DBS si aspetta che le esportazioni di beni del Vietnam crescano del 27% su base annua ad agosto 2026, rispetto al +25% di luglio, soprattutto grazie alle spedizioni di prodotti elettronici. Vendite al dettaglio e spesa legata al turismo dovrebbero mantenersi robuste, sostenute dalla tenuta dei consumi delle famiglie.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What did DBS Bank strategists Taimur Baig and Nathan Chow project about Vietnam’s economic performance in August 2026—including the expected. Article summary: DBS strategists Taimur Baig and Nathan Chow expected Vietnam to retain strong near term momentum in August: exports accelerating, consumption and tourism holding up, and inflation easing—though not fully benign.. Topic tags: general web, workflow, growth, manufacturing, ecommerce. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, char
Il Vietnam dovrebbe mantenere un ritmo sostenuto anche ad agosto 2026. Questa è la lettura di Taimur Baig e Nathan Chow, strateghi di DBS, secondo cui il Paese può contare su tre elementi favorevoli nel breve periodo: esportazioni in accelerazione, consumi interni resilienti e inflazione in graduale attenuazione. 12
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La previsione riguarda soprattutto i dati congiunturali di agosto e non equivale a una nuova stima della crescita del PIL per l’intero 2026.
DBS prevede una crescita delle esportazioni di beni del 27% su base annua ad agosto, in aumento rispetto al dato effettivo del 25% registrato a luglio. Il principale propulsore dovrebbe essere ancora una volta l’elettronica, sostenuta da una domanda estera che, almeno nel breve termine, rimane solida. 12
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A luglio le esportazioni vietnamite hanno raggiunto circa 53 miliardi di dollari, mentre le importazioni sono aumentate più rapidamente, del 41%, arrivando a 56,67 miliardi di dollari. Il risultato è stato un deficit commerciale di 3,587 miliardi di dollari. 1
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Questi dati confermano il peso del Vietnam nelle catene regionali di fornitura, in particolare nella produzione destinata ai comparti tecnologici. La diversificazione delle catene produttive multinazionali verso il Sud-est asiatico continua a offrire un sostegno strutturale, anche se non elimina la dipendenza del Paese dalla domanda internazionale.
Secondo Baig e Chow, la crescita delle vendite al dettaglio dovrebbe rimanere robusta ad agosto. A sostenerla sarebbero la tenuta della spesa delle famiglie e la domanda collegata al turismo. 12
Anche la Banca Mondiale ha rilevato una crescita vigorosa della produzione industriale e delle vendite al dettaglio, sostenuta dall’elettronica e dalla ripresa del turismo. Il suo quadro, tuttavia, è più prudente sul versante esterno: il rallentamento della domanda internazionale e la contrazione dei nuovi ordini per l’export potrebbero creare difficoltà al settore manifatturiero nei mesi successivi. 9
DBS stima che l’inflazione complessiva possa scendere al 4,4% ad agosto, dopo il picco del 5,6% su base annua registrato a maggio. Il calo rifletterebbe soprattutto l’attenuazione della pressione dei costi di trasporto, ma non sarebbe sufficiente a considerare il problema definitivamente risolto. 12
Alimentari e abitazioni continuano infatti a esercitare una pressione significativa sui prezzi. A luglio l’inflazione si è attestata al 4,45%, in calo rispetto al 4,69% di giugno e più vicina all’obiettivo governativo del 4,5% per il 2026. 1
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Il Vietnam è entrato nella seconda metà dell’anno con numeri particolarmente positivi. Il PIL è cresciuto dell’8,18% nel primo semestre e dell’8,39% nel secondo trimestre, il risultato più elevato per il primo semestre dal 2011. Nei primi sei mesi, il valore complessivo degli scambi di merci è stato di circa 549 miliardi di dollari. 6
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Nel contesto più ampio vengono inoltre richiamati il record di circa 475 miliardi di dollari di esportazioni nel 2025, un obiettivo di crescita dell’export vicino ai 38 miliardi di dollari per il 2026 e un contributo dell’elettronica vicino ai 165 miliardi di dollari. Questi numeri aiutano a descrivere la trasformazione del Vietnam in una piattaforma manifatturiera tecnologica, ma non fanno parte, per quanto emerge dalla nota citata, di una previsione DBS specificamente costruita su tali grandezze di lungo periodo.
La lettura di DBS sul mese di agosto è più brillante rispetto alla previsione annuale della Banca Mondiale, che vede la crescita del PIL vietnamita rallentare al 6,8% nel 2026. Secondo l’istituzione, condizioni globali più deboli e lo shock petrolifero legato alla crisi in Medio Oriente potrebbero pesare sulla domanda internazionale e sull’attività interna. 10
Il contrasto è quindi solo apparente: DBS descrive un’economia che conserva un forte slancio nel breve termine, mentre la Banca Mondiale considera l’intero anno e incorpora il rischio che gli shock globali frenino l’attività più avanti nel 2026. Un export trainato dall’elettronica, consumi resilienti e turismo in ripresa offrono al Vietnam una base solida, ma non garantiscono automaticamente una crescita annuale superiore all’8%.
La sfida per Hanoi sarà trasformare la forza di agosto in una crescita più equilibrata e duratura. Per farlo, il Paese dovrà difendere la competitività dell’industria elettronica, sostenere la domanda interna e contenere i costi di alimentari, abitazioni ed energia, senza ignorare il rischio di un indebolimento della domanda estera.
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DBS si aspetta che le esportazioni di beni del Vietnam crescano del 27% su base annua ad agosto 2026, rispetto al +25% di luglio, soprattutto grazie alle spedizioni di prodotti elettronici.
DBS si aspetta che le esportazioni di beni del Vietnam crescano del 27% su base annua ad agosto 2026, rispetto al +25% di luglio, soprattutto grazie alle spedizioni di prodotti elettronici. Vendite al dettaglio e spesa legata al turismo dovrebbero mantenersi robuste, sostenute dalla tenuta dei consumi delle famiglie.
L’inflazione complessiva è prevista in calo al 4,4%, dal picco del 5,6% registrato a maggio, ma i costi di alimentari e abitazioni restano una fonte di pressione.