La strategia cinese segue una sequenza precisa: EAST per la fisica del plasma, CRAFT per validare tecnologie di reattore e BEST per tentare una dimostrazione elettrica nei primi anni 2030. “Accendere la prima lampadina” con la fusione resta un’ambizione: nessun impianto al mondo ha ancora fornito elettricità commerc...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How is China pursuing its ambition to generate electricity from fusion and “light the first lamp” of fusion power—through milestones at EAST. Article summary: China is pursuing fusion as a state backed industrial program: use EAST to solve plasma physics, CRAFT to qualify reactor components, BEST to attempt pilot electricity in the early 2030s, and then move toward a commercia. Topic tags: general web, ai, productivity, security, regulation. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks,
La Cina sta trasformando la fusione nucleare in un programma industriale sostenuto dallo Stato: EAST serve a risolvere i problemi di fisica del plasma; CRAFT a provare e qualificare tecnologie e componenti; BEST dovrebbe tentare una dimostrazione di elettricità pilota nei primi anni 2030. L’orizzonte indicato per una centrale commerciale è invece il decennio del 2040.
L’idea di «accendere la prima lampadina» con la fusione va però letta per ciò che è: un obiettivo, non un risultato già ottenuto. Nessuna centrale a fusione ha finora immesso elettricità commerciale in una rete elettrica. 2
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EAST, a Hefei, è il banco di prova per la fisica del plasma. Non produce elettricità: il suo ruolo è dimostrare che un plasma estremamente caldo può essere confinato magneticamente e mantenuto in regimi stazionari, condizioni indispensabili per una futura centrale. EAST ha raggiunto un funzionamento del plasma ad alto confinamento per 1.066 secondi a circa 100 milioni di °C. 6
Il combustibile più pratico per la fusione è un plasma di deuterio e trizio. Per innescare e sostenere le reazioni servono temperature nell’ordine di 100-300 milioni di °C, in funzione della densità del plasma e della qualità del confinamento. La risposta cinese combina sistemi di riscaldamento molto potenti, campi magnetici superconduttori, materiali per pareti e divertore capaci di reggere flussi termici estremi, controllo delle impurità e soppressione attiva delle instabilità. Gli ultimi lavori su EAST hanno affrontato anche il limite di densità, gestendo l’interazione tra plasma e pareti del reattore. 1
CRAFT (Comprehensive Research Facility for Fusion Technology) colma il divario ingegneristico tra un esperimento tokamak e un reattore. È pensato per testare su scala significativa magneti, sistemi di riscaldamento e pilotaggio di corrente, tecnologie legate al trizio, soluzioni per blanket e divertore, manutenzione remota e componenti soggetti a flussi di calore elevati. Secondo quanto riportato, nel 2026 ha completato test chiave per sistemi destinati alla fusione. 4
BEST (Burning Plasma Experimental Superconducting Tokamak) è il passaggio verso un impianto pilota. La struttura principale è in assemblaggio a Hefei: la base da 400 tonnellate è stata installata alla fine del 2025 e il completamento dell’assemblaggio è indicato per il 2027. Il progetto mira a dimostrare un guadagno energetico netto dalla fusione e a produrre la prima elettricità generata da fusione attorno al 2030. 2
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La traiettoria prevista è dunque: EAST → CRAFT → BEST → CFETR / reattore dimostrativo → centrale commerciale. Il CFETR (China Fusion Engineering Test Reactor) resta una tappa pianificata di ingegneria e dimostrazione, non una centrale commerciale operativa. 4
Raggiungere temperature superiori a quelle del nucleo del Sole non basta. In un tokamak il plasma non può toccare alcuna parete: deve essere tenuto sospeso da campi magnetici, rimanere sufficientemente denso e caldo e farlo abbastanza a lungo perché l’energia prodotta superi quella richiesta dall’impianto.
Tra le tecnologie abilitanti ci sono:
Magneti ad alta temperatura superconduttivi e ad alto campo. Possono consentire tokamak più compatti e migliori prestazioni di pressione e confinamento del plasma, riducendo parte dell’onere di scala delle macchine basate su superconduttori convenzionali a bassa temperatura. Un consorzio del delta del fiume Yangtze, guidato da China Fusion Energy, è stato costituito per sviluppare questi magneti. 10
Controllo del plasma con l’intelligenza artificiale. L’IA viene impiegata per prevedere interruzioni improvvise del plasma (disruptions), ottimizzare riscaldamento e alimentazione del combustibile e controllare condizioni che cambiano con estrema rapidità. È uno strumento importante, ma non risolve da solo i nodi di un reattore: controllo affidabile del plasma in combustione, resistenza dei materiali ai neutroni, produzione di trizio, manutenzione e costi.
Produzione industriale avanzata. La filiera comprende magneti superconduttori di grande precisione, camere a vuoto, riscaldamento a radiofrequenza e fasci neutri ad alta potenza, componenti esposti al plasma, criogenia su larga scala e robot per la manutenzione. L’obiettivo strategico cinese è connettere laboratori nazionali e catena di fornitura industriale, evitando che la fusione resti soltanto scienza di laboratorio.
Il 15º Piano quinquennale cinese, che copre il periodo 2026-2030 ed è stato approvato nel marzo 2026, include l’energia da fusione tra le priorità delle industrie del futuro e chiede la creazione di un sistema di sviluppo dell’intera filiera. 1
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La Legge sull’energia atomica, entrata in vigore il 15 gennaio 2026, offre un quadro giuridico per ricerca, sviluppo e uso pacifico dell’energia atomica, compreso l’incoraggiamento statale alla ricerca e allo sviluppo tecnologico nella fusione. 4
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Hefei è il principale polo fisico del programma perché ospita EAST, CRAFT, BEST, l’istituto del plasma dell’Accademia cinese delle scienze, fornitori specializzati, capitali locali e startup. Anche Shanghai sta costruendo un ecosistema rilevante: la fusione sta così diventando una competizione industriale nazionale tra più città, non il progetto di un singolo laboratorio. 4
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Nel mondo, le società private attive nella fusione hanno raccolto circa 4,5 miliardi di dollari nell’anno fino a luglio 2026; secondo la Fusion Industry Association, il totale cumulato ha raggiunto 14,2 miliardi di dollari in 56 aziende esaminate. La rilevazione sottostima probabilmente la Cina, perché copre in modo incompleto le imprese del Paese. 4
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In Cina, i finanziamenti privati stanno accelerando: una stima indica 7,268 miliardi di yuan nel primo semestre del 2026, ma si tratta di una valutazione basata su dati di settore e non di un totale nazionale ufficiale. 5
Tra le operazioni citate figurano il round Series A da 1 miliardo di yuan di Startorus Fusion e il round seed da 830 milioni di yuan di Hefei Xinghe Fusion. 7
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Conta però anche il capitale pubblico: China Fusion Energy Co. avrebbe avviato le attività con circa 2,1 miliardi di dollari di finanziamenti promessi da grandi imprese statali, creando un veicolo per coordinare lo sviluppo su scala industriale. 11
I progetti cinesi di fusione pianificati supererebbero 150 miliardi di yuan e alcune analisi collocano la commercializzazione attorno al 2040. Sono però programmi e previsioni, non impegni di costruzione già consolidati e finanziariamente garantiti. 15
Una previsione commerciale valuta il mercato cinese della fusione in 504,3 milioni di dollari nel 2026 e 982,1 milioni nel 2031. Non va confuso con il valore dell’elettricità prodotta: finché non esistono centrali commerciali, questa cifra misura soprattutto ricerca e sviluppo, apparecchiature, componenti e servizi. 5
L’obiettivo di BEST di produrre elettricità nei primi anni 2030 è più aggressivo della prospettiva di una centrale commerciale attorno al 2040. Le due cose possono coesistere: la prima sarebbe una dimostrazione pilota; la seconda presuppone un impianto capace di operare in modo continuativo, affidabile ed economicamente utile. 2
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Il test decisivo non sarà quindi soltanto portare il plasma a 100-300 milioni di gradi o ottenere un breve impulso di fusione. La Cina dovrà dimostrare elettricità netta dell’intero impianto, dopo aver sottratto tutti i consumi interni; un plasma in combustione stabile per lunghi periodi; componenti sostituibili dopo i danni da neutroni; autosufficienza nel trizio; disponibilità operativa adeguata e costi credibili rispetto alle altre fonti a basse emissioni. Il programma procede rapidamente, ma una prima centrale commerciale attorno al 2040 resta un traguardo plausibile, non una previsione ad alta certezza.
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La strategia cinese segue una sequenza precisa: EAST per la fisica del plasma, CRAFT per validare tecnologie di reattore e BEST per tentare una dimostrazione elettrica nei primi anni 2030.
La strategia cinese segue una sequenza precisa: EAST per la fisica del plasma, CRAFT per validare tecnologie di reattore e BEST per tentare una dimostrazione elettrica nei primi anni 2030. “Accendere la prima lampadina” con la fusione resta un’ambizione: nessun impianto al mondo ha ancora fornito elettricità commerciale alla rete.
EAST ha dimostrato un plasma ad alto confinamento per 1.066 secondi a circa 100 milioni di °C, un passo importante ma non equivalente alla produzione di energia elettrica.