A fine luglio 2026 la Cina disponeva di circa 1.286 GW di capacità solare, contro 1.285 GW a carbone. La produzione solare è aumentata del 15,5% su base annua, raggiungendo 802,4 TWh nei primi sette mesi del 2026; nello stesso periodo, le nuove installazioni hanno però rallentato bruscamente dopo la riforma dei prezzi.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How did China’s solar power sector overtake coal in installed capacity by July 2026, what does this historic milestone reveal about the coun. Article summary: China’s solar fleet became the country’s largest source of installed generating capacity by the end of July 2026: about 1,286 GW, or 31.5% of total capacity, narrowly exceeding coal’s roughly 1,285 GW. It is a major stru. Topic tags: general, news, general web, government, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermar
La Cina ha superato una soglia simbolica della transizione energetica: a fine luglio 2026 la capacità fotovoltaica installata aveva raggiunto circa 1.286 gigawatt (GW), superando di poco i circa 1.285 GW degli impianti a carbone. Per la prima volta, il solare è diventato la principale fonte cinese di capacità elettrica installata. 1
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Questo traguardo, però, non significa che il solare abbia già scalzato il carbone nella produzione di elettricità. Il confronto riguarda la quantità di impianti disponibili, non l’energia che generano effettivamente. I pannelli producono soltanto quando ci sono luce e condizioni meteorologiche favorevoli; le centrali a carbone, invece, possono essere attivate quando serve. 1
La differenza tra le due tecnologie era di appena 1 GW, ma il valore del sorpasso va ben oltre questo scarto. Il solare rappresentava circa il 31,5% della capacità totale di generazione elettrica installata in Cina, dopo anni di espansione rapidissima degli impianti fotovoltaici di grandi dimensioni e dei sistemi distribuiti, come quelli sui tetti. 2
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Anche la produzione solare ha continuato a crescere. Nei primi sette mesi del 2026 è aumentata del 15,5% su base annua, arrivando a 802,4 terawattora (TWh) e coprendo circa un ottavo, o il 13%, dell’elettricità nazionale a seconda del confronto utilizzato. 4
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La distinzione fondamentale è questa:
Il solare può quindi vantare oggi il più grande parco installato del Paese, mentre il carbone conserva un ruolo operativo essenziale per la fornitura continua, i picchi di domanda e il bilanciamento della rete. Il sorpasso della capacità va letto come la prova che le nuove aggiunte al sistema elettrico cinese stanno diventando sempre più rinnovabili, non come la fine del ruolo centrale del carbone nella generazione.
La crescita del fotovoltaico cinese è stata alimentata dalla combinazione di grandi parchi solari, impianti distribuiti e investimenti sostenuti dalle politiche pubbliche. I progetti solari possono essere realizzati rapidamente e, accumulandosi a ritmi eccezionali, hanno portato la capacità fotovoltaica oltre quella degli impianti a carbone. 1
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Il risultato è un cambiamento strutturale del mix energetico. Anche se ogni impianto solare funziona soltanto quando le condizioni lo consentono, un parco di queste dimensioni può ridurre sensibilmente la quantità di elettricità che le centrali a carbone devono produrre nelle ore soleggiate. Nel tempo, questo potrebbe abbassare il loro tasso di utilizzo, ma soltanto se la rete sarà in grado di assorbire e trasportare una quota maggiore di energia rinnovabile.
Il sorpasso è arrivato in una fase molto più debole per le nuove costruzioni solari. Nel primo semestre del 2026 la Cina ha aggiunto 72,07 GW di capacità fotovoltaica, il 66% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Il confronto è stato influenzato dalla corsa degli sviluppatori a collegare gli impianti prima dell’entrata in vigore delle nuove regole sui prezzi dell’energia rinnovabile.
A luglio si è registrato un rimbalzo temporaneo: sono stati aggiunti 14,08 GW di capacità solare, circa il 28% in più rispetto a luglio 2025. Tuttavia, nei primi sette mesi dell’anno le nuove installazioni hanno raggiunto complessivamente circa 86,15 GW, ancora il 61% in meno rispetto all’anno precedente.
I dati indicano più una normalizzazione del mercato che un semplice crollo della domanda. Gli sviluppatori avevano anticipato molti progetti per usufruire del precedente quadro regolatorio, creando una base di confronto eccezionalmente elevata. Terminata quella corsa, i nuovi impianti devono essere valutati in condizioni commerciali più difficili.
Le riforme cinesi sulle energie rinnovabili hanno spostato i nuovi progetti eolici e solari da un sistema di remunerazione fissa garantita verso prezzi dell’elettricità determinati maggiormente dal mercato. La modifica aumenta l’esposizione alla volatilità dei prezzi all’ingrosso e rende i ricavi meno prevedibili, soprattutto per i progetti solari di dimensioni ridotte. 17
Per gli investitori, la redditività dipende ora più di prima da fattori come:
Questo quadro dovrebbe favorire i progetti capaci di produrre elettricità nel luogo e nel momento in cui la rete ne ha bisogno, invece degli impianti costruiti soltanto per raggiungere obiettivi quantitativi. Aumenta inoltre la pressione su sviluppatori e produttori che hanno basato il proprio modello sulla crescita dei volumi e su rendimenti prevedibili.
Il nuovo primato del solare mette in evidenza un limite fondamentale della transizione energetica: aggiungere capacità di generazione è più semplice che integrarla nel sistema elettrico.
I dati sull’energia rinnovabile non utilizzata mostrano l’entità del problema. Tra gennaio e giugno 2026 la Cina non ha potuto utilizzare 360 TWh di energia pulita, il 49% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo una ricostruzione basata sulle analisi di Global Energy Monitor e del Centre for Research on Energy and Clean Air.
Questa limitazione, spesso definita curtailment, si verifica quando la produzione rinnovabile supera la domanda locale, la capacità di trasmissione o la capacità della rete di mantenere in equilibrio domanda e offerta. Aggiungere pannelli solari non garantisce automaticamente un aumento equivalente dell’elettricità pulita consegnata ai consumatori.
Le priorità pratiche si stanno quindi spostando verso:
Finché questi sistemi non saranno sviluppati, il carbone probabilmente manterrà il suo valore per la sicurezza dell’approvvigionamento, anche se la sua quota nelle nuove installazioni continuerà a diminuire.
Il sorpasso del solare nella capacità installata è un segnale netto: la direzione dell’espansione del sistema elettrico cinese è cambiata. La nuova capacità è sempre più rinnovabile e l’aumento della produzione solare può sostituire parte dell’elettricità da carbone quando ci sono sole e condizioni di rete favorevoli.
Il ruolo del carbone, però, non può essere misurato soltanto in gigawatt installati. Le centrali a carbone forniscono energia programmabile e possono funzionare quando il solare non è disponibile. Per sostituire questi servizi servono una combinazione di trasmissione, accumulo, gestione della domanda, energia idroelettrica, nucleare e altre forme di flessibilità.
Nel breve periodo, la storia è quindi quella di una coesistenza: il solare sta diventando la principale fonte di capacità, mentre il carbone resta una fonte importante di elettricità affidabile. Il definitivo allontanamento dal carbone dipenderà meno dalla capacità di installare altri pannelli e più dalla possibilità di usare la loro produzione in modo costante e prevedibile.
Il rallentamento del mercato interno crea una fase di difficile aggiustamento per i produttori fotovoltaici cinesi. Una crescita più debole dei progetti, la sovracapacità produttiva e la forte concorrenza sui prezzi possono comprimere i margini lungo l’intera filiera. Gli analisti hanno già collegato il cambio di politica a un rallentamento atteso dell’espansione solare e alle difficoltà persistenti dei produttori alle prese con l’eccesso di offerta.
Le conseguenze potrebbero estendersi ai mercati internazionali. Se i produttori cinesi dovessero competere in modo più aggressivo sulle vendite all’estero, prezzi più bassi dei moduli potrebbero sostenere la diffusione del solare in altri Paesi. Allo stesso tempo, un eccesso di offerta prolungato potrebbe accelerare chiusure di fabbriche, concentrazione del settore e uscita delle aziende meno competitive.
Per gli investitori, la notizia non è semplicemente che il solare ha vinto una gara di capacità contro il carbone. Il settore fotovoltaico cinese sta entrando in una fase più esposta al mercato proprio mentre il suo parco installato diventa decisivo per il sistema elettrico. A emergere saranno sempre più le aziende e i progetti capaci di gestire il rischio dei prezzi, assicurarsi un buon accesso alla rete e trasformare una produzione intermittente in elettricità affidabile.
Il sorpasso della capacità solare su quella a carbone, avvenuto in Cina nel luglio 2026, è un indicatore storico dell’espansione delle rinnovabili, ma non rappresenta ancora una sostituzione del carbone. La produzione solare cresce rapidamente, mentre le nuove installazioni hanno subito una brusca frenata dopo la riforma dei prezzi.
Il passaggio decisivo sarà costruire le infrastrutture di rete, gli impianti di accumulo e i meccanismi di mercato necessari per trasformare una capacità solare da record in una quota più ampia di elettricità affidabile.
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A fine luglio 2026 la Cina disponeva di circa 1.286 GW di capacità solare, contro 1.285 GW a carbone.
A fine luglio 2026 la Cina disponeva di circa 1.286 GW di capacità solare, contro 1.285 GW a carbone. La produzione solare è aumentata del 15,5% su base annua, raggiungendo 802,4 TWh nei primi sette mesi del 2026; nello stesso periodo, le nuove installazioni hanno però rallentato bruscamente dopo la riforma dei prezzi.
Il passaggio decisivo non sarà soltanto installare pannelli, ma integrare la loro produzione nella rete attraverso trasmissione, accumulo, domanda flessibile e riforme del mercato elettrico.