La crisi russa è duplice: il deficit cresce, mentre la liquidità disponibile per effettuare i pagamenti si riduce. Secondo Bloomberg, ad aprile il ministro delle Finanze Anton Siluanov avrebbe avvertito il primo ministro Mikhail Mishustin del rischio di non riuscire a coprire puntualmente tutti i pagamenti.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How have Russia’s escalating war costs pushed the federal budget into a severe cash and deficit crisis in 2026, prompting a 35% cut to most. Article summary: Russia’s fiscal problem appears to be both a deficit problem and a cash timing problem: war related outlays have risen faster than revenues and borrowing, leaving the Treasury short of liquid funds even as the government. Topic tags: general web, prompt engineering, security, regulation, marketing. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text,
Il problema dei conti pubblici russi nel 2026 non riguarda soltanto l’ampiezza del disavanzo. È anche una crisi di liquidità: le uscite legate alla guerra sarebbero aumentate più rapidamente delle entrate e della capacità di finanziamento, lasciando il Tesoro con meno denaro immediatamente disponibile per rispettare il calendario dei pagamenti.
La risposta segnalata dalle fonti è un regime di forte austerità per la spesa civile. La misura contrasta con le rassicurazioni pubbliche attribuite al ministro delle Finanze Anton Siluanov, secondo cui le spese pianificate sarebbero state interamente finanziate. 2
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Secondo Bloomberg, ad aprile Siluanov avrebbe avvertito il primo ministro Mikhail Mishustin che il governo poteva non disporre di liquidità sufficiente per effettuare in tempo tutti i pagamenti necessari. Il conto consolidato del Tesoro avrebbe raggiunto un saldo negativo di circa 5.500 miliardi di rubli. 2
Questo dato non equivale automaticamente al deficit cumulato del bilancio federale: misura la posizione di cassa, mentre il deficit misura il divario tra entrate e uscite nel tempo. Insieme, però, i due indicatori descrivono una situazione particolarmente tesa: un disavanzo eccezionale e una disponibilità immediata di fondi insufficiente per sostenere il programma di spesa senza interventi.
Le informazioni basate su fonti a conoscenza delle decisioni indicano che, da aprile, i finanziamenti per la maggior parte delle voci non prioritarie sono stati ridotti di circa il 35%. Le amministrazioni avrebbero inoltre ricevuto l’ordine di rinviare le spese non essenziali e di preparare piani per una possibile riduzione del personale del 15%. 14
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Le restrizioni riportate non riguarderebbero la difesa, i trasferimenti sociali, gli stipendi dei dipendenti pubblici, i sussidi alle regioni e il servizio del debito. 14
2 In pratica, il Cremlino starebbe comprimendo soprattutto la spesa civile discrezionale, lasciando intatti i capitoli considerati indispensabili per la guerra, la stabilità sociale e il funzionamento finanziario dello Stato.
I dati preliminari del ministero delle Finanze indicano per gennaio-luglio un deficit di 6.455 miliardi di rubli, pari al 2,8% del PIL. L’obiettivo fissato dalla legge di bilancio per l’intero 2026 era invece di 3.786 miliardi di rubli, pari all’1,6% del PIL. 5
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In altre parole, a luglio il disavanzo ufficiale cumulato era già circa 1,7 volte superiore all’obiettivo previsto per tutto l’anno. A luglio, inoltre, il bilancio avrebbe registrato un deficit mensile di 724 miliardi di rubli, dopo il surplus del mese precedente, secondo i calcoli Bloomberg basati sui dati del ministero delle Finanze. 10
Una cifra successiva di 8.654 miliardi di rubli al 24 agosto è stata riportata nella copertura secondaria delle misure di austerità, non in una pubblicazione mensile ordinaria del ministero. Se confermata, equivarrebbe a circa 2,3 volte l’obiettivo annuale originario, con ancora quattro mesi di esercizio davanti. 14
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Il deficit di 5.800-5.900 miliardi di rubli attribuito ad aprile e il saldo negativo di 5.500 miliardi del conto del Tesoro si riferiscono a concetti contabili diversi.
Il primo è un divario cumulato tra entrate e uscite di bilancio; il secondo è una posizione di liquidità. Sommarli produrrebbe quindi un risultato fuorviante. Letti insieme, tuttavia, mostrano che Mosca doveva gestire contemporaneamente un disavanzo molto ampio e una carenza di cassa immediatamente utilizzabile.
Un deficit finale compreso tra il 3,2% e il 3,8% del PIL sarebbe almeno circa il doppio dell’obiettivo iniziale dell’1,6%. A questo scenario potrebbero aggiungersi altri 2.000-4.000 miliardi di rubli per esigenze militari e di sicurezza. Si tratta però di una stima dell’eventuale sforamento, non di uno stanziamento ufficiale già approvato: le informazioni disponibili non consentono di considerarla una decisione definitiva.
La pressione sui conti arriva nonostante l’aumento degli introiti petroliferi segnalato in alcune ricostruzioni. Il punto centrale, quindi, non è soltanto quanto incassa lo Stato, ma quanto rapidamente le spese di guerra assorbono le risorse disponibili e rendono più difficile finanziare il resto delle attività pubbliche.
La strategia riferita dalle fonti è chiara: proteggere difesa, trasferimenti sociali essenziali, salari pubblici e servizio del debito, comprimendo invece programmi civili, investimenti e spesa amministrativa. Le voci protette ammonterebbero complessivamente a circa 4.000 miliardi di rubli l’anno.
Questa scelta riduce nell’immediato il rischio politico e militare per Vladimir Putin, ma sposta i costi nel tempo. Meno risorse per i servizi pubblici, gli investimenti e le amministrazioni possono tradursi in una maggiore pressione sull’economia civile e sulla capacità dello Stato di mantenere i programmi non legati direttamente alla guerra.
Anche il contesto elettorale limita i possibili contraccolpi politici. La Corte Suprema russa ha escluso Yabloko, descritto dalle fonti come l’unico partito registrato apertamente contrario alla guerra, dalle elezioni parlamentari di settembre. 3
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Il deterioramento dei conti pubblici può quindi aumentare i costi sociali dell’economia di guerra senza tradursi facilmente in una contestazione elettorale organizzata all’interno del sistema politico russo.
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La crisi russa è duplice: il deficit cresce, mentre la liquidità disponibile per effettuare i pagamenti si riduce.
La crisi russa è duplice: il deficit cresce, mentre la liquidità disponibile per effettuare i pagamenti si riduce. Secondo Bloomberg, ad aprile il ministro delle Finanze Anton Siluanov avrebbe avvertito il primo ministro Mikhail Mishustin del rischio di non riuscire a coprire puntualmente tutti i pagamenti.
Da aprile, la spesa per la maggior parte delle voci non prioritarie sarebbe stata ridotta di circa il 35%; alle agenzie sarebbe stato inoltre chiesto di rinviare le spese non essenziali e preparare possibili tagli del...