OpenAI afferma che Jalapeño ha prodotto da 1,5 a 1,9 volte più lavoro AI per watt e una latenza end to end da 1,7 a 3,6 volte inferiore rispetto ai sistemi Nvidia confrontati. Nel test su DeepSeek R1, Jalapeño avrebbe raggiunto circa 700 token al secondo per utente, contro 169 token/s/utente del sistema GB300.
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Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What did OpenAI’s custom Jalapeño inference chip, co developed with Broadcom, demonstrate in its latest benchmarks against Nvidia’s GB200 an. Article summary: OpenAI says Jalapeño, its first Broadcom co developed custom accelerator, beats the compared Nvidia GB200/GB300 rack systems on the tested inference workloads in both energy efficiency and response speed.. Topic tags: general web, openai, llm, agents, ai. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers, clic
OpenAI sostiene che Jalapeño, il suo primo acceleratore personalizzato sviluppato insieme a Broadcom, abbia superato i sistemi rack Nvidia GB200 e GB300 nei carichi di lavoro di inferenza esaminati. Secondo i dati pubblicati, il chip offre sia una maggiore efficienza energetica sia tempi di risposta più brevi. 4
7
Il punto da tenere presente è però importante: si tratta di risultati iniziali dichiarati dal produttore, ottenuti su configurazioni e modelli specifici. Non sono una valutazione indipendente e perfettamente rappresentativa di tutti i carichi AI in produzione.
OpenAI ha utilizzato GPT‑OSS 120B, DeepSeek R1 670B e Kimi K2.5 1T. Sui tre modelli, Jalapeño avrebbe fornito da 1,5 a 1,9 volte più lavoro AI per watt alla massima capacità di elaborazione e una latenza end-to-end da 1,7 a 3,6 volte inferiore rispetto ai sistemi di confronto. 4
I risultati più dettagliati sono questi:
Per le applicazioni interattive, nelle quali conta soprattutto la rapidità con cui arrivano le risposte, OpenAI riporta inoltre un vantaggio compreso tra 2,1 e 4,1 volte rispetto ai sistemi di confronto. 4
5
A differenza di una GPU generalista adattata all’intelligenza artificiale, Jalapeño è stato progettato specificamente per l’inferenza dei large language model, cioè per eseguire un modello già addestrato e generare risposte. OpenAI ha curato l’architettura dell’acceleratore, Broadcom ha contribuito all’implementazione del silicio e alla connettività di rete, mentre Celestica ha gestito l’integrazione di schede, rack e sistemi. 1
Il progetto utilizza un ampio dominio di rete collegato, in modo che il carico possa rimanere all’interno dello stesso sistema. Modello e stato di esecuzione, inclusa la KV cache — la memoria temporanea che conserva informazioni utili del contesto già elaborato — vengono mantenuti localmente per ridurre gli spostamenti di dati tra i chip e gli eventuali rallentamenti di comunicazione. 4
Jalapeño non divide inoltre le risorse in gruppi separati per le due fasi principali dell’inferenza. Lo stesso insieme di calcolo, memoria e rete dovrebbe gestire sia il prefill, cioè l’elaborazione iniziale del prompt, sia il decode, ovvero la generazione autoregressiva dei token. Il prefill è soprattutto oneroso per la capacità di calcolo; il decode dipende maggiormente dalla larghezza di banda della memoria. 4
Le specifiche complete del rack non sono state rese pubbliche. Un rapporto tecnico descrive un sistema con 128 chip, circa 1,7 exaFLOPS e 27 TB di memoria HBM, ma il post di OpenAI sui benchmark non presenta una distinta completa dei componenti del rack. 4
OpenAI afferma di essere passata dal progetto iniziale al tape-out, cioè alla consegna del disegno finale al produttore di semiconduttori, in nove mesi. L’azienda descrive il ciclo come eccezionalmente rapido per un ASIC avanzato ad alte prestazioni. 1
Durante lo sviluppo, i modelli di OpenAI avrebbero aiutato nella progettazione, nell’esplorazione delle implementazioni, nelle misurazioni, nella verifica, nell’ottimizzazione dei circuiti aritmetici e nella programmazione. L’azienda sostiene inoltre che Codex, insieme a GPT‑Astra, abbia portato tre modelli open-weight non previsti inizialmente a prestazioni elevate in appena due mesi.
In alcuni blocchi di attenzione e mixture-of-experts di GPT‑OSS, le implementazioni generate dall’AI sarebbero risultate da 1,5 a 1,8 volte più veloci rispetto a quelle scritte in precedenza dagli ingegneri. Si tratta però di risultati riferiti a singoli blocchi, non all’intero modello. 4
La piattaforma utilizzata è InferenceX, un benchmark pubblico di SemiAnalysis che misura il servizio completo di una richiesta AI. I test hanno adottato carichi nominali con una singola interazione, 8.000 token in ingresso e 1.000 token in uscita. I sistemi sono stati confrontati a parità di esperienza utente e i risultati sono stati normalizzati usando i consumi nominali dichiarati per i chip. 4
7
OpenAI indica per Jalapeño un consumo di 700 watt a livello di package, ma afferma che nei carichi esaminati la potenza misurata sostenuta è rimasta pari o inferiore a 550 watt. Per i sistemi Nvidia, il confronto considera 1.200 watt per GB200 e 1.400 watt per GB300. Il vantaggio per watt dipende quindi anche dal carico scelto e dal modo in cui viene contabilizzato il consumo. 4
SemiAnalysis ha dichiarato di aver assistito alle esecuzioni nel laboratorio di OpenAI, senza però eseguire autonomamente l’intera suite di benchmark. L’organizzazione avverte inoltre che lo scenario InferenceX a singolo turno, con contesto 8k e risposta 1k, non misura fattori importanti nei sistemi di produzione: contesti più lunghi, conversazioni multi-turno, instradamento delle richieste, caching dei prefissi, gestione della cache e trasferimento dei dati verso memoria o archiviazione esterna. Tutti questi elementi possono cambiare sensibilmente le prestazioni effettive. 4
Anche il confronto è legato al momento in cui è stato svolto. GB200 e GB300 appartengono alla generazione Blackwell di Nvidia, mentre le piattaforme Nvidia più recenti o future potrebbero costituire avversari più pertinenti quando Jalapeño verrà distribuito su larga scala. Nvidia pubblica inoltre numeri su DeepSeek R1 ottenuti con la metodologia offline di MLPerf: quei risultati non sono direttamente comparabili con le metriche interattive di token al secondo per utente usate da OpenAI. 2
4
Per ora, no. Jalapeño è destinato all’inferenza e non all’addestramento. OpenAI continuerà quindi a utilizzare acceleratori Nvidia, AMD e di altri partner per addestrare i modelli e per una parte della capacità di inferenza. 4
6
L’azienda prevede un’implementazione interna limitata entro la fine del 2026, seguita da una capacità più ampia nel 2027. Una seconda generazione è già in fase avanzata di sviluppo, mentre una terza sta iniziando a prendere forma. OpenAI non prevede di vendere il chip all’esterno: il vicepresidente dell’hardware Richard Ho ha spiegato che la domanda interna è troppo elevata per ipotizzare, al momento, forniture a clienti esterni. 4
6
Il significato strategico di Jalapeño è quindi quello di aggiungere un’alternativa specializzata, non di eliminare Nvidia dal parco hardware di OpenAI. Google dispone già dei propri TPU per addestramento e inferenza; Amazon e Microsoft sviluppano chip AI interni, mentre Anthropic ha dichiarato di lavorare a un’attività proprietaria di progettazione. Con Jalapeño, OpenAI entra nella stessa corsa verso una maggiore integrazione verticale dell’infrastruttura.
Per ora, tuttavia, la rivendicazione di OpenAI resta circoscritta: un vantaggio nell’inferenza di modelli linguistici sui carichi e sulle configurazioni resi pubblici. 6
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OpenAI afferma che Jalapeño ha prodotto da 1,5 a 1,9 volte più lavoro AI per watt e una latenza end to end da 1,7 a 3,6 volte inferiore rispetto ai sistemi Nvidia confrontati.
OpenAI afferma che Jalapeño ha prodotto da 1,5 a 1,9 volte più lavoro AI per watt e una latenza end to end da 1,7 a 3,6 volte inferiore rispetto ai sistemi Nvidia confrontati. Nel test su DeepSeek R1, Jalapeño avrebbe raggiunto circa 700 token al secondo per utente, contro 169 token/s/utente del sistema GB300.
Il chip è progettato specificamente per l’inferenza dei modelli linguistici, non per l’addestramento, con una gestione locale dello stato del modello e della KV cache.
OpenAI afferma che Jalapeño ha prodotto da 1,5 a 1,9 volte più lavoro AI per watt e una latenza end to end da 1,7 a 3,6 volte inferiore rispetto ai sistemi Nvidia confrontati. Nel test su DeepSeek R1, Jalapeño avrebbe raggiunto circa 700 token al secondo per utente, contro 169 token/s/utente del sistema GB300.
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OpenAI sostiene che Jalapeño, il suo primo acceleratore personalizzato sviluppato insieme a Broadcom, abbia superato i sistemi rack Nvidia GB200 e GB300 nei carichi di lavoro di inferenza esaminati. Secondo i dati pubblicati, il chip offre sia una maggiore efficienza energetica sia tempi di risposta più brevi. 4
7
Il punto da tenere presente è però importante: si tratta di risultati iniziali dichiarati dal produttore, ottenuti su configurazioni e modelli specifici. Non sono una valutazione indipendente e perfettamente rappresentativa di tutti i carichi AI in produzione.
OpenAI ha utilizzato GPT‑OSS 120B, DeepSeek R1 670B e Kimi K2.5 1T. Sui tre modelli, Jalapeño avrebbe fornito da 1,5 a 1,9 volte più lavoro AI per watt alla massima capacità di elaborazione e una latenza end-to-end da 1,7 a 3,6 volte inferiore rispetto ai sistemi di confronto. 4
I risultati più dettagliati sono questi:
Per le applicazioni interattive, nelle quali conta soprattutto la rapidità con cui arrivano le risposte, OpenAI riporta inoltre un vantaggio compreso tra 2,1 e 4,1 volte rispetto ai sistemi di confronto. 4
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A differenza di una GPU generalista adattata all’intelligenza artificiale, Jalapeño è stato progettato specificamente per l’inferenza dei large language model, cioè per eseguire un modello già addestrato e generare risposte. OpenAI ha curato l’architettura dell’acceleratore, Broadcom ha contribuito all’implementazione del silicio e alla connettività di rete, mentre Celestica ha gestito l’integrazione di schede, rack e sistemi. 1
Il progetto utilizza un ampio dominio di rete collegato, in modo che il carico possa rimanere all’interno dello stesso sistema. Modello e stato di esecuzione, inclusa la KV cache — la memoria temporanea che conserva informazioni utili del contesto già elaborato — vengono mantenuti localmente per ridurre gli spostamenti di dati tra i chip e gli eventuali rallentamenti di comunicazione. 4
Jalapeño non divide inoltre le risorse in gruppi separati per le due fasi principali dell’inferenza. Lo stesso insieme di calcolo, memoria e rete dovrebbe gestire sia il prefill, cioè l’elaborazione iniziale del prompt, sia il decode, ovvero la generazione autoregressiva dei token. Il prefill è soprattutto oneroso per la capacità di calcolo; il decode dipende maggiormente dalla larghezza di banda della memoria. 4
Le specifiche complete del rack non sono state rese pubbliche. Un rapporto tecnico descrive un sistema con 128 chip, circa 1,7 exaFLOPS e 27 TB di memoria HBM, ma il post di OpenAI sui benchmark non presenta una distinta completa dei componenti del rack. 4
OpenAI afferma di essere passata dal progetto iniziale al tape-out, cioè alla consegna del disegno finale al produttore di semiconduttori, in nove mesi. L’azienda descrive il ciclo come eccezionalmente rapido per un ASIC avanzato ad alte prestazioni. 1
Durante lo sviluppo, i modelli di OpenAI avrebbero aiutato nella progettazione, nell’esplorazione delle implementazioni, nelle misurazioni, nella verifica, nell’ottimizzazione dei circuiti aritmetici e nella programmazione. L’azienda sostiene inoltre che Codex, insieme a GPT‑Astra, abbia portato tre modelli open-weight non previsti inizialmente a prestazioni elevate in appena due mesi.
In alcuni blocchi di attenzione e mixture-of-experts di GPT‑OSS, le implementazioni generate dall’AI sarebbero risultate da 1,5 a 1,8 volte più veloci rispetto a quelle scritte in precedenza dagli ingegneri. Si tratta però di risultati riferiti a singoli blocchi, non all’intero modello. 4
La piattaforma utilizzata è InferenceX, un benchmark pubblico di SemiAnalysis che misura il servizio completo di una richiesta AI. I test hanno adottato carichi nominali con una singola interazione, 8.000 token in ingresso e 1.000 token in uscita. I sistemi sono stati confrontati a parità di esperienza utente e i risultati sono stati normalizzati usando i consumi nominali dichiarati per i chip. 4
7
OpenAI indica per Jalapeño un consumo di 700 watt a livello di package, ma afferma che nei carichi esaminati la potenza misurata sostenuta è rimasta pari o inferiore a 550 watt. Per i sistemi Nvidia, il confronto considera 1.200 watt per GB200 e 1.400 watt per GB300. Il vantaggio per watt dipende quindi anche dal carico scelto e dal modo in cui viene contabilizzato il consumo. 4
SemiAnalysis ha dichiarato di aver assistito alle esecuzioni nel laboratorio di OpenAI, senza però eseguire autonomamente l’intera suite di benchmark. L’organizzazione avverte inoltre che lo scenario InferenceX a singolo turno, con contesto 8k e risposta 1k, non misura fattori importanti nei sistemi di produzione: contesti più lunghi, conversazioni multi-turno, instradamento delle richieste, caching dei prefissi, gestione della cache e trasferimento dei dati verso memoria o archiviazione esterna. Tutti questi elementi possono cambiare sensibilmente le prestazioni effettive. 4
Anche il confronto è legato al momento in cui è stato svolto. GB200 e GB300 appartengono alla generazione Blackwell di Nvidia, mentre le piattaforme Nvidia più recenti o future potrebbero costituire avversari più pertinenti quando Jalapeño verrà distribuito su larga scala. Nvidia pubblica inoltre numeri su DeepSeek R1 ottenuti con la metodologia offline di MLPerf: quei risultati non sono direttamente comparabili con le metriche interattive di token al secondo per utente usate da OpenAI. 2
4
Per ora, no. Jalapeño è destinato all’inferenza e non all’addestramento. OpenAI continuerà quindi a utilizzare acceleratori Nvidia, AMD e di altri partner per addestrare i modelli e per una parte della capacità di inferenza. 4
6
L’azienda prevede un’implementazione interna limitata entro la fine del 2026, seguita da una capacità più ampia nel 2027. Una seconda generazione è già in fase avanzata di sviluppo, mentre una terza sta iniziando a prendere forma. OpenAI non prevede di vendere il chip all’esterno: il vicepresidente dell’hardware Richard Ho ha spiegato che la domanda interna è troppo elevata per ipotizzare, al momento, forniture a clienti esterni. 4
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Il significato strategico di Jalapeño è quindi quello di aggiungere un’alternativa specializzata, non di eliminare Nvidia dal parco hardware di OpenAI. Google dispone già dei propri TPU per addestramento e inferenza; Amazon e Microsoft sviluppano chip AI interni, mentre Anthropic ha dichiarato di lavorare a un’attività proprietaria di progettazione. Con Jalapeño, OpenAI entra nella stessa corsa verso una maggiore integrazione verticale dell’infrastruttura.
Per ora, tuttavia, la rivendicazione di OpenAI resta circoscritta: un vantaggio nell’inferenza di modelli linguistici sui carichi e sulle configurazioni resi pubblici. 6
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OpenAI afferma che Jalapeño ha prodotto da 1,5 a 1,9 volte più lavoro AI per watt e una latenza end to end da 1,7 a 3,6 volte inferiore rispetto ai sistemi Nvidia confrontati.
OpenAI afferma che Jalapeño ha prodotto da 1,5 a 1,9 volte più lavoro AI per watt e una latenza end to end da 1,7 a 3,6 volte inferiore rispetto ai sistemi Nvidia confrontati. Nel test su DeepSeek R1, Jalapeño avrebbe raggiunto circa 700 token al secondo per utente, contro 169 token/s/utente del sistema GB300.
Il chip è progettato specificamente per l’inferenza dei modelli linguistici, non per l’addestramento, con una gestione locale dello stato del modello e della KV cache.