal mercato del 97% per un rialzo di 25 punti base non è un impegno della Bank of Japan, ma riflette un netto cambiamento nelle aspettative. L’inflazione, la crescita salariale, i messaggi di Kazuo Ueda e Hajime Takata e il rafforzamento dello yen hanno reso più credibile una stretta già a settembre.
Dopo il tasso ufficiale, il nodo successivo sarà la riduzione degli acquisti di JGB: l’incontro operativo del 14 ottobre può chiarire quanta volatilità sui rendimenti la BoJ accetterà.