Alex Karp sostiene che limitare il software statunitense e privilegiare fornitori nazionali possa rallentare l’adozione dell’IA in Europa senza creare una vera autonomia tecnologica. La DGSI francese ha scelto ChapsVision per sostituire gli strumenti di Palantir; la migrazione dovrebbe però richiedere anni, anche pe...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How did Palantir CEO Alex Karp argue at the G20 Innovation Ministerial that France’s and Europe’s digital-sovereignty policies and technolog. Article summary: Karp’s argument was that France and Europe risk confusing “sovereignty” with protectionism: excluding proven foreign systems and adding restrictive rules may leave European agencies and firms with slower, less capable to. Topic tags: general, government, education, general web, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, wat
La decisione francese di sostituire Palantir presso la propria intelligence interna ha reso molto concreto un interrogativo che riguarda tutta l’Europa: la sovranità digitale rende davvero più sicuri e competitivi, oppure può trasformarsi in una protezione costosa che rallenta l’innovazione?
Al G20 Innovation Ministerial di Chapel Hill, in North Carolina, il CEO di Palantir Alex Karp ha sostenuto che le restrizioni francesi sul software statunitense e il più ampio orientamento regolatorio europeo stiano indebolendo la competitività del continente. Parigi legge la questione in modo opposto: per intelligence e altre infrastrutture pubbliche critiche, ridurre la dipendenza da tecnologie straniere è una necessità di sicurezza strategica. 18
Per Karp, norme e vincoli negli appalti pubblici rischiano di produrre l’effetto contrario quando impediscono a governi e imprese di adottare strumenti già maturi e capaci. In un’intervista all’AFP ha affermato che le restrizioni francesi, comprese le limitazioni all’uso governativo di software prodotto negli Stati Uniti, si stanno rivelando controproducenti e che il contesto regolatorio non aiuta né la Francia né l’Europa. 18
Il suo punto è rivolto soprattutto alla nozione di sovranità “di facciata”. Un sistema non diventa realmente autonomo, secondo Karp, soltanto perché tra il cliente pubblico e la tecnologia viene inserita un’azienda francese: se modelli di IA o infrastrutture essenziali continuano a dipendere da soggetti sviluppati altrove, la dipendenza non è stata eliminata. Il rischio pratico, nella sua lettura, è sostenere i costi e i disagi di una migrazione senza ottenere un livello comparabile di indipendenza tecnologica. 18
È quindi un ragionamento su capacità e velocità di adozione. Nella corsa globale all’intelligenza artificiale, Karp ritiene che l’Europa debba puntare sull’impiego rapido, sulla scala e sull’accesso agli strumenti più avanzati, anziché chiudere prima le porte ai fornitori esteri sperando che le alternative interne recuperino in seguito.
La DGSI, il servizio francese di intelligence interna, ha scelto la società francese ChapsVision per sostituire gli strumenti di analisi dati di Palantir. L’ufficio del primo ministro Sébastien Lecornu ha descritto la scelta come la sostituzione dell’azienda statunitense con una concorrente francese. Reuters ha però riferito che la transizione potrebbe richiedere diversi anni, anche perché il contratto pluriennale di Palantir era stato rinnovato alla fine del 2025.
Il caso è rilevante proprio perché i sistemi usati dall’intelligence non si sostituiscono facilmente: sono integrati in operazioni delicate, flussi informativi e procedure di lavoro del personale. Il passaggio diventa perciò una verifica concreta della capacità di un fornitore nazionale di rispondere a esigenze operative molto elevate, offrendo al tempo stesso alla Francia maggiore controllo su una tecnologia critica.
Parigi ha inserito la scelta in una strategia più ampia di tecnologia sovrana. Nell’annunciare la decisione sulla DGSI, Lecornu ha richiamato anche il trasferimento dell’hosting dei dati sanitari da Microsoft a Scaleway.
La posizione francese non si limita a sostenere che le aziende nazionali meritino una preferenza. Il tema dichiarato è la dipendenza strategica: fino a che punto lo Stato può mantenere un controllo effettivo sulle tecnologie impiegate nelle funzioni pubbliche più sensibili.
Per un servizio di intelligence, la prestazione tecnica del prodotto è soltanto una parte della valutazione. Contano anche chi governa il rapporto con il fornitore, dove vengono trattati i dati sensibili, come sono mantenuti i sistemi e se il fornitore estero — o l’ordinamento del suo Paese — possa costituire un punto di dipendenza inaccettabile. France 24 ha riportato che Lecornu ha indicato come obiettivo quello di evitare nuove dipendenze strategiche nella sfera digitale.
Questa impostazione accetta un compromesso difficile: costruire capacità interne o migrare verso soluzioni nazionali può richiedere più tempo e comportare inizialmente costi operativi. La scommessa francese è che tali costi siano giustificati se, nel lungo periodo, riducono l’esposizione dei sistemi critici.
Ridurre il confronto a uno scontro tra la politica francese di sovranità e l’AI Act europeo sarebbe fuorviante. Il regolamento adotta un approccio basato sul rischio per l’IA che rientra nel suo ambito, ma esclude i sistemi utilizzati esclusivamente per finalità militari, di difesa o di sicurezza nazionale. Inoltre, non incide sulle competenze degli Stati membri in materia di sicurezza nazionale. 1
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La scelta di approvvigionamento della DGSI può dunque essere trattata soprattutto come questione di sicurezza nazionale e di controllo strategico, non come una normale applicazione delle regole europee sull’IA civile. L’esclusione dipende dalla finalità d’uso: un sistema resta fuori dall’AI Act soltanto nella misura in cui sia impiegato esclusivamente per scopi militari, di difesa o di sicurezza nazionale. 3
La tensione politica più ampia resta però intatta. Karp considera l’orientamento regolatorio europeo un freno all’adozione; la Francia ritiene invece che, per tecnologie sensibili, l’accesso al mercato e la convenienza di breve periodo non possano essere gli unici criteri.
Il dibattito francese si è svolto mentre Washington invitava i Paesi del G20 a evitare nuovi organismi di vigilanza specifici per l’IA e regole generali che possano rallentare l’innovazione. Reuters ha riferito che il consigliere tecnologico della Casa Bianca Michael Kratsios ha promosso i cosiddetti “Carolina Principles”: nuove norme dovrebbero essere riservate a problemi realmente inediti, senza trattare ogni tecnologia emergente come se richiedesse un nuovo corpus regolatorio.
Questo approccio è coerente con l’enfasi di Karp sulla rapidità di adozione e sulla competitività. Riflette anche l’interesse statunitense per un contesto internazionale che non innalzi nuove grandi barriere alle maggiori aziende di IA, in larga parte americane.
Nessuna delle due parti ha ancora dimostrato in modo definitivo di avere ragione. Karp lancia un avvertimento: una politica di sovranità che rimpiazzi un fornitore estero ad alte prestazioni con un intermediario meno capace può indebolire la competitività europea senza offrire vera indipendenza. La Francia ne propone un altro: affidarsi a tecnologie straniere per intelligence, sanità e sistemi dello Stato può diventare una vulnerabilità strategica, anche quando il prodotto è eccellente.
Il successo della strategia francese dipenderà meno dalla nazionalità formale del fornitore che dalla capacità delle alternative interne di garantire affidabilità, investimenti continuativi e controllo effettivo sui sistemi sensibili. La transizione della DGSI sarà uno dei test più importanti di questa scelta.
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Alex Karp sostiene che limitare il software statunitense e privilegiare fornitori nazionali possa rallentare l’adozione dell’IA in Europa senza creare una vera autonomia tecnologica.
Alex Karp sostiene che limitare il software statunitense e privilegiare fornitori nazionali possa rallentare l’adozione dell’IA in Europa senza creare una vera autonomia tecnologica. La DGSI francese ha scelto ChapsVision per sostituire gli strumenti di Palantir; la migrazione dovrebbe però richiedere anni, anche perché il contratto di Palantir è stato rinnovato alla fine del 2025.
Il confronto oppone due obiettivi legittimi ma in tensione: disporre subito delle tecnologie migliori e ridurre la dipendenza da fornitori e giurisdizioni straniere nei servizi pubblici critici.