Mosca ha dichiarato di aver colpito cinque navi nei porti ucraini di Pivdennyi e Odesa il 25 agosto, ma Reuters non ha potuto verificare in modo indipendente queste affermazioni. Gli armatori hanno temporaneamente sospeso gli scali nei porti ucraini del Mar Nero per l'intensificarsi degli attacchi, ostacolando le es...
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La campagna nel Mar Nero si è trasformata in una guerra economica a due vie. La Russia punta ai porti ucraini, alle infrastrutture per l’export e alla navigazione commerciale; l’Ucraina risponde colpendo raffinerie, porti e logistica marittima russi. L’effetto immediato è l’aumento del rischio per navi e assicurazioni, con ricadute sui flussi di grano e carburanti. L’obiettivo strategico, per entrambe le parti, è erodere le entrate da esportazione e la capacità dell’avversario di sostenere la guerra.
Il 25 agosto il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver colpito tre navi cargo e una petroliera nel porto di Pivdennyi, noto anche come Yuzhny, nonché un’altra nave cargo nel vicino porto di Odesa. Mosca ha inoltre riferito di attacchi alle infrastrutture portuali di Pivdennyi e Odesa e a depositi di carburante nel porto di Chornomorsk. La Russia ha sostenuto che le navi trasportassero rifornimenti per le forze ucraine, ma Reuters non ha potuto verificare in modo indipendente queste affermazioni. 11
Già a luglio, Mosca aveva detto di aver colpito infrastrutture portuali e una nave portarinfuse in fase di scarico a Chornomorsk, oltre a strutture di carico e stoccaggio a Odesa. Nello stesso mese, le autorità ucraine avevano denunciato attacchi letali nella città portuale di Odesa e in altre località della regione. 13
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Non si tratta più soltanto di danni episodici alle banchine. L’intensificarsi dei raid ha reso più rischiosi gli scali commerciali: gli armatori hanno sospeso temporaneamente gli arrivi nei porti ucraini del Mar Nero, limitando direttamente la capacità di Kyiv di esportare via mare. 16
Anche il costo umano è cresciuto. Secondo dati dell’amministrazione portuale ucraina riportati da Reuters, a luglio si sono verificati 57 attacchi contro navi civili — 35 in porto e 22 in mare — oltre a 67 attacchi contro strutture portuali. Sono dati delle autorità ucraine, non un conteggio verificato in modo indipendente. 17
Parallelamente, Kyiv ha ampliato l’uso di droni a lunga gittata contro la capacità russa di raffinazione e le reti energetiche. La raffineria di Perm, la settima della Russia per volumi lavorati, ha fermato le attività dopo un attacco del 21 agosto che avrebbe provocato un incendio e danni agli impianti tecnologici, secondo fonti del settore. 4
Fra gli impianti interessati figura anche NORSI, la quarta raffineria russa e di proprietà di Lukoil, che secondo fonti industriali ha sospeso la lavorazione del greggio dopo un attacco con droni. Reuters ha inoltre riferito di danni e sospensioni in altri siti, tra cui la raffineria di Novoshakhtinsk nella regione meridionale di Rostov. 8
La raffineria di Mosca, importante fornitrice di carburante per la regione della capitale, dovrebbe restare fuori servizio per almeno sei mesi dopo danni estesi subiti in attacchi ucraini, secondo due fonti del settore. 18
È però necessario distinguere tra il fermo di singoli impianti e un collasso permanente dell’intero sistema russo. Gli attacchi possono causare interruzioni costose, minori lavorazioni, carenze regionali di carburante, spese di riparazione e maggiori costi di difesa aerea; non dimostrano automaticamente che sia stata eliminata una quota fissa e duratura della capacità nazionale di raffinazione.
I danni alle raffinerie possono ridurre la disponibilità di diesel e altri prodotti perché limitano la trasformazione del greggio. Tuttavia, le informazioni disponibili non consentono di quantificare una riduzione nazionale delle esportazioni russe di diesel né di attribuire a questi attacchi uno specifico movimento dei prezzi mondiali.
L’impatto sui mercati energetici è quindi soprattutto indiretto: operatori e assicuratori devono prezzare il rischio di ulteriori interruzioni nei porti russi, nel Mar Nero e in altre aree produttrici coinvolte in conflitti. Reuters ha calcolato che i Paesi colpiti da guerre producevano circa 45 milioni di barili di petrolio al giorno sulla base della produzione del 2025, oltre il 43% dell’offerta mondiale. 6
La pressione si riflette anche sulla geografia del commercio russo. Esportatori di grano russi hanno iniziato a deviare spedizioni verso il Baltico dopo che gli attacchi con droni nel Mar Nero e nel Mare d’Azov hanno aumentato i rischi lungo la consueta rotta meridionale. 5
Per l’Ucraina l’accesso al Mar Nero resta essenziale. Circa il 90% delle esportazioni di grano, mais e semi di girasole passa da questa via, mentre l’agricoltura rappresenta quasi il 60% dei ricavi da esportazione del Paese. 7
La fragilità di questo corridoio è emersa rapidamente: nelle prime due settimane di agosto le esportazioni ucraine di cereali sono diminuite del 75% a causa degli attacchi russi e delle difficoltà della navigazione. Già a giugno, operatori del settore avevano avvertito che raid prolungati su porti e navi avrebbero potuto ridurre fino a un terzo le spedizioni mensili di grano. 7
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Le conseguenze superano i confini dei due Paesi. Russia e Ucraina sono entrambe grandi fornitori dei mercati agricoli mondiali; le recenti interruzioni delle loro esportazioni hanno spinto i futures sul grano ai massimi da tre anni, secondo Bloomberg. 9
In definitiva, la battaglia per il Mar Nero riguarda valuta forte e resilienza dello Stato. L’Ucraina ha bisogno di porti operativi per finanziare importazioni, difesa e filiera agricola. La Russia dipende dai proventi del petrolio, dei prodotti raffinati e delle esportazioni agricole, oltre che da una logistica affidabile verso i mercati esteri. Colpire queste infrastrutture impone costi all’economia di guerra avversaria, ma trasferisce anche instabilità sui mercati globali di cibo, energia, noli e assicurazioni. 5
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Mosca ha dichiarato di aver colpito cinque navi nei porti ucraini di Pivdennyi e Odesa il 25 agosto, ma Reuters non ha potuto verificare in modo indipendente queste affermazioni.
Mosca ha dichiarato di aver colpito cinque navi nei porti ucraini di Pivdennyi e Odesa il 25 agosto, ma Reuters non ha potuto verificare in modo indipendente queste affermazioni. Gli armatori hanno temporaneamente sospeso gli scali nei porti ucraini del Mar Nero per l'intensificarsi degli attacchi, ostacolando le esportazioni agricole di Kyiv.
L'Ucraina ha esteso gli attacchi con droni alle raffinerie e alla logistica energetica russa, causando fermi produttivi in diversi impianti.