Washington sta valutando dazi mirati su chip importati e su prodotti con semiconduttori, come server, laptop e console. La possibile esenzione dipenderebbe dalla produzione o dagli investimenti di ciascuna azienda negli Stati Uniti.
Pubblicato daImmagini generate con GPT Image 2
Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How are South Korea, Japan, and Taiwan responding to the Trump administration’s proposed investment linked semiconductor tariffs—which could. Article summary: South Korea and Japan are pressing Washington to honor country level “no less favorable” semiconductor treatment, while Taiwan is leaning on its U.S.. Topic tags: general web, ai, regulation, benchmarks, manufacturing. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers, clickbait thumbnails, icons, and tiny thu
Corea del Sud e Giappone stanno chiedendo a Washington di rispettare gli impegni nazionali di trattamento dei semiconduttori «non meno favorevole» rispetto ai concorrenti. Taiwan, invece, punta sull’intesa commerciale e sugli investimenti negli Stati Uniti, in particolare sull’ampio piano di espansione di TSMC. Il problema è che l’impostazione illustrata dal segretario al Commercio Howard Lutnick sembra subordinare le agevolazioni all’impegno produttivo negli Usa di ogni singola azienda, e non soltanto all’accordo concluso dal suo Paese. Ciò potrebbe trasformare tutele negoziate a livello nazionale in permessi concessi impresa per impresa. 1
2
L’amministrazione Trump sta preparando dazi specifici per il settore dei semiconduttori. Il perimetro potrebbe andare oltre i chip venduti come componenti autonomi e comprendere beni che li incorporano, inclusi server, computer portatili e console per videogiochi. 1
3
4
L’ipotesi è di riconoscere esenzioni o riduzioni dei dazi alle imprese che costruiscono impianti di fabbricazione negli Stati Uniti, oppure di attribuire quote di importazione esenti in funzione della produzione americana che un’azienda si impegna a realizzare. Per le imprese prive di produzione negli Usa, invece, scatterebbero le tariffe. Non sono stati ancora annunciati l’aliquota, l’elenco esatto dei prodotti interessati, la formula per le quote, le tempistiche o lo strumento giuridico di applicazione. 1
3
4
Seoul discute con Washington possibili investimenti aggiuntivi nel comparto dei chip, richiamando al tempo stesso l’assicurazione bilaterale secondo cui i semiconduttori coreani devono ricevere un trattamento «non meno favorevole» di quello riservato ai prodotti dei Paesi concorrenti. Il timore è che Samsung e SK hynix possano risultare svantaggiate rispetto a TSMC se il criterio decisivo non sarà più lo status negoziato dalla Corea del Sud, ma la capacità produttiva statunitense di ciascun gruppo. 5
6
Tokyo richiama il quadro strategico su commercio e investimenti concordato con gli Stati Uniti nel luglio 2025. In base a quell’intesa, il Giappone ha impegnato fino a 550 miliardi di dollari in investimenti strategici negli Usa e cerca garanzie che le future misure sui semiconduttori rispettino il trattamento tariffario concordato, senza aggiungere una penalità sui chip illimitata e definita a livello di singola azienda. 10
11
L’accordo ha fissato al 15% la tariffa generale sulla maggior parte delle importazioni giapponesi. Il punto ancora irrisolto è come tale quadro si applicherebbe a eventuali future misure sui semiconduttori adottate ai sensi della Section 232, la norma statunitense che consente restrizioni alle importazioni per ragioni di sicurezza nazionale. 10
11
Taiwan dispone di un’intesa commerciale con gli Stati Uniti incentrata sui semiconduttori, che combina concessioni tariffarie e impegni di investimento nella produzione tecnologica americana. TSMC appare il caso più vicino al criterio prospettato dall’amministrazione: ha promesso investimenti complessivi negli Stati Uniti fino a 165 miliardi di dollari, comprendenti nuove fabbriche in Arizona, capacità di packaging avanzato e ricerca e sviluppo. 2
12
Una promessa rivolta a un Paese, come il trattamento coreano «non meno favorevole», potrebbe essere rispettata formalmente ma produrre comunque esiti molto diversi per Samsung, SK hynix, TSMC e i fornitori giapponesi. Ogni società potrebbe infatti ottenere un’esenzione o una quota differente in base al proprio calendario di costruzione negli Usa, alla capacità prevista, al mix di prodotti o alla dimensione degli investimenti. 5
6
10
In questo scenario, il baricentro passerebbe dagli accordi tra governi a valutazioni discrezionali per azienda. Il rischio è riaprire intese nelle quali i Paesi avevano offerto concessioni ampie — investimenti, accesso al mercato o acquisti pubblici — in cambio di un trattamento tariffario prevedibile. 5
6
10
In sintesi, non si tratta di un rifiuto frontale del piano statunitense: Seoul discute nuovi investimenti, Tokyo fa leva sul proprio quadro da 550 miliardi di dollari e Taipei con TSMC presenta l’espansione della capacità Usa come risposta concreta. Ma manca ancora chiarezza su aliquote, prodotti coperti, inclusione dei chip incorporati nei prodotti finiti, criteri per contabilizzare gli investimenti e valore effettivo degli accordi bilaterali: garanzia di esenzione oppure soltanto di trattamento relativo. 1
3
4
Studio Global AI
This page includes a source-backed answer you can continue inside Studio Global.
Washington sta valutando dazi mirati su chip importati e su prodotti con semiconduttori, come server, laptop e console.
Washington sta valutando dazi mirati su chip importati e su prodotti con semiconduttori, come server, laptop e console. La possibile esenzione dipenderebbe dalla produzione o dagli investimenti di ciascuna azienda negli Stati Uniti.
Seoul invoca il principio di trattamento «non meno favorevole», Tokyo richiama il quadro da 550 miliardi di dollari e Taiwan punta sull’espansione Usa di TSMC.