La produzione può aumentare rispetto a circa 1,1 1,25 milioni di barili al giorno, ma ricostruire l'intero sistema petrolifero richiede anni e capitali ingenti. Terminali portuali, qualità del greggio e blackout limitano già le esportazioni: alcune petroliere hanno atteso fino a 30 giorni per il carico.
Pubblicato daModificato con GPT-5.6 TerraImmagini generate con GPT Image 2
Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: Why does Goldman Sachs expect Venezuela’s crude oil production to keep rising but remain below its pre 2018 level of more than 2 million bar. Article summary: Goldman’s view is that the new deals can raise Venezuelan output from its current roughly 1.1–1.25 million bpd base, but they cannot quickly rebuild the entire oil system needed to sustain more than 2 million bpd.. Topic tags: general web, workflow, regulation, growth, manufacturing. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, c
L'idea di Goldman Sachs è semplice: i nuovi accordi possono far salire la produzione venezuelana, ma non possono ricostruire in pochi anni un'industria petrolifera nazionale deteriorata. Il vincolo non è la quantità di greggio nel sottosuolo — il Venezuela dispone delle maggiori riserve stimate al mondo — bensì la capacità di trasformarlo con continuità in barili estraibili, trattabili e esportabili. Goldman non si aspetta quindi un ritorno, nei prossimi anni, ai livelli pre-2018 superiori a 2 milioni di barili al giorno.
Gli investimenti esteri possono produrre risultati relativamente rapidi nei giacimenti già attivi: ripristino dei pozzi, manutenzione degli impianti, maggiore disponibilità di diluenti per il greggio extra-pesante e miglioramenti nella gestione operativa.
Chevron ha annunciato investimenti per oltre 7 miliardi di dollari con l'obiettivo di raddoppiare la propria produzione venezuelana fino a circa 600.000 barili al giorno entro cinque anni, nell'ambito dell'espansione delle joint venture con la compagnia statale PDVSA. 17 Anche gli accordi presentati da Chevron, Eni e GE Vernova puntano ad aumentare la produzione di greggio e la capacità energetica del Paese.
18
Questi interventi possono sostenere una ripresa graduale da una produzione recente nell'ordine di 1,1-1,25 milioni di barili al giorno. Ma un incremento in alcuni progetti non equivale a riportare in efficienza l'intera filiera nazionale.
La produzione venezuelana è scesa sotto 1 milione di barili al giorno alla fine degli anni 2010, dopo anni di cattiva gestione, carenza di investimenti, deterioramento delle infrastrutture, insufficienza di diluenti e sanzioni internazionali. 1
5
Per recuperare capacità in modo duraturo non basta perforare o riaprire più pozzi. Occorre intervenire su reti di raccolta, oleodotti, impianti di trattamento e upgrading, serbatoi, raffinerie, terminali di esportazione e servizi petroliferi. È un programma di ricostruzione industriale, non una semplice espansione dell'estrazione.
Le infrastrutture portuali costituiscono un limite immediato. Secondo Reuters, terminali obsoleti, interruzioni elettriche e problemi di qualità del greggio hanno costretto alcune petroliere ad attese fino a 30 giorni per il carico. PDVSA e i suoi partner non sono riusciti a superare circa 1,25 milioni di barili al giorno di esportazioni, pur con una produzione in aumento e una domanda globale elevata. 2
In altre parole, anche se i giacimenti producono più petrolio, il greggio rischia di restare bloccato nei serbatoi o di essere venduto con sconti se non crescono parallelamente capacità di miscelazione, porti e trasporti.
Pozzi, pompe, compressori, gestione dell'acqua, impianti di upgrading e operazioni di carico dipendono da un'alimentazione elettrica stabile. Le difficoltà del Venezuela nella produzione di elettricità hanno ripetutamente ostacolato sia il settore petrolifero sia quello minerario. 4
Per questo Goldman considera costosi e lenti da risolvere il degrado delle infrastrutture e l'inaffidabilità della rete elettrica. Investire in singoli campi può aumentare l'offerta nel breve periodo; non elimina da solo un problema sistemico.
Le società internazionali possono migliorare le prestazioni di specifiche joint venture, ma PDVSA resta centrale per l'accesso ai giacimenti, le infrastrutture e l'esecuzione commerciale. La sua storia di manutenzione insufficiente e di limitato accesso al capitale rende il recupero dell'intero settore più lento e incerto rispetto a quanto suggeriscano gli annunci sugli accordi. 1
5
Goldman Sachs: produzione in crescita, ma senza ritorno sopra 2 milioni di barili al giorno nei prossimi anni. È uno scenario di recupero incrementale: gli investimenti aiutano, ma i colli di bottiglia del sistema restano dominanti.
Chris Wright: il segretario all'Energia degli Stati Uniti è più ottimista. Ha indicato una crescita del 50% nell'arco di 12-18 mesi, oltre 1,5 milioni di barili al giorno nella prima metà dell'anno successivo e più di 2 milioni entro il 2030. Partendo da circa 1,2-1,25 milioni di barili al giorno, un aumento del 50% porterebbe il totale a circa 1,8-1,9 milioni: un'accelerazione che presuppone esecuzione molto rapida nei giacimenti, nella logistica e nell'elettricità.
Scenario prudente: un livello di circa 1,5 milioni di barili al giorno entro il 2028 è più vicino alla cautela di Goldman, perché incorpora una crescita significativa senza assumere che tutti i vincoli infrastrutturali vengano risolti in tempi brevi. Le valutazioni del settore hanno inoltre indicato che fino a 500.000 barili al giorno aggiuntivi in due anni richiederebbero stabilità politica e forti investimenti statunitensi. 20
Ritorno a 3 milioni di barili al giorno: è un obiettivo di scala completamente diversa. Rystad Energy stima circa 183 miliardi di dollari di investimenti tra il 2026 e il 2040 per raggiungere 3 milioni di barili al giorno entro il 2040; circa 53 miliardi servirebbero soltanto a mantenere stabile la produzione attuale. Superare 1,4 milioni di barili al giorno richiederebbe inoltre investimenti costanti di 8-9 miliardi di dollari l'anno, oltre al capitale necessario alla manutenzione. 11
13
La divergenza, dunque, non riguarda tanto l'esistenza di un potenziale di crescita quanto la velocità realistica con cui potrà essere sbloccato. Goldman considera gli accordi un passo utile ma insufficiente per superare, nel giro di pochi anni, i danni accumulati nell'intero sistema petrolifero venezuelano. Lo scenario di 3 milioni di barili al giorno richiede invece capitali sostenuti, stabilità delle regole e ricostruzione delle infrastrutture su un orizzonte almeno decennale. 3
13
Studio Global AI
This page includes a source-backed answer you can continue inside Studio Global.
La produzione può aumentare rispetto a circa 1,1 1,25 milioni di barili al giorno, ma ricostruire l'intero sistema petrolifero richiede anni e capitali ingenti.
La produzione può aumentare rispetto a circa 1,1 1,25 milioni di barili al giorno, ma ricostruire l'intero sistema petrolifero richiede anni e capitali ingenti. Terminali portuali, qualità del greggio e blackout limitano già le esportazioni: alcune petroliere hanno atteso fino a 30 giorni per il carico.
Chevron punta a circa 600.000 barili al giorno entro cinque anni, mentre la previsione di oltre 2 milioni entro il 2030 di Chris Wright è più ottimista di quella di Goldman.
La produzione può aumentare rispetto a circa 1,1 1,25 milioni di barili al giorno, ma ricostruire l'intero sistema petrolifero richiede anni e capitali ingenti. Terminali portuali, qualità del greggio e blackout limitano già le esportazioni: alcune petroliere hanno atteso fino a 30 giorni per il carico.
Pubblicato daModificato con GPT-5.6 TerraImmagini generate con GPT Image 2
Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: Why does Goldman Sachs expect Venezuela’s crude oil production to keep rising but remain below its pre 2018 level of more than 2 million bar. Article summary: Goldman’s view is that the new deals can raise Venezuelan output from its current roughly 1.1–1.25 million bpd base, but they cannot quickly rebuild the entire oil system needed to sustain more than 2 million bpd.. Topic tags: general web, workflow, regulation, growth, manufacturing. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, c
L'idea di Goldman Sachs è semplice: i nuovi accordi possono far salire la produzione venezuelana, ma non possono ricostruire in pochi anni un'industria petrolifera nazionale deteriorata. Il vincolo non è la quantità di greggio nel sottosuolo — il Venezuela dispone delle maggiori riserve stimate al mondo — bensì la capacità di trasformarlo con continuità in barili estraibili, trattabili e esportabili. Goldman non si aspetta quindi un ritorno, nei prossimi anni, ai livelli pre-2018 superiori a 2 milioni di barili al giorno.
Gli investimenti esteri possono produrre risultati relativamente rapidi nei giacimenti già attivi: ripristino dei pozzi, manutenzione degli impianti, maggiore disponibilità di diluenti per il greggio extra-pesante e miglioramenti nella gestione operativa.
Chevron ha annunciato investimenti per oltre 7 miliardi di dollari con l'obiettivo di raddoppiare la propria produzione venezuelana fino a circa 600.000 barili al giorno entro cinque anni, nell'ambito dell'espansione delle joint venture con la compagnia statale PDVSA. 17 Anche gli accordi presentati da Chevron, Eni e GE Vernova puntano ad aumentare la produzione di greggio e la capacità energetica del Paese.
18
Questi interventi possono sostenere una ripresa graduale da una produzione recente nell'ordine di 1,1-1,25 milioni di barili al giorno. Ma un incremento in alcuni progetti non equivale a riportare in efficienza l'intera filiera nazionale.
La produzione venezuelana è scesa sotto 1 milione di barili al giorno alla fine degli anni 2010, dopo anni di cattiva gestione, carenza di investimenti, deterioramento delle infrastrutture, insufficienza di diluenti e sanzioni internazionali. 1
5
Per recuperare capacità in modo duraturo non basta perforare o riaprire più pozzi. Occorre intervenire su reti di raccolta, oleodotti, impianti di trattamento e upgrading, serbatoi, raffinerie, terminali di esportazione e servizi petroliferi. È un programma di ricostruzione industriale, non una semplice espansione dell'estrazione.
Le infrastrutture portuali costituiscono un limite immediato. Secondo Reuters, terminali obsoleti, interruzioni elettriche e problemi di qualità del greggio hanno costretto alcune petroliere ad attese fino a 30 giorni per il carico. PDVSA e i suoi partner non sono riusciti a superare circa 1,25 milioni di barili al giorno di esportazioni, pur con una produzione in aumento e una domanda globale elevata. 2
In altre parole, anche se i giacimenti producono più petrolio, il greggio rischia di restare bloccato nei serbatoi o di essere venduto con sconti se non crescono parallelamente capacità di miscelazione, porti e trasporti.
Pozzi, pompe, compressori, gestione dell'acqua, impianti di upgrading e operazioni di carico dipendono da un'alimentazione elettrica stabile. Le difficoltà del Venezuela nella produzione di elettricità hanno ripetutamente ostacolato sia il settore petrolifero sia quello minerario. 4
Per questo Goldman considera costosi e lenti da risolvere il degrado delle infrastrutture e l'inaffidabilità della rete elettrica. Investire in singoli campi può aumentare l'offerta nel breve periodo; non elimina da solo un problema sistemico.
Le società internazionali possono migliorare le prestazioni di specifiche joint venture, ma PDVSA resta centrale per l'accesso ai giacimenti, le infrastrutture e l'esecuzione commerciale. La sua storia di manutenzione insufficiente e di limitato accesso al capitale rende il recupero dell'intero settore più lento e incerto rispetto a quanto suggeriscano gli annunci sugli accordi. 1
5
Goldman Sachs: produzione in crescita, ma senza ritorno sopra 2 milioni di barili al giorno nei prossimi anni. È uno scenario di recupero incrementale: gli investimenti aiutano, ma i colli di bottiglia del sistema restano dominanti.
Chris Wright: il segretario all'Energia degli Stati Uniti è più ottimista. Ha indicato una crescita del 50% nell'arco di 12-18 mesi, oltre 1,5 milioni di barili al giorno nella prima metà dell'anno successivo e più di 2 milioni entro il 2030. Partendo da circa 1,2-1,25 milioni di barili al giorno, un aumento del 50% porterebbe il totale a circa 1,8-1,9 milioni: un'accelerazione che presuppone esecuzione molto rapida nei giacimenti, nella logistica e nell'elettricità.
Scenario prudente: un livello di circa 1,5 milioni di barili al giorno entro il 2028 è più vicino alla cautela di Goldman, perché incorpora una crescita significativa senza assumere che tutti i vincoli infrastrutturali vengano risolti in tempi brevi. Le valutazioni del settore hanno inoltre indicato che fino a 500.000 barili al giorno aggiuntivi in due anni richiederebbero stabilità politica e forti investimenti statunitensi. 20
Ritorno a 3 milioni di barili al giorno: è un obiettivo di scala completamente diversa. Rystad Energy stima circa 183 miliardi di dollari di investimenti tra il 2026 e il 2040 per raggiungere 3 milioni di barili al giorno entro il 2040; circa 53 miliardi servirebbero soltanto a mantenere stabile la produzione attuale. Superare 1,4 milioni di barili al giorno richiederebbe inoltre investimenti costanti di 8-9 miliardi di dollari l'anno, oltre al capitale necessario alla manutenzione. 11
13
La divergenza, dunque, non riguarda tanto l'esistenza di un potenziale di crescita quanto la velocità realistica con cui potrà essere sbloccato. Goldman considera gli accordi un passo utile ma insufficiente per superare, nel giro di pochi anni, i danni accumulati nell'intero sistema petrolifero venezuelano. Lo scenario di 3 milioni di barili al giorno richiede invece capitali sostenuti, stabilità delle regole e ricostruzione delle infrastrutture su un orizzonte almeno decennale. 3
13
Studio Global AI
This page includes a source-backed answer you can continue inside Studio Global.
La produzione può aumentare rispetto a circa 1,1 1,25 milioni di barili al giorno, ma ricostruire l'intero sistema petrolifero richiede anni e capitali ingenti.
La produzione può aumentare rispetto a circa 1,1 1,25 milioni di barili al giorno, ma ricostruire l'intero sistema petrolifero richiede anni e capitali ingenti. Terminali portuali, qualità del greggio e blackout limitano già le esportazioni: alcune petroliere hanno atteso fino a 30 giorni per il carico.
Chevron punta a circa 600.000 barili al giorno entro cinque anni, mentre la previsione di oltre 2 milioni entro il 2030 di Chris Wright è più ottimista di quella di Goldman.