L’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov ha detto alla BBC che Volodymyr Zelensky dovrebbe spiegare cosa sapesse delle presunte irregolarità nella sua cerchia di governo. Le autorità anticorruzione ucraine accusano funzionari, parlamentari e dirigenti bancari di aver riciclato circa 150 milioni di grivne attraver...
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L’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov ha dichiarato alla BBC che il presidente Volodymyr Zelensky dovrebbe rispondere alle domande su ciò che sapeva delle presunte attività corruttive all’interno della sua cerchia politica. Fedorov non ha accusato Zelensky di corruzione personale, ma ha sostenuto che le indagini rendano legittimo chiedere al presidente se fosse a conoscenza di possibili illeciti commessi da suoi collaboratori e alleati.
Il messaggio dell’ex ministro è stato più circoscritto di un’accusa diretta contro il presidente. Fedorov ha chiesto che Zelensky chiarisca se sapesse qualcosa di eventuali illeciti nella sua amministrazione, spiegando però che la propria esperienza al governo non lo porta ad accusare personalmente il capo dello Stato.
La distinzione è importante. Le notizie disponibili descrivono indagini su funzionari e figure vicine all’Ufficio del presidente, non una prova del coinvolgimento di Zelensky. Nel caso separato che riguarda l’ex capo dell’Ufficio presidenziale Andriy Yermak, le autorità anticorruzione ucraine hanno precisato che il presidente non è implicato. 2
Il National Anti-Corruption Bureau of Ukraine (NABU) e la Specialised Anti-Corruption Prosecutor’s Office (SAPO), le principali autorità ucraine per i procedimenti contro la corruzione di alto livello, sostengono di aver scoperto un presunto schema che coinvolgerebbe parlamentari, funzionari pubblici e dirigenti di Sense Bank, istituto oggi di proprietà statale.
Secondo gli investigatori, circa 150 milioni di grivne — equivalenti a circa 3,3 milioni di dollari — sarebbero stati riciclati e utilizzati per pagare la cauzione dell’ex ministro dell’Energia Herman Halushchenko.
Il caso è collegato, secondo le ricostruzioni giornalistiche, a una più ampia indagine sulle presunte tangenti all’interno di Energoatom, la società statale ucraina che gestisce il settore dell’energia nucleare. Si tratta di accuse ancora al vaglio degli inquirenti: non costituiscono una prova di colpevolezza e i procedimenti giudiziari non si sono conclusi.
Tra le persone indicate dagli investigatori figura Iryna Mudra, ex vicecapo dell’Ufficio del presidente. Secondo le ricostruzioni, Mudra era responsabile degli affari giudiziari e della riforma della giustizia e avrebbe dovuto contribuire a raccogliere il denaro necessario per la cauzione di Halushchenko. Zelensky l’ha destituita dopo la pubblicazione dell’indagine.
Il fascicolo cita anche altre figure politiche e del settore bancario. Il NABU afferma che una parte del denaro sarebbe transitata attraverso Sense Bank e attraverso conti collegati a società che gli investigatori ritengono controllate dai partecipanti al presunto schema.
L’indagine ha aumentato la pressione sulla cerchia di Zelensky mentre l’Ucraina continua a combattere contro la Russia e dipende dal sostegno militare occidentale. Anche un procedimento separato per riciclaggio di denaro ha coinvolto Andriy Yermak, ex capo dell’Ufficio del presidente e per anni uno dei collaboratori più influenti di Zelensky. Le autorità ucraine lo hanno indicato come sospettato e un tribunale ne ha successivamente disposto la detenzione preventiva; Yermak respinge le accuse. 234
Per Fedorov, la questione non riguarda soltanto la responsabilità penale, ma anche la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. A suo giudizio, Zelensky dovrebbe spiegare pubblicamente se fosse a conoscenza di presunti illeciti commessi da esponenti di alto livello a lui vicini, invece di lasciare la domanda senza risposta.
Fedorov ha inoltre sostenuto che la corruzione può indebolire la capacità dell’Ucraina di combattere, mentre la burocrazia e i ritardi nella consegna delle armi da parte dei Paesi partner possono aggravare le difficoltà al fronte. Ha sottolineato la necessità di finanziare la produzione ucraina di droni e le tecnologie per la guerra moderna. 6
L’intervista è arrivata dopo la sorprendente rimozione di Fedorov dalla carica di ministro della Difesa. Il suo allontanamento, attribuito dai resoconti a contrasti con la leadership militare ucraina, ha provocato proteste a Kiev e in altre città. L’episodio ha messo in luce una rara frattura in tempo di guerra tra Zelensky e un ministro popolare, associato alla modernizzazione delle forze armate e allo sviluppo della guerra con i droni.
Dopo aver lasciato l’incarico, Fedorov ha chiesto di individuare un modo legale, sicuro e praticabile per tenere elezioni presidenziali anche durante il conflitto. Ha sostenuto che la democrazia non debba essere «ostaggio di Putin» e che l’Ucraina debba poter difendersi continuando a essere una democrazia.
Zelensky ha respinto questa richiesta. L’Ucraina è sottoposta alla legge marziale dall’invasione russa su larga scala e le elezioni sono state sospese. La BBC ha evidenziato diversi ostacoli pratici: organizzare il voto per i soldati, gli sfollati e le persone che vivono nei territori occupati, oltre a contenere il rischio di disinformazione russa.
Il presidente ha descritto un’eventuale elezione durante la guerra come una possibile «tsunami» capace di dividere il Paese. Anche l’Ufficio di Zelensky ha criticato l’intervento di Fedorov, ricordando che l’ex ministro ha fatto parte di governi guidati da Zelensky dal 2019.
La crisi riunisce quindi due controversie distinte: se sia possibile organizzare un voto libero e sicuro durante la guerra e se il presidente abbia affrontato in modo adeguato le accuse di corruzione che coinvolgono persone del suo ambiente politico.
Il procedimento che coinvolge Yermak rappresenta un ulteriore motivo di attenzione. L’ex capo dell’Ufficio presidenziale è stato indicato come sospettato in un’indagine sul riciclaggio di denaro e successivamente sottoposto a detenzione preventiva; nega ogni accusa. Le autorità hanno chiarito che Zelensky non è personalmente coinvolto in quel caso. 234
Fedorov aveva inoltre manifestato l’intenzione di incontrare Elon Musk negli Stati Uniti per discutere un’estensione della copertura Starlink allo spazio aereo russo, così da sostenere le operazioni ucraine impedendo al Cremlino di ottenere un accesso analogo. Si trattava di un obiettivo dichiarato, non di un accordo annunciato con SpaceX. 6
La conclusione più chiara delle dichiarazioni di Fedorov è una richiesta di responsabilità politica, non un’accusa diretta secondo cui Zelensky avrebbe partecipato a un sistema corruttivo. Il caso dei 150 milioni di grivne resta un’inchiesta basata su accuse, così come il procedimento separato contro Yermak ha prodotto sospetti e provvedimenti giudiziari, ma non una sentenza definitiva. 23
L’incertezza giudiziaria, tuttavia, non cancella il problema politico. Le accuse che coinvolgono funzionari di alto livello possono danneggiare la fiducia nella leadership di guerra, sollevare dubbi sui controlli nelle istituzioni statali e alimentare il confronto su come l’Ucraina debba essere governata mentre il conflitto continua.
La posizione di Fedorov è che Zelensky debba rispondere pubblicamente a queste domande. Quella di Zelensky è che organizzare elezioni nel pieno della guerra potrebbe provocare una crisi pericolosa e dividere ulteriormente il Paese.
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L’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov ha detto alla BBC che Volodymyr Zelensky dovrebbe spiegare cosa sapesse delle presunte irregolarità nella sua cerchia di governo.
L’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov ha detto alla BBC che Volodymyr Zelensky dovrebbe spiegare cosa sapesse delle presunte irregolarità nella sua cerchia di governo. Le autorità anticorruzione ucraine accusano funzionari, parlamentari e dirigenti bancari di aver riciclato circa 150 milioni di grivne attraverso Sense Bank per pagare la cauzione dell’ex ministro dell’Energia Herman...
Le dichiarazioni di Fedorov arrivano dopo la sua rimozione, le proteste a Kiev e il suo appello a organizzare elezioni anche durante la guerra: una richiesta respinta da Zelensky, che teme una frattura del Paese.