G42 avrebbe avviato colloqui esplorativi su una cessione della maggioranza a società americane o su un veicolo con sede negli Stati Uniti e a maggioranza Usa, per rafforzare il proprio accesso ai chip AI avanzati oltr... L’operazione estenderebbe la svolta già avviata con Microsoft: allontanamento dalla tecnologia c...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: Why is Abu Dhabi AI firm G42 reportedly considering selling majority ownership to a U.S. company or creating a U.S.-domiciled, American-majo. Article summary: G42 is reportedly exploring a U.S.-majority ownership structure—or a U.S.-domiciled vehicle—to turn its present, temporary access to leading U.S. AI processors into a more durable supply relationship. The logic is geopol. Topic tags: general, general web, news, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts w
Per G42, il gruppo di intelligenza artificiale con sede ad Abu Dhabi, i chip più avanzati non sono più un semplice acquisto tecnologico. Sono una questione di controllo societario, garanzie di sicurezza e regole statunitensi sull’export.
Secondo le indiscrezioni, i dirigenti del gruppo hanno discusso in via esplorativa la vendita di una quota di maggioranza a società americane oppure la creazione di un veicolo con sede negli Stati Uniti e controllato in maggioranza da investitori Usa. L’obiettivo sarebbe conservare l’accesso ai processori di fascia alta prodotti da aziende come Nvidia e AMD quando scadrà l’attuale finestra di accesso semplificato, attorno ad aprile 2027. Non è stata annunciata alcuna operazione né una struttura definitiva. 1
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Nel luglio 2026 gli Stati Uniti hanno allentato i controlli sull’export verso gli Emirati Arabi Uniti. Il governo emiratino e alcune aziende approvate, tra cui G42 e Core42, hanno così potuto ricevere prodotti di calcolo avanzato senza licenze individuali; Reuters ha riferito che la misura ha reso più semplice l’esportazione di chip AI Nvidia.
Tuttavia, secondo le notizie sui colloqui di G42, la possibilità di acquistare chip all’avanguardia senza una licenza statunitense caso per caso dura solo fino a circa aprile 2027. Dopo quella data, la forma societaria del gruppo potrebbe tornare decisiva per ottenere un accesso continuativo all’hardware più avanzato. 1
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Per chi costruisce infrastrutture di intelligenza artificiale, l’incertezza pesa: questi processori sono fondamentali sia per addestrare sia per far funzionare grandi modelli AI. Le restrizioni all’export possono incidere non soltanto sui costi, ma anche sui tempi e sulla stessa possibilità di installare nuova capacità di calcolo.
Una società costituita negli Stati Uniti e a maggioranza americana potrebbe offrire a Washington un quadro più chiaro per verificare proprietà, governance, operazioni e utilizzo finale dei chip. Le soluzioni allo studio sembrano puntare a far apparire G42 meno come un destinatario estero in cerca di un’eccezione e più come un’entità allineata agli Usa, operante in un perimetro che i regolatori possano controllare e sottoporre ad audit. 1
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La distinzione conta soprattutto per le preoccupazioni statunitensi sul possibile dirottamento della tecnologia sensibile, sull’accesso da parte di soggetti non autorizzati o sull’uso insieme a tecnologie cinesi soggette a restrizioni.
Questo non significherebbe però ottenere automaticamente chip da Nvidia, AMD o altri fornitori. Le norme americane sull’export continuerebbero ad applicarsi e i produttori manterrebbero le proprie decisioni commerciali e di conformità. Una ristrutturazione ridurrebbe il rischio regolatorio, ma non costituirebbe una garanzia di fornitura. 1
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G42 ha già accettato concessioni rilevanti per rafforzare il rapporto con la tecnologia americana. Nell’aprile 2024 Microsoft ha annunciato un investimento di 1,5 miliardi di dollari in G42; l’intesa ha portato il presidente di Microsoft, Brad Smith, nel consiglio di amministrazione della società emiratina. 17
L’accordo è seguito a interlocuzioni con il governo Usa e all’impegno di G42 a interrompere la cooperazione con la Cina, secondo quanto riportato da Bloomberg. In seguito, un consigliere tecnologico della Casa Bianca ha giudicato positivamente l’investimento Microsoft perché aveva spinto G42 a tagliare i legami con Huawei.
Notizie successive riferiscono che G42 ha rimosso apparecchiature Huawei e, nel febbraio 2026, ha introdotto nei propri data center sistemi di monitoraggio specificati dagli Stati Uniti. Le misure miravano a rafforzare la fiducia delle autorità Usa nelle apparecchiature impiegate e nei controlli attorno a infrastrutture di calcolo sensibili. 6
Un passaggio a una proprietà americana proseguirebbe la stessa logica: prima il cambio di fornitori e controlli operativi, poi un possibile intervento sull’entità che possiede e dirige il business.
Secondo le ricostruzioni disponibili, G42 è controllata dallo sceicco Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti. 10
Se un acquirente statunitense ottenesse una maggioranza effettiva delle azioni ordinarie con diritto di voto, il controllo di voto dello sceicco Tahnoon verrebbe normalmente diluito o meno. Ma tutto dipenderebbe dai termini dell’eventuale accordo. Una società può separare il peso economico dal potere di controllo attraverso diverse categorie di azioni, diritti di nomina nel consiglio, veti su decisioni specifiche, tutele per gli azionisti di minoranza o strutture tramite una holding.
Non esistono elementi pubblici che indichino quale di questi meccanismi, se mai, sia stato scelto. È un punto cruciale: un assetto che conservi un’ampia influenza di Abu Dhabi potrebbe essere gradito agli attuali stakeholder, ma potrebbe risultare meno convincente se l’obiettivo è dimostrare una governance stabilmente allineata agli Stati Uniti.
Una struttura a maggioranza Usa allargherebbe probabilmente la base di investitori di G42 oltre il capitale legato ad Abu Dhabi. Potrebbero entrare un gruppo tecnologico strategico, investitori finanziari statunitensi oppure entrambi. Ciò potrebbe rafforzare i rapporti con fornitori cloud, produttori di chip e sistemi americani di compliance.
Il rovescio della medaglia è il potere decisionale. Investitori americani di maggioranza chiederebbero verosimilmente diritti concreti di governance e voce in capitolo su operazioni sui dati, conformità normativa, approvvigionamento tecnologico e strategia di lungo periodo. La presenza di Microsoft nel consiglio dopo l’investimento del 2024 mostra già come un’alleanza di capitale possa accompagnarsi a un accesso alla governance. 17
La discussione societaria va oltre G42. Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti hanno presentato Abu Dhabi come un possibile grande polo per l’infrastruttura AI. La U.S.-UAE AI Acceleration Partnership, annunciata nel maggio 2025, riguarda la sicurezza di modelli AI, semiconduttori e dati, oltre agli investimenti transfrontalieri. Il quadro include un campus AI pianificato da 5 gigawatt ad Abu Dhabi.
Una struttura che aumenti la fiducia dei regolatori americani e dei potenziali clienti nella proprietà e nella conformità del gruppo potrebbe rendere il campus più credibile come destinazione per chip di origine Usa, capacità cloud e investimenti esterni. Al contrario, dubbi irrisolti sulla governance potrebbero limitare le assegnazioni di hardware sensibile o spingere le attività di calcolo più delicate verso entità possedute o gestite da società statunitensi.
È una possibile conseguenza, non un esito già deciso. I colloqui riferiti su G42 restano preliminari. Il segnale, però, è netto: nell’AI di frontiera l’accesso alla potenza di calcolo dipende sempre più non solo da capitale e domanda, ma anche da chi possiede l’infrastruttura, da chi la governa e da quanto riesce a soddisfare le aspettative di sicurezza degli Stati Uniti. 1
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G42 avrebbe avviato colloqui esplorativi su una cessione della maggioranza a società americane o su un veicolo con sede negli Stati Uniti e a maggioranza Usa, per rafforzare il proprio accesso ai chip AI avanzati oltr...
G42 avrebbe avviato colloqui esplorativi su una cessione della maggioranza a società americane o su un veicolo con sede negli Stati Uniti e a maggioranza Usa, per rafforzare il proprio accesso ai chip AI avanzati oltr... L’operazione estenderebbe la svolta già avviata con Microsoft: allontanamento dalla tecnologia cinese e da Huawei, maggiore supervisione dei data center e più influenza statunitense su governance, investitori e campus...