Il 3 settembre 2026 BepiColombo ha separato con successo il Mercury Transfer Module, aprendo la fase di arrivo al pianeta Mercurio. La coppia di orbiter MPO e Mio dovrebbe essere catturata dalla gravità di Mercurio il 21 novembre, prima di separarsi tra il 9 e il 10 dicembre.
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La missione congiunta ESA-JAXA BepiColombo ha superato il primo passaggio della delicata sequenza d’arrivo su Mercurio. Il 3 settembre l’Agenzia spaziale europea ha confermato il distacco del Mercury Transfer Module (MTM), il modulo che ha fornito propulsione elettrica e potenza durante la crociera. Restano uniti, per ora, l’MPO dell’ESA e il Mio della JAXA, diretti verso l’inserimento in orbita. 5
Dopo quasi otto anni di viaggio, la missione entra nella sua parte più critica: la cattura da parte di Mercurio, la separazione dei due veicoli e una lunga serie di correzioni orbitali. Solo al termine di queste operazioni potrà cominciare la fase scientifica di routine, prevista nell’aprile 2027. 5
Lanciata nell’ottobre 2018, BepiColombo ha percorso oltre 10 miliardi di chilometri. Per ridurre a sufficienza la propria energia orbitale attorno al Sole e riuscire a incontrare Mercurio, ha sfruttato nove passaggi ravvicinati per assistenza gravitazionale: uno della Terra, due di Venere e sei dello stesso Mercurio. 2
3
Raggiungere Mercurio è controintuitivamente difficile. Il pianeta è vicino al Sole, quindi una sonda deve frenare molto per non precipitare verso l’interno del Sistema solare e per poter essere catturata dalla sua gravità. È il motivo della lunga traiettoria, ben più complessa di un semplice viaggio diretto.
Il MTM si è separato a oltre 200 milioni di chilometri dalla Terra. Non era possibile pilotare l’operazione in tempo reale: navigazione e comandi dovevano essere preparati e inviati in anticipo con grande precisione. Dopo lo sgancio, sono i pannelli solari dell’MPO ad alimentare l’insieme MPO-Mio ancora agganciato. 5
Il modulo di trasferimento aveva esaurito il proprio compito. La sua separazione segna perciò il passaggio dalla lunga crociera interplanetaria alle operazioni necessarie per trasformare BepiColombo in due osservatori indipendenti di Mercurio e del suo ambiente spaziale.
Nel 2024 un problema elettrico ha limitato la potenza disponibile per il sistema di propulsione solare-elettrica del MTM. L’ESA ha quindi rivisto traiettoria e piano operativo: l’arrivo, inizialmente previsto per dicembre 2025, è stato rinviato a novembre 2026. 3
5
Con il distacco riuscito del MTM, quell’anomalia legata alla propulsione di crociera non determina più la fase successiva della missione. Questo non riduce però la complessità delle operazioni che attendono i due orbiter.
La sequenza prevista è la seguente:
Queste date sono obiettivi pianificati, non eventi già completati: dipendono dal successo dell’inserimento orbitale, delle separazioni e di ciascuna manovra successiva.
L’arrivo è difficile per ragioni sia dinamiche sia ambientali. La gravità solare richiede una forte riduzione della velocità per permettere la cattura da parte di Mercurio. Inoltre, la vicinanza al Sole impone vincoli severi su temperatura e disponibilità di energia: le temperature possono superare i 350 °C. 5
6
La missione deve coordinare due veicoli, le rispettive configurazioni, le accensioni dei propulsori, gli orientamenti, le comunicazioni e la protezione termica. Per l’ESA, si tratta della sequenza di arrivo planetario più complessa mai affrontata. 5
6
I due orbiter ospitano in totale 16 strumenti. Studieranno la composizione e la geologia della superficie di Mercurio, la sua origine e struttura interna — compreso il grande nucleo ricco di ferro — oltre al campo magnetico, alla magnetosfera, all’esosfera e all’interazione con il vento solare. 5
6
Le misure simultanee dei due satelliti saranno particolarmente importanti: consentiranno di distinguere i fenomeni legati a Mercurio dai cambiamenti del meteo spaziale causati dal Sole. 5
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Il 3 settembre 2026 BepiColombo ha separato con successo il Mercury Transfer Module, aprendo la fase di arrivo al pianeta Mercurio.
Il 3 settembre 2026 BepiColombo ha separato con successo il Mercury Transfer Module, aprendo la fase di arrivo al pianeta Mercurio. La coppia di orbiter MPO e Mio dovrebbe essere catturata dalla gravità di Mercurio il 21 novembre, prima di separarsi tra il 9 e il 10 dicembre.
La scienza di routine è prevista dal 6 aprile 2027, dopo 16 manovre per raggiungere le rispettive orbite polari.
Il 3 settembre 2026 BepiColombo ha separato con successo il Mercury Transfer Module, aprendo la fase di arrivo al pianeta Mercurio. La coppia di orbiter MPO e Mio dovrebbe essere catturata dalla gravità di Mercurio il 21 novembre, prima di separarsi tra il 9 e il 10 dicembre.
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La missione congiunta ESA-JAXA BepiColombo ha superato il primo passaggio della delicata sequenza d’arrivo su Mercurio. Il 3 settembre l’Agenzia spaziale europea ha confermato il distacco del Mercury Transfer Module (MTM), il modulo che ha fornito propulsione elettrica e potenza durante la crociera. Restano uniti, per ora, l’MPO dell’ESA e il Mio della JAXA, diretti verso l’inserimento in orbita. 5
Dopo quasi otto anni di viaggio, la missione entra nella sua parte più critica: la cattura da parte di Mercurio, la separazione dei due veicoli e una lunga serie di correzioni orbitali. Solo al termine di queste operazioni potrà cominciare la fase scientifica di routine, prevista nell’aprile 2027. 5
Lanciata nell’ottobre 2018, BepiColombo ha percorso oltre 10 miliardi di chilometri. Per ridurre a sufficienza la propria energia orbitale attorno al Sole e riuscire a incontrare Mercurio, ha sfruttato nove passaggi ravvicinati per assistenza gravitazionale: uno della Terra, due di Venere e sei dello stesso Mercurio. 2
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Raggiungere Mercurio è controintuitivamente difficile. Il pianeta è vicino al Sole, quindi una sonda deve frenare molto per non precipitare verso l’interno del Sistema solare e per poter essere catturata dalla sua gravità. È il motivo della lunga traiettoria, ben più complessa di un semplice viaggio diretto.
Il MTM si è separato a oltre 200 milioni di chilometri dalla Terra. Non era possibile pilotare l’operazione in tempo reale: navigazione e comandi dovevano essere preparati e inviati in anticipo con grande precisione. Dopo lo sgancio, sono i pannelli solari dell’MPO ad alimentare l’insieme MPO-Mio ancora agganciato. 5
Il modulo di trasferimento aveva esaurito il proprio compito. La sua separazione segna perciò il passaggio dalla lunga crociera interplanetaria alle operazioni necessarie per trasformare BepiColombo in due osservatori indipendenti di Mercurio e del suo ambiente spaziale.
Nel 2024 un problema elettrico ha limitato la potenza disponibile per il sistema di propulsione solare-elettrica del MTM. L’ESA ha quindi rivisto traiettoria e piano operativo: l’arrivo, inizialmente previsto per dicembre 2025, è stato rinviato a novembre 2026. 3
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Con il distacco riuscito del MTM, quell’anomalia legata alla propulsione di crociera non determina più la fase successiva della missione. Questo non riduce però la complessità delle operazioni che attendono i due orbiter.
La sequenza prevista è la seguente:
Queste date sono obiettivi pianificati, non eventi già completati: dipendono dal successo dell’inserimento orbitale, delle separazioni e di ciascuna manovra successiva.
L’arrivo è difficile per ragioni sia dinamiche sia ambientali. La gravità solare richiede una forte riduzione della velocità per permettere la cattura da parte di Mercurio. Inoltre, la vicinanza al Sole impone vincoli severi su temperatura e disponibilità di energia: le temperature possono superare i 350 °C. 5
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La missione deve coordinare due veicoli, le rispettive configurazioni, le accensioni dei propulsori, gli orientamenti, le comunicazioni e la protezione termica. Per l’ESA, si tratta della sequenza di arrivo planetario più complessa mai affrontata. 5
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I due orbiter ospitano in totale 16 strumenti. Studieranno la composizione e la geologia della superficie di Mercurio, la sua origine e struttura interna — compreso il grande nucleo ricco di ferro — oltre al campo magnetico, alla magnetosfera, all’esosfera e all’interazione con il vento solare. 5
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Le misure simultanee dei due satelliti saranno particolarmente importanti: consentiranno di distinguere i fenomeni legati a Mercurio dai cambiamenti del meteo spaziale causati dal Sole. 5
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Il 3 settembre 2026 BepiColombo ha separato con successo il Mercury Transfer Module, aprendo la fase di arrivo al pianeta Mercurio.
Il 3 settembre 2026 BepiColombo ha separato con successo il Mercury Transfer Module, aprendo la fase di arrivo al pianeta Mercurio. La coppia di orbiter MPO e Mio dovrebbe essere catturata dalla gravità di Mercurio il 21 novembre, prima di separarsi tra il 9 e il 10 dicembre.
La scienza di routine è prevista dal 6 aprile 2027, dopo 16 manovre per raggiungere le rispettive orbite polari.