Il round dovrebbe accompagnare il passaggio dalla prima fase commerciale a una più ampia presenza europea. In concreto, Velatir punta a potenziare la propria infrastruttura, entrare in ulteriori mercati e assumere le competenze necessarie per sviluppare e supportare la piattaforma.
Il problema a cui l’azienda vuole rispondere è semplice da descrivere: molte organizzazioni stanno introducendo strumenti di IA più rapidamente di quanto riescano a definire controlli coerenti. I dipendenti possono utilizzare servizi di IA consumer o aziendali attraverso browser, dispositivi, fornitori e sistemi interni diversi. Il risultato è spesso una visione frammentata di quali strumenti siano in uso, quali dati vi transitino e se il loro utilizzo rispetti le policy aziendali.
Velatir si presenta come un livello intermedio tra l’organizzazione e gli strumenti di IA che utilizza, non come un altro modello o applicativo in competizione per un posto nello stack tecnologico. L’obiettivo dichiarato è offrire visibilità sull’attività legata all’IA e permettere alle aziende di intervenire sui rischi senza limitarsi a vietare la tecnologia.
Velatir descrive il proprio prodotto come un livello di controllo e conformità in tempo reale per l’IA. Secondo la documentazione dell’azienda, la piattaforma monitora il modo in cui un’organizzazione usa l’IA, valuta le interazioni alla ricerca di rischi di conformità e registra le attività per eventuali audit. Quando viene individuato un rischio, un agente può bloccare l’interazione oppure sottoporla alla valutazione di una persona.
Per i team IT, sicurezza e compliance questo si traduce in diversi strumenti operativi:
Una componente centrale del prodotto è il catalogo dei servizi, che comprende oltre 4.000 strumenti di IA rilevabili e monitorabili dalla piattaforma. Le organizzazioni possono consultarlo o effettuare ricerche, esaminare le informazioni sui singoli servizi e analizzarne l’utilizzo nel proprio ambiente.
Il catalogo segnala anche informazioni utili per i requisiti europei sulla localizzazione dei dati, compreso l’eventuale funzionamento di un servizio su infrastrutture situate nell’Unione europea. Per i team aziendali, può quindi rappresentare un primo punto di verifica prima di approvare, limitare o bloccare uno strumento poco conosciuto.
Il valore non sta soltanto nel mantenere un elenco statico di applicazioni. Il catalogo serve soprattutto a costruire un inventario dell’impronta IA, che cambia continuamente, all’interno dell’organizzazione. Con la comparsa di nuovi servizi e agenti autonomi, una base comune può sostituire decisioni frammentate, prese gruppo per gruppo, con un processo di governance condiviso.
Velatir afferma che la propria piattaforma è sviluppata e ospitata interamente su infrastrutture di proprietà europea, senza dipendere dai grandi provider cloud statunitensi. L’azienda e i suoi investitori presentano questa scelta come una base per sovranità dei dati, resilienza e controllo in Europa.
I tre concetti hanno implicazioni diverse:
Questa va intesa come una caratteristica dichiarata del prodotto e dell’infrastruttura di Velatir, non come una garanzia verificata in modo indipendente di immunità legale o operativa rispetto a qualsiasi rischio legato ai dati transfrontalieri. La sola localizzazione dell’hosting non risolve automaticamente tutte le questioni relative a fornitori, accessi, contratti o trasferimento dei dati.
Un divieto generalizzato dell’IA è difficile da mantenere quando i dipendenti possono accedere a migliaia di strumenti attraverso i normali browser e flussi di lavoro. D’altra parte, un utilizzo senza regole può aumentare il rischio di divulgazione di dati sensibili, ricorso a fornitori non autorizzati, pratiche di conservazione poco chiare, violazioni degli obblighi di conformità e spesa incontrollata.
L’approccio di Velatir consiste nel trasformare la governance in un livello di controllo che accompagna l’adozione. I team possono continuare a usare i servizi approvati, mentre l’organizzazione definisce le regole di accesso, monitora le attività e interviene quando un’interazione presenta un rischio. La documentazione dell’azienda sottolinea inoltre il ruolo della supervisione umana, con l’intervento di una persona quando una valutazione automatizzata richiede una decisione.
È questa posizione a spiegare perché il round seed rappresenti qualcosa di più di una semplice espansione geografica. Velatir scommette sul fatto che, con la diffusione dell’IA tra dipendenti, fornitori e sistemi autonomi, le aziende europee avranno bisogno di un’infrastruttura capace di rendere il suo utilizzo visibile e gestibile. I 5 milioni di euro raccolti danno alla startup le risorse per mettere alla prova questa proposta in nuovi mercati, mentre l’architettura ospitata in Europa mira a distinguerla in un settore affollato come quello dell’infrastruttura per l’IA.