Con un redshift z = 0,997 e una distanza di circa 8 miliardi di anni luce, OP 313 è il blazar e nucleo galattico attivo più lontano mai rilevato a energie molto elevate, superiori a 100 GeV. La prima rilevazione è arrivata nel dicembre 2023 dal telescopio LST 1, ancora in fase di messa in servizio, dopo un’allerta d...
Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What did the CTAO LST Collaboration and MAGIC Collaboration discover about the blazar OP 313—including its redshift, distance, December 2023. Article summary: OP 313 is a flat-spectrum radio quasar (a blazar) at redshift z = 0.997—roughly 8 billion light-years away—and its 2023 outburst made it the most distant active galactic nucleus/blazar yet detected at very-high-energy (V. Topic tags: general, academic, education, general web. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts wi
OP 313 è un quasar radio a spettro piatto (FSRQ), una classe di blazar il cui getto relativistico è orientato quasi direttamente verso la Terra. Il suo redshift è z = 0,997, che corrisponde a una distanza di circa 8 miliardi di anni luce. La rilevazione di raggi gamma di altissima energia, cioè con energie superiori a 100 GeV, lo ha reso il blazar — e il nucleo galattico attivo — più lontano mai osservato in questo intervallo energetico. 124
È importante però precisare il significato del record: OP 313 è la sorgente blazar/AGN più lontana rilevata nei raggi gamma di altissima energia, non la sorgente VHE più lontana in assoluto. Il lampo di raggi gamma GRB 201216C, infatti, si trova a una distanza maggiore. 238
La campagna osservativa è iniziata dopo che il telescopio spaziale Fermi-LAT ha segnalato un aumento dell’attività di OP 313. LST-1 ha cominciato a osservare la sorgente intorno al 9-10 dicembre 2023, mentre altri strumenti hanno avviato osservazioni coordinate su più lunghezze d’onda. 12
Durante l’eccezionale brillamento, il flusso VHE ha raggiunto circa 0,3 unità Crab al di sopra dei 100 GeV. LST-1 ha ottenuto la prima rilevazione dell’emissione VHE di OP 313; i due telescopi MAGIC hanno poi confermato il segnale in modo indipendente. I ricercatori hanno combinato i dati di LST-1 e MAGIC con osservazioni a energie più basse provenienti da altre strutture, incluso Fermi-LAT. 156
Nel gennaio 2024 l’attività era già diminuita. Il brillamento mostrava variazioni correlate in gran parte dello spettro elettromagnetico osservato, mentre l’emissione radio restava relativamente stabile. 1
I raggi gamma con energie superiori a 100 GeV non attraversano facilmente le distanze cosmologiche. Durante il viaggio incontrano la luce extragalattica di fondo (EBL), l’insieme diffuso della radiazione ottica e infrarossa prodotta da stelle e galassie nel corso della storia dell’Universo. 147
Un fotone gamma sufficientemente energetico può interagire con un fotone dell’EBL e generare una coppia elettrone-positrone:
[
\gamma + \gamma \rightarrow e^+ + e^-
]
In questo modo il fotone gamma originario viene sottratto al fascio che viaggia verso la Terra. Rilevare fotoni VHE da una sorgente con redshift vicino a 1 significa quindi che una parte dell’emissione è riuscita a percorrere circa 8 miliardi di anni luce nonostante l’assorbimento previsto da parte dell’EBL. 124
È proprio questa difficoltà a rendere OP 313 il blazar e AGN più distante mai osservato in questo regime energetico.
La modellizzazione dell’intero spettro favorisce uno scenario leptonico. In questo modello, elettroni che si muovono a velocità relativistiche nel getto del blazar diffondono fotoni di energia più bassa attraverso il processo Compton inverso, trasformandoli in fotoni gamma molto energetici. 1
I fotoni-seme sono compatibili con i campi di radiazione presenti nella regione delle linee di emissione larghe e nel toro di polveri che circonda il buco nero supermassiccio responsabile dell’alimentazione del nucleo galattico attivo. Lo studio considera sia un modello a due zone sia un’alternativa a zona singola, in cui la diffusione avviene più lontano, nel campo di radiazione del toro di polveri. 1
L’assorbimento da parte dell’EBL è un fenomeno distinto: non ha prodotto i raggi gamma alla sorgente, ma ne ha modificato la propagazione dopo l’uscita dal getto, durante il viaggio nello spazio intergalattico.
Se l’EBL fosse troppo densa, avrebbe assorbito una quantità di raggi gamma maggiore di quella osservata. La luce sopravvissuta proveniente da OP 313 consente quindi di stabilire un limite superiore alla sua intensità intorno a 0,6 micrometri:
Questi valori non sono una misura diretta e precisa della densità dell’EBL. Indicano piuttosto quanta luce ottica diffusa e infrarossa vicina può esistere lungo il percorso senza cancellare l’emissione osservata. 14
La scoperta è stata il primo risultato scientifico di LST-1, il prototipo del Large-Sized Telescope dell’Osservatorio del Cherenkov Telescope Array (CTAO), ottenuto mentre lo strumento era ancora in fase di messa in servizio. La soglia energetica particolarmente bassa e l’ampia superficie efficace del telescopio sono state decisive per individuare una sorgente così lontana e indebolita dall’EBL. 46
LST-1 ha un diametro di 23 metri e si trova presso il sito settentrionale del CTAO, a La Palma. È progettato per operare indicativamente tra 20 GeV e 3 TeV. 4 La rilevazione di OP 313 durante la fase di commissioning dimostra concretamente la capacità dello strumento di individuare sorgenti lontane e transitorie nella parte bassa dell’intervallo VHE.
La configurazione prevista con quattro LST nel sito settentrionale dovrebbe rafforzare la sensibilità, gli studi spettrali e la rapidità di osservazione di eventi analoghi. Le informazioni disponibili, tuttavia, non quantificano un miglioramento specifico per futuri brillamenti simili a quello di OP 313. 417
Studio Global AI
This page includes a source-backed answer you can continue inside Studio Global.
Con un redshift z = 0,997 e una distanza di circa 8 miliardi di anni luce, OP 313 è il blazar e nucleo galattico attivo più lontano mai rilevato a energie molto elevate, superiori a 100 GeV.
Con un redshift z = 0,997 e una distanza di circa 8 miliardi di anni luce, OP 313 è il blazar e nucleo galattico attivo più lontano mai rilevato a energie molto elevate, superiori a 100 GeV. La prima rilevazione è arrivata nel dicembre 2023 dal telescopio LST 1, ancora in fase di messa in servizio, dopo un’allerta del telescopio spaziale Fermi LAT; i due telescopi MAGIC hanno confermato il segnale.
I raggi gamma hanno attraversato la luce extragalattica di fondo, dove possono essere assorbiti producendo coppie elettrone positrone.