All’ospedale londinese NHNN è stato utilizzato per la prima volta, secondo UCL e UCLH, un sistema di IA come supporto decisionale durante la rimozione in diretta di un tumore cerebrale. Il paziente era Rhys Hibbert, 48 anni, con un tumore benigno dell’ipofisi di 11 millimetri che minacciava la vista.
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Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What happened in the world’s first real time AI guided brain tumor removal at London’s National Hospital for Neurology and Neurosurgery—incl. Article summary: UCL/UCLH reported the world’s first use of real time AI assistance during live brain tumour removal at London’s National Hospital for Neurology and Neurosurgery: the system helped surgeons remove a pituitary tumour while. Topic tags: general web, chatgpt, ai, workflow, code. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts wit
Il 27 agosto 2026 UCL e UCLH hanno annunciato il primo utilizzo, secondo la loro definizione, di un sistema di intelligenza artificiale come supporto in tempo reale durante un intervento neurochirurgico dal vivo. L’operazione si è svolta al National Hospital for Neurology and Neurosurgery (NHNN) di Londra, struttura dell’University College London Hospitals, nell’ambito di una sperimentazione clinica. 1
L’obiettivo era rimuovere un tumore dell’ipofisi proteggendo la vista del paziente. Il risultato riferito da UCL è stato positivo: il tumore è stato asportato e la vista è stata preservata. 1
Il primo paziente è stato Rhys Hibbert, 48 anni, responsabile del servizio clienti e volontario attivo nella sua comunità, residente nel Bedfordshire. 1
Gli era stato diagnosticato un tumore benigno dell’ipofisi di 11 millimetri. La massa era stata individuata dopo che Hibbert era collassato durante una passeggiata e aveva avuto una crisi convulsiva nel dicembre 2024. Senza trattamento, il tumore avrebbe potuto compromettere progressivamente la vista e arrivare a causare la cecità. 1
Le informazioni rese pubbliche confermano l’asportazione del tumore e la salvaguardia della vista, ma non descrivono in dettaglio il recupero del paziente nel lungo periodo. 1
Durante l’intervento endoscopico, il sistema sviluppato all’UCL Hawkes Institute ha analizzato il video chirurgico in diretta, invece di basarsi soltanto sulle immagini acquisite prima dell’operazione. Il software evidenziava aree importanti alla base del cranio, comprese strutture come vasi sanguigni e nervi coinvolti nella funzione visiva. Era inoltre progettato per riconoscere gli strumenti chirurgici e le interazioni tra strumenti e tessuti. 1
Il ruolo dell’IA era quindi quello di una sorta di “secondo paio di occhi”: segnalare l’anatomia potenzialmente pericolosa e indicare le zone da trattare con particolare cautela. Non prendeva decisioni autonome, non controllava gli strumenti e non sostituiva i chirurghi, che sono rimasti responsabili di ogni scelta durante l’operazione. 1
L’ipofisi è una piccola ghiandola situata alla base del cervello, in uno spazio circondato da strutture essenziali. Nelle sue vicinanze passano le arterie carotidi e i nervi ottici, che trasmettono al cervello le informazioni visive. 1
In un’area così stretta, anche un errore di pochi millimetri può provocare conseguenze gravissime, tra cui un’emorragia, un ictus, la perdita della vista o la morte. Per questo il sistema è stato pensato per aiutare l’équipe a massimizzare la rimozione del tumore senza danneggiare i tessuti critici. 1
L’intervento è stato eseguito dal professor Hani Marcus, docente dell’UCL Queen Square Institute of Neurology e neurochirurgo consulente del NHNN, insieme a Danyal Khan, dottorando all’UCL e medico specializzando in neurochirurgia presso UCL e UCLH. 1
La tecnologia è stata sviluppata da un gruppo multidisciplinare dell’Hawkes Institute; la responsabile tecnica indicata da UCL è la dottoressa Sophia Bano. Il sistema è stato addestrato e valutato su una vasta raccolta annotata di precedenti video di chirurgia endoscopica dell’ipofisi, descritta da Bano come composta da centinaia di interventi. Questo ha permesso all’IA di essere esposta in pochi mesi a una varietà di situazioni che un singolo chirurgo potrebbe impiegare anni a incontrare. 1
4
L’applicazione funzionava sulla piattaforma Clara IGX di NVIDIA, progettata per eseguire sistemi di IA in tempo reale in contesti legati ai dispositivi medici. 1
La sperimentazione è stata finanziata dal National Institute for Health and Care Research e da Google, con il sostegno del NIHR UCLH Biomedical Research Centre, del Royal College of Surgeons, dell’EPSRC e di Wellcome. 1
Il progetto viene talvolta descritto come un possibile “ChatGPT per i chirurghi”: un copilota capace di comprendere ciò che accade sul campo operatorio, riconoscere l’anatomia e le azioni in corso e offrire indicazioni tempestive. La ricerca dell’UCL va in questa direzione, ma le fonti disponibili non dimostrano che il sistema possieda oggi capacità conversazionali generali o autonomia operativa. 1
2
Il ministro britannico per l’Innovazione sanitaria James Frith ha definito il caso un esempio di come l’IA possa rendere possibili cure un tempo “inimmaginabili”, sottolineando però la necessità di adeguate garanzie di sicurezza. Mike Lewis, del NIHR, ha collegato il progetto all’obiettivo del governo britannico di utilizzare innovazione e tecnologia per migliorare l’assistenza sanitaria. 1
Il caso di Rhys Hibbert rappresenta una prima applicazione clinica, non una prova definitiva dei benefici del sistema per tutti i pazienti. Le fonti fornite non specificano ancora dimensioni, disegno, sedi o calendario della più ampia sperimentazione clinica prevista. 1
La prospettiva è quella di verificare se un supporto in tempo reale possa rendere più precisa la chirurgia dell’ipofisi e ridurre il rischio di complicazioni, mantenendo però il controllo e la responsabilità nelle mani dell’équipe medica.
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All’ospedale londinese NHNN è stato utilizzato per la prima volta, secondo UCL e UCLH, un sistema di IA come supporto decisionale durante la rimozione in diretta di un tumore cerebrale.
All’ospedale londinese NHNN è stato utilizzato per la prima volta, secondo UCL e UCLH, un sistema di IA come supporto decisionale durante la rimozione in diretta di un tumore cerebrale. Il paziente era Rhys Hibbert, 48 anni, con un tumore benigno dell’ipofisi di 11 millimetri che minacciava la vista.
L’IA analizzava il video dell’intervento e segnalava strutture anatomiche delicate, ma non controllava gli strumenti e non sostituiva il giudizio dei neurochirurghi.
All’ospedale londinese NHNN è stato utilizzato per la prima volta, secondo UCL e UCLH, un sistema di IA come supporto decisionale durante la rimozione in diretta di un tumore cerebrale. Il paziente era Rhys Hibbert, 48 anni, con un tumore benigno dell’ipofisi di 11 millimetri che minacciava la vista.
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Il 27 agosto 2026 UCL e UCLH hanno annunciato il primo utilizzo, secondo la loro definizione, di un sistema di intelligenza artificiale come supporto in tempo reale durante un intervento neurochirurgico dal vivo. L’operazione si è svolta al National Hospital for Neurology and Neurosurgery (NHNN) di Londra, struttura dell’University College London Hospitals, nell’ambito di una sperimentazione clinica. 1
L’obiettivo era rimuovere un tumore dell’ipofisi proteggendo la vista del paziente. Il risultato riferito da UCL è stato positivo: il tumore è stato asportato e la vista è stata preservata. 1
Il primo paziente è stato Rhys Hibbert, 48 anni, responsabile del servizio clienti e volontario attivo nella sua comunità, residente nel Bedfordshire. 1
Gli era stato diagnosticato un tumore benigno dell’ipofisi di 11 millimetri. La massa era stata individuata dopo che Hibbert era collassato durante una passeggiata e aveva avuto una crisi convulsiva nel dicembre 2024. Senza trattamento, il tumore avrebbe potuto compromettere progressivamente la vista e arrivare a causare la cecità. 1
Le informazioni rese pubbliche confermano l’asportazione del tumore e la salvaguardia della vista, ma non descrivono in dettaglio il recupero del paziente nel lungo periodo. 1
Durante l’intervento endoscopico, il sistema sviluppato all’UCL Hawkes Institute ha analizzato il video chirurgico in diretta, invece di basarsi soltanto sulle immagini acquisite prima dell’operazione. Il software evidenziava aree importanti alla base del cranio, comprese strutture come vasi sanguigni e nervi coinvolti nella funzione visiva. Era inoltre progettato per riconoscere gli strumenti chirurgici e le interazioni tra strumenti e tessuti. 1
Il ruolo dell’IA era quindi quello di una sorta di “secondo paio di occhi”: segnalare l’anatomia potenzialmente pericolosa e indicare le zone da trattare con particolare cautela. Non prendeva decisioni autonome, non controllava gli strumenti e non sostituiva i chirurghi, che sono rimasti responsabili di ogni scelta durante l’operazione. 1
L’ipofisi è una piccola ghiandola situata alla base del cervello, in uno spazio circondato da strutture essenziali. Nelle sue vicinanze passano le arterie carotidi e i nervi ottici, che trasmettono al cervello le informazioni visive. 1
In un’area così stretta, anche un errore di pochi millimetri può provocare conseguenze gravissime, tra cui un’emorragia, un ictus, la perdita della vista o la morte. Per questo il sistema è stato pensato per aiutare l’équipe a massimizzare la rimozione del tumore senza danneggiare i tessuti critici. 1
L’intervento è stato eseguito dal professor Hani Marcus, docente dell’UCL Queen Square Institute of Neurology e neurochirurgo consulente del NHNN, insieme a Danyal Khan, dottorando all’UCL e medico specializzando in neurochirurgia presso UCL e UCLH. 1
La tecnologia è stata sviluppata da un gruppo multidisciplinare dell’Hawkes Institute; la responsabile tecnica indicata da UCL è la dottoressa Sophia Bano. Il sistema è stato addestrato e valutato su una vasta raccolta annotata di precedenti video di chirurgia endoscopica dell’ipofisi, descritta da Bano come composta da centinaia di interventi. Questo ha permesso all’IA di essere esposta in pochi mesi a una varietà di situazioni che un singolo chirurgo potrebbe impiegare anni a incontrare. 1
4
L’applicazione funzionava sulla piattaforma Clara IGX di NVIDIA, progettata per eseguire sistemi di IA in tempo reale in contesti legati ai dispositivi medici. 1
La sperimentazione è stata finanziata dal National Institute for Health and Care Research e da Google, con il sostegno del NIHR UCLH Biomedical Research Centre, del Royal College of Surgeons, dell’EPSRC e di Wellcome. 1
Il progetto viene talvolta descritto come un possibile “ChatGPT per i chirurghi”: un copilota capace di comprendere ciò che accade sul campo operatorio, riconoscere l’anatomia e le azioni in corso e offrire indicazioni tempestive. La ricerca dell’UCL va in questa direzione, ma le fonti disponibili non dimostrano che il sistema possieda oggi capacità conversazionali generali o autonomia operativa. 1
2
Il ministro britannico per l’Innovazione sanitaria James Frith ha definito il caso un esempio di come l’IA possa rendere possibili cure un tempo “inimmaginabili”, sottolineando però la necessità di adeguate garanzie di sicurezza. Mike Lewis, del NIHR, ha collegato il progetto all’obiettivo del governo britannico di utilizzare innovazione e tecnologia per migliorare l’assistenza sanitaria. 1
Il caso di Rhys Hibbert rappresenta una prima applicazione clinica, non una prova definitiva dei benefici del sistema per tutti i pazienti. Le fonti fornite non specificano ancora dimensioni, disegno, sedi o calendario della più ampia sperimentazione clinica prevista. 1
La prospettiva è quella di verificare se un supporto in tempo reale possa rendere più precisa la chirurgia dell’ipofisi e ridurre il rischio di complicazioni, mantenendo però il controllo e la responsabilità nelle mani dell’équipe medica.
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All’ospedale londinese NHNN è stato utilizzato per la prima volta, secondo UCL e UCLH, un sistema di IA come supporto decisionale durante la rimozione in diretta di un tumore cerebrale.
All’ospedale londinese NHNN è stato utilizzato per la prima volta, secondo UCL e UCLH, un sistema di IA come supporto decisionale durante la rimozione in diretta di un tumore cerebrale. Il paziente era Rhys Hibbert, 48 anni, con un tumore benigno dell’ipofisi di 11 millimetri che minacciava la vista.
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