Il 29 agosto 2026 Elon Musk ha scritto soltanto che «l’universo è intero in unità di cubi di Planck»: nel post non ha menzionato Bitcoin, criptovalute, chiavi private o sicurezza delle firme. Fred Krueger ha trasformato la teoria di Tim Palmer in una tesi condizionale: se l’entanglement coerente fosse limitato a cir...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How did crypto traders misinterpret Elon Musk’s August 29, 2026 endorsement of Oxford physicist Tim Palmer’s theory that the universe is com. Article summary: Crypto traders turned a speculative chain into a conclusion: Musk endorsed a claim about fundamental physics, Palmer’s claim would imply a ceiling on scalable entanglement, and therefore Bitcoin signatures could never be. Topic tags: general web, ai, productivity, code, security. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, chart
La lettura circolata tra alcuni trader crypto nasce da una catena di ipotesi presentata però come una certezza. Il 29 agosto 2026 Elon Musk ha risposto a un post dedicato alle idee del fisico dell’Università di Oxford Tim Palmer scrivendo: «The universe is integer in units of Planck cubes», cioè «l’universo è intero in unità di cubi di Planck».
Il messaggio sosteneva, in modo sintetico, una visione dell’universo come struttura discreta, non come un continuo matematico. Non conteneva riferimenti a Bitcoin, alle criptovalute, alle chiavi private, all’algoritmo di Shor o alla sicurezza delle firme digitali. 6
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Da qui alcuni operatori di mercato hanno ricavato una conclusione molto più ampia: se la fisica impedisse ai computer quantistici di crescere oltre una certa dimensione, le firme che proteggono Bitcoin sarebbero al sicuro.
L’investitore Fred Krueger ha sostenuto che Bitcoin «potrebbe essere già quantum-safe», cioè già resistente ai computer quantistici. Il ragionamento dipende da due premesse:
Se l’entanglement coerente utilizzabile fosse davvero limitato a circa 200–400 qubit nelle macchine attuali e non potesse superare i 1.000 qubit in nessuna circostanza, l’attacco apparirebbe fisicamente irrealizzabile. 10
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Ma questo è un argomento ipotetico, non una dimostrazione della sicurezza di Bitcoin. La frase «se Palmer ha ragione» è il punto decisivo: la sua previsione su un limite rigido dell’entanglement è controversa e non corrisponde a un limite riconosciuto dalla teoria quantistica tradizionale. Quest’ultima non stabilisce un tetto fondamentale a 400 o 1.000 qubit.
Anche il numero di 835 qubit va interpretato con cautela. Una ricerca resa pubblica nel luglio 2026 ha descritto un circuito più efficiente dal punto di vista dello spazio per risolvere il problema del logaritmo discreto su curve ellittiche a 256 bit, la categoria rilevante per le firme Bitcoin basate su secp256k1.
Il circuito riduce la stima del fabbisogno a circa 835 qubit logici, rispetto ai valori precedentemente citati di 1.098 e 1.175. Il risparmio in qubit viene però ottenuto accettando un costo elevato in termini di porte e operazioni. 2
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Inoltre, un qubit logico non equivale a un qubit fisico. Il primo è un’unità corretta dagli errori, pensata per eseguire calcoli affidabili; il secondo è il componente reale, molto più rumoroso, sul quale vengono applicati i sistemi di correzione. Per questo non è possibile confrontare direttamente il numero di qubit fisici di un computer quantistico odierno con gli 835 qubit logici stimati per un attacco.
Le stime, inoltre, non sono un valore immutabile: nuovi algoritmi, circuiti più efficienti e tecniche migliori di correzione degli errori possono modificare il fabbisogno verso l’alto o verso il basso.
La roadmap di IBM aiuta a capire perché il dibattito sia ancora aperto. L’azienda prevede di rendere disponibile nel 2029 Quantum Starling, un sistema fault-tolerant, cioè tollerante agli errori, con 200 qubit logici e la capacità di eseguire 100 milioni di porte quantistiche. 1
Due precisazioni sono essenziali. Primo: 200 qubit logici sono ancora molto meno degli 835 stimati per l’attacco alle firme Bitcoin. Secondo: il fatto che Starling raggiunga una parte significativa dell’intervallo discusso da Palmer non dimostrerebbe automaticamente che la teoria del fisico sia corretta o errata. Dimostrerebbe soltanto che la tecnologia ha raggiunto una scala finora non testata in modo pratico.
Il vero banco di prova potrebbe arrivare verso la fine del decennio, se i sistemi quantistici tolleranti agli errori riusciranno a superare stabilmente le centinaia di qubit logici e ad avvicinarsi alla soglia dei mille, mantenendo calcoli lunghi e utili. Un simile progresso metterebbe sotto pressione il limite ipotizzato da Palmer. La previsione IBM per il 2029 resta però una tappa della roadmap, non un parametro che permetta già oggi di attaccare Bitcoin. 1
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Bitcoin non può basare la propria sicurezza su un limite della fisica ancora non dimostrato. Per questo restano rilevanti le proposte di migrazione post-quantistica: nuovi schemi di firma, modifiche agli indirizzi e alle regole di spesa e possibili aggiornamenti del consenso.
La questione pratica non è soltanto quanti qubit servano sulla carta. Contano anche la correzione degli errori, il numero di porte, la durata del calcolo e la velocità con cui la rete potrebbe adottare firme resistenti ai computer quantistici.
La protezione concreta dipenderà quindi dal fatto che Bitcoin riesca ad adottare e distribuire firme quantum-resistant prima che esista una macchina in grado di ricavare le chiavi private dalle chiavi pubbliche esposte. Il commento di Musk ha riacceso il dibattito sulla fisica fondamentale, ma non ha trasformato una teoria controversa in una garanzia per BTC.
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Il 29 agosto 2026 Elon Musk ha scritto soltanto che «l’universo è intero in unità di cubi di Planck»: nel post non ha menzionato Bitcoin, criptovalute, chiavi private o sicurezza delle firme.
Il 29 agosto 2026 Elon Musk ha scritto soltanto che «l’universo è intero in unità di cubi di Planck»: nel post non ha menzionato Bitcoin, criptovalute, chiavi private o sicurezza delle firme. Fred Krueger ha trasformato la teoria di Tim Palmer in una tesi condizionale: se l’entanglement coerente fosse limitato a circa 200–400 qubit e non potesse mai superare quota 1.000, un attacco alle firme Bitcoin con l...
Una stima del luglio 2026 ha portato a circa 835 il numero di qubit logici necessario per attaccare una curva ellittica a 256 bit, rispetto alle precedenti stime di 1.098 e 1.175.