Secondo Parag Agrawal, il modello di Internet finanziato dall’attenzione umana entra in crisi se gli agenti AI diventano i principali utenti del web. Gli agenti possono consultare molte fonti, sintetizzare una risposta e non generare alcun clic, impression pubblicitaria o visita al sito originale.
Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What is former Twitter CEO Parag Agrawal’s argument that the internet’s advertising and click based business model cannot survive if AI agen. Article summary: Agrawal’s central claim is that a web funded by human attention breaks when AI agents, rather than people, do most of the reading and searching.. Topic tags: general web, llm, agents, ai, workflow. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers, clickbait thumbnails, icons, and tiny thumbnail layouts. Make
La tesi centrale di Parag Agrawal è semplice, ma potenzialmente dirompente: un Internet finanziato dall’attenzione umana rischia di non reggere quando a leggere, cercare e confrontare le informazioni saranno soprattutto gli agenti AI.
Gli agenti non guardano le pubblicità, non sviluppano preferenze di marca nel senso tradizionale e non producono necessariamente clic significativi. Allo stesso tempo, potrebbero interrogare il web un numero di volte enormemente superiore rispetto agli utenti umani. Il risultato sarebbe un aumento del consumo di contenuti senza un corrispondente ritorno in traffico e ricavi per gli editori. 214
Oggi il ciclo tra motori di ricerca, editori e inserzionisti usa il clic in due modi: come unità economica, perché genera impression pubblicitarie e visite referral, e come segnale per stabilire quali risultati siano più rilevanti.
Agrawal sostiene però che gli agenti AI possano consultare numerose fonti in modo invisibile, confrontarle e produrre una risposta sintetica senza accompagnare l’utente alla pagina originale. In questo scenario, il numero di clic non direbbe più quanto una fonte abbia contribuito davvero alla risposta e non offrirebbe agli editori un meccanismo adeguato per essere remunerati. 13
Il problema non è soltanto il calo del traffico. È che il clic misura l’attenzione umana, mentre un agente opera sulla base dell’utilità di un’informazione per completare un compito.
La soluzione proposta da Agrawal non consiste necessariamente nel sostituire i siti web pensati per le persone. L’idea è costruire un livello parallelo di infrastruttura, nativo per gli agenti, con strumenti di ricerca, indicizzazione, ranking, estrazione e pagamento ottimizzati per i loro obiettivi.
In pratica, il criterio non sarebbe più soltanto “quante persone hanno cliccato?”, ma domande come: una fonte ha aiutato l’agente a svolgere correttamente una ricerca? Ha migliorato il ragionamento? Ha consentito di completare un flusso di lavoro? Ha reso più accurata la risposta finale?
Le API di Parallel sono presentate come il livello di recupero delle informazioni per questo uso agentico e includono ricerca, estrazione, attività di ricerca approfondita, individuazione di entità, chat e monitoraggio del web. 1011
Nel modello immaginato da Parallel, gli agenti non si limiterebbero a ricevere risultati: fornirebbero anche segnali diretti sulla loro utilità rispetto a uno specifico compito.
Questo feedback potrebbe sostituire, almeno in parte, l’uso dei clic umani come indicatore aggregato di rilevanza. Il ranking verrebbe così orientato verso l’utilità fattuale e il contributo a un obiettivo, invece che verso la semplice capacità di attirare attenzione.
È importante, tuttavia, distinguere tra una proposta imprenditoriale e uno standard già adottato dal web. Il sistema è ancora una tesi di prodotto: non esiste al momento una prova che possa diventare il metodo universale con cui Internet valuta i contenuti. 313
Per remunerare gli editori, Agrawal indica i cosiddetti valori di Shapley. Nella teoria dei giochi, questo metodo cerca di stabilire quanto valore aggiuntivo abbia creato ciascun partecipante quando più soggetti collaborano a un risultato.
Applicato al web, il principio sarebbe il seguente: quanto ha contribuito una determinata fonte alla riuscita della risposta dell’agente, considerando anche le altre fonti disponibili?
Una fonte indispensabile o particolarmente utile riceverebbe quindi più di una fonte ridondante, marginale o soltanto tangenziale. Il vantaggio rispetto a un semplice clic o a un contratto di licenza a tariffa fissa è che il compenso sarebbe collegato al valore marginale prodotto per il compito.
La difficoltà è notevole: calcolare quel contributo in modo affidabile su larga scala, senza incentivare manipolazioni o contestazioni tra fonti, agenti ed editori. 16
Index è il tassello rivolto ai proprietari dei contenuti. Secondo la documentazione di Parallel, la piattaforma dovrebbe aiutare editori, fornitori di dati e creatori indipendenti a capire come gli agenti scoprono, citano e utilizzano i loro materiali.
Il sistema punta inoltre a collegare la remunerazione al valore che quei contenuti apportano alle risposte degli agenti. Parallel descrive Index come un modello pensato per allineare gli incentivi dei proprietari dei contenuti con il nuovo modo in cui le informazioni vengono utilizzate dall’intelligenza artificiale. 6714
Parallel Web Systems ha raccolto 30 milioni di dollari in un round seed nel 2024. Nel novembre 2025 ha ottenuto altri 100 milioni di dollari con una Serie A, a una valutazione riportata di 740 milioni di dollari. 12
Nell’aprile 2026 è arrivata una Serie B da 100 milioni di dollari guidata da Sequoia, con una valutazione riportata di 2 miliardi di dollari. Tra gli investitori indicati figurano anche sostenitori precedenti come Kleiner Perkins, Index Ventures, Khosla Ventures, First Round, Spark, Terrain e Abstract. 11015
Le informazioni pubbliche disponibili non offrono un elenco completo e verificato dei clienti né un dato affidabile sul numero di sviluppatori che utilizzano Parallel.
Gli elementi più chiari sono la vendita di API destinate ad agenti e sviluppatori e la presenza di partner di lancio per Index tra editori e distributori di contenuti, tra cui The Atlantic. Qualsiasi cifra più precisa sull’adozione richiederebbe una comunicazione diretta e verificabile dell’azienda. 610
Parallel è diventata un’opzione di ricerca e grounding — cioè di collegamento degli agenti a informazioni web verificabili — per i clienti di Google Cloud che sviluppano agenti aziendali.
Secondo quanto riportato, gli sviluppatori che usano gli strumenti agentici di Google Cloud possono scegliere Parallel Search insieme a Google Search per fornire agli agenti un accesso informativo al web. 212
L’integrazione offre a Parallel una distribuzione importante all’interno di una delle principali piattaforme per gli agenti enterprise. Al tempo stesso, Google resta sia un partner strategico sia un possibile concorrente nel campo della ricerca e dell’infrastruttura AI. 5
La previsione secondo cui il cambiamento potrebbe avvenire nell’arco di 12-24 mesi non è un consenso misurato del settore, ma una stima di Agrawal.
Il suo ragionamento si basa su tre fattori: i modelli stanno migliorando rapidamente, gli agenti possono usare strumenti e avviare molte ricerche secondarie per una singola richiesta, e le imprese possono adottarli attraverso piattaforme cloud e API già disponibili.
Se questi elementi supereranno una soglia sufficiente in termini di costi e facilità d’uso, il volume delle interrogazioni al web potrebbe diventare dominato dagli agenti molto prima che cambino del tutto le abitudini degli utenti comuni. La premessa è riassunta dalla convinzione dichiarata da Parallel che gli agenti possano usare il web “1.000 volte di più” degli esseri umani. 214
Index e i pagamenti basati sui valori di Shapley descrivono un possibile progetto di mercato, non una soluzione già affermata. Non è stato dimostrato che possano sostituire universalmente la pubblicità online, né che editori, piattaforme di agenti concorrenti e operatori del web accetteranno un unico sistema condiviso per attribuire il valore ai contenuti.
La scommessa di Agrawal è quindi soprattutto sul futuro: se gli agenti diventeranno l’interfaccia principale per cercare e usare informazioni, il web potrebbe dover passare dalla misurazione dell’attenzione alla misurazione dell’utilità.
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Secondo Parag Agrawal, il modello di Internet finanziato dall’attenzione umana entra in crisi se gli agenti AI diventano i principali utenti del web.
Secondo Parag Agrawal, il modello di Internet finanziato dall’attenzione umana entra in crisi se gli agenti AI diventano i principali utenti del web. Gli agenti possono consultare molte fonti, sintetizzare una risposta e non generare alcun clic, impression pubblicitaria o visita al sito originale.
La proposta è un “web parallelo” progettato per ricerca, ranking, recupero delle informazioni e pagamenti destinati agli agenti.