Il bilancio è cambiato durante le operazioni di ricerca e soccorso. L’ultimo dato contemporaneo riportato da Reuters indicava almeno 16 persone uccise e più di 130 ferite; tra i feriti figuravano 22 bambini. Le autorità avevano diffuso in precedenza cifre inferiori, mentre i soccorritori continuavano a rimuovere le macerie e a cercare eventuali superstiti.
Il centro commerciale era affollato al momento dell’attacco. Il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per l’Ucraina, Matthias Schmale, ha condannato il “devastante impatto sui civili” dell’attacco contro una struttura commerciale molto frequentata.
Il bombardamento di Kryvyi Rih è avvenuto mentre la Russia proseguiva le operazioni con droni e missili contro diverse città ucraine e contro infrastrutture civili, energetiche e critiche. Le notizie disponibili indicavano che gli attacchi sono continuati anche nella notte successiva.
Zelenskyy ha definito il raid un atto di barbarie e ha promesso una risposta. L’Alto rappresentante dell’UE per la politica estera, Kaja Kallas, ha parlato della “assoluta e totale depravazione” della guerra condotta da Mosca e di “terrore pianificato”, sostenendo che la Russia voglia rendere invivibili le città ucraine. Kallas ha detto che avrebbe proposto le più ampie nuove designazioni sanzionatorie dell’UE contro la Russia dall’inizio dell’invasione su vasta scala.
Non risultano, nel materiale esaminato, elementi sufficientemente affidabili per attribuire al Consiglio di sicurezza dell’ONU una decisione specifica o una risposta collettiva formale a questo episodio. La condanna del coordinatore umanitario dell’ONU non equivale a una decisione del Consiglio di sicurezza.
Nella notte del 21 agosto l’Ucraina ha dichiarato di aver colpito la raffineria di petrolio di Lukoil a Perm, negli Urali russi. Kiev presenta questi attacchi alle infrastrutture energetiche come parte della campagna per ridurre le risorse che, secondo le autorità ucraine, finanziano e sostengono lo sforzo bellico russo.
La notte successiva le forze ucraine hanno inoltre riferito di aver colpito la raffineria di Novokuybyshevsk e un centro logistico di Ozon nella regione di Samara, combinando obiettivi energetici e logistici.