Dopo l’impennata iniziale, le quotazioni hanno perso terreno. Unitree ha chiuso a 845 yuan, comunque in rialzo del 460,34% rispetto al prezzo dell’IPO. A fine seduta, la capitalizzazione era di circa 341,77-341,8 miliardi di yuan, ovvero circa 50,7 miliardi di dollari.
L’offerta pubblica iniziale comprendeva 40,446 milioni di nuove azioni, pari al 10% del capitale post-quotazione. Il prezzo era stato fissato a 150,80 yuan per azione, consentendo alla società di raccogliere circa 6,1 miliardi di yuan, equivalenti a circa 904-905 milioni di dollari.
Dopo l’operazione, il capitale complessivo della società ammontava a circa 404,46 milioni di azioni. La quantità inizialmente disponibile per la negoziazione era invece più limitata, un elemento che ha contribuito alla forte volatilità del debutto.
La seduta ha evidenziato una liquidità eccezionale, ma anche un rapido passaggio di mano dei titoli. Il controvalore degli scambi ha raggiunto circa 23,16 miliardi di yuan, con un tasso di turnover dell’85,28%. Il volume riportato è stato di 256.600 lotti, cioè circa 25,66 milioni di azioni.
In altre parole, gran parte dei titoli disponibili sul mercato è stata scambiata già nel primo giorno. Il movimento tra il massimo di apertura e la chiusura mostra inoltre quanto l’entusiasmo iniziale si sia raffreddato nel corso della seduta: dai 1.100 yuan iniziali, il titolo è arrivato a chiudere a 845 yuan.
Il rally ha trasformato anche la valutazione della partecipazione detenuta da Wang Xingxing, fondatore, presidente, amministratore delegato e direttore tecnologico di Unitree.
Dopo l’IPO, Wang controllava direttamente e indirettamente circa il 31,29% della società. Applicando questa quota alla capitalizzazione di fine giornata, la sua partecipazione aveva un valore teorico di circa 107 miliardi di yuan.
Si tratta però di ricchezza cartacea: il calcolo riflette il prezzo di Borsa della partecipazione e non denaro effettivamente incassato. Una vendita significativa potrebbe inoltre influenzare il prezzo del titolo e il valore complessivo della quota.
Entità collegate a Meituan detenevano una quota complessiva stimata intorno all’8,7%. Al prezzo di chiusura di 845 yuan, questa partecipazione valeva circa 29,7 miliardi di yuan; alcune ricostruzioni, che considerano soltanto determinate entità del gruppo, indicano invece un valore superiore ai 20 miliardi di yuan.
L’operazione rappresentava una plusvalenza non realizzata molto consistente rispetto all’investimento privato effettuato in precedenza. Le fonti disponibili, tuttavia, non consentono di stabilire un unico e definitivo rendimento multiplo tra capitale investito e valore attuale. Per questo motivo, le stime secondo cui la partecipazione avrebbe fruttato un numero preciso di volte l’investimento iniziale vanno interpretate con cautela.
La performance di Unitree si è distinta nettamente dall’andamento generale dei mercati cinesi. Le cronache della giornata descrivevano il Shanghai Composite in calo di circa il 2%, evidenziando come il balzo di Unitree fosse legato soprattutto alla società e all’entusiasmo per la robotica umanoide, non a un rialzo generalizzato del mercato.
Il debutto è arrivato dopo un’IPO caratterizzata da una domanda retail eccezionale: la quota riservata agli investitori individuali era stata sottoscritta più di 8.000 volte.
La quotazione ha coinciso con la World Robot Conference di Pechino, in programma da mercoledì a domenica. Secondo le autorità della capitale, l’evento avrebbe riunito più di 300 aziende, con oltre 2.000 espositori e più di 150 nuovi prodotti presentati.
La sovrapposizione ha amplificato l’attenzione sulla corsa della Cina a trasformare i robot umanoidi da dimostrazioni spettacolari — inclusi robot capaci di eseguire salti all’indietro e movimenti acrobatici — in prodotti destinati a impieghi commerciali concreti.
Il debutto di Unitree ha quindi offerto due immagini contemporaneamente: da un lato la fiducia degli investitori nel futuro dell’intelligenza artificiale applicata alla robotica; dall’altro una valutazione di Borsa estremamente volatile, che dovrà essere sostenuta da risultati industriali e adozione commerciale nel tempo.
Dopo l’impennata iniziale, le quotazioni hanno perso terreno. Unitree ha chiuso a 845 yuan, comunque in rialzo del 460,34% rispetto al prezzo dell’IPO. A fine seduta, la capitalizzazione era di circa 341,77-341,8 miliardi di yuan, ovvero circa 50,7 miliardi di dollari.
L’offerta pubblica iniziale comprendeva 40,446 milioni di nuove azioni, pari al 10% del capitale post-quotazione. Il prezzo era stato fissato a 150,80 yuan per azione, consentendo alla società di raccogliere circa 6,1 miliardi di yuan, equivalenti a circa 904-905 milioni di dollari.
Dopo l’operazione, il capitale complessivo della società ammontava a circa 404,46 milioni di azioni. La quantità inizialmente disponibile per la negoziazione era invece più limitata, un elemento che ha contribuito alla forte volatilità del debutto.
La seduta ha evidenziato una liquidità eccezionale, ma anche un rapido passaggio di mano dei titoli. Il controvalore degli scambi ha raggiunto circa 23,16 miliardi di yuan, con un tasso di turnover dell’85,28%. Il volume riportato è stato di 256.600 lotti, cioè circa 25,66 milioni di azioni.
In altre parole, gran parte dei titoli disponibili sul mercato è stata scambiata già nel primo giorno. Il movimento tra il massimo di apertura e la chiusura mostra inoltre quanto l’entusiasmo iniziale si sia raffreddato nel corso della seduta: dai 1.100 yuan iniziali, il titolo è arrivato a chiudere a 845 yuan.
Il rally ha trasformato anche la valutazione della partecipazione detenuta da Wang Xingxing, fondatore, presidente, amministratore delegato e direttore tecnologico di Unitree.
Dopo l’IPO, Wang controllava direttamente e indirettamente circa il 31,29% della società. Applicando questa quota alla capitalizzazione di fine giornata, la sua partecipazione aveva un valore teorico di circa 107 miliardi di yuan.
Si tratta però di ricchezza cartacea: il calcolo riflette il prezzo di Borsa della partecipazione e non denaro effettivamente incassato. Una vendita significativa potrebbe inoltre influenzare il prezzo del titolo e il valore complessivo della quota.
Entità collegate a Meituan detenevano una quota complessiva stimata intorno all’8,7%. Al prezzo di chiusura di 845 yuan, questa partecipazione valeva circa 29,7 miliardi di yuan; alcune ricostruzioni, che considerano soltanto determinate entità del gruppo, indicano invece un valore superiore ai 20 miliardi di yuan.
L’operazione rappresentava una plusvalenza non realizzata molto consistente rispetto all’investimento privato effettuato in precedenza. Le fonti disponibili, tuttavia, non consentono di stabilire un unico e definitivo rendimento multiplo tra capitale investito e valore attuale. Per questo motivo, le stime secondo cui la partecipazione avrebbe fruttato un numero preciso di volte l’investimento iniziale vanno interpretate con cautela.
La performance di Unitree si è distinta nettamente dall’andamento generale dei mercati cinesi. Le cronache della giornata descrivevano il Shanghai Composite in calo di circa il 2%, evidenziando come il balzo di Unitree fosse legato soprattutto alla società e all’entusiasmo per la robotica umanoide, non a un rialzo generalizzato del mercato.
Il debutto è arrivato dopo un’IPO caratterizzata da una domanda retail eccezionale: la quota riservata agli investitori individuali era stata sottoscritta più di 8.000 volte.
La quotazione ha coinciso con la World Robot Conference di Pechino, in programma da mercoledì a domenica. Secondo le autorità della capitale, l’evento avrebbe riunito più di 300 aziende, con oltre 2.000 espositori e più di 150 nuovi prodotti presentati.
La sovrapposizione ha amplificato l’attenzione sulla corsa della Cina a trasformare i robot umanoidi da dimostrazioni spettacolari — inclusi robot capaci di eseguire salti all’indietro e movimenti acrobatici — in prodotti destinati a impieghi commerciali concreti.
Il debutto di Unitree ha quindi offerto due immagini contemporaneamente: da un lato la fiducia degli investitori nel futuro dell’intelligenza artificiale applicata alla robotica; dall’altro una valutazione di Borsa estremamente volatile, che dovrà essere sostenuta da risultati industriali e adozione commerciale nel tempo.