Testimoni palestinesi e fonti locali hanno raccontato una sequenza diversa. A loro dire, le forze israeliane sono entrate nella casa di Khazem, nel centro di Jenin, hanno sparato e si sono ritirate portando via il corpo. Una delle ricostruzioni sostiene anche che un’ambulanza sia stata fermata prima di poter raggiungere il luogo dell’accaduto.
Le affermazioni secondo cui Khazem sarebbe stato colpito circa dieci volte, che l’accesso dei soccorritori sarebbe stato bloccato o che il corpo sarebbe stato portato via non sono state verificate in modo indipendente dal materiale disponibile. La sintesi più prudente è quindi questa: le forze israeliane hanno sparato e ucciso Khazem durante l’operazione, ma il presunto attacco con il coltello e la precisa successione degli eventi dentro o vicino all’abitazione restano controversi.
Khazem era noto anche come Abu Ra’ad ed era stato identificato come ex alto esponente delle forze di sicurezza dell’Autorità palestinese.
Era il padre di Raad Khazem, autore della sparatoria dell’aprile 2022 in via Dizengoff, a Tel Aviv, e di Abdul Rahman Khazem, ucciso dalle forze israeliane durante un’incursione a Jenin nello stesso anno.
La storia della famiglia aiuta a spiegare perché la sua morte abbia ricevuto particolare attenzione, ma non dimostra da sola che Khazem fosse ricercato per un reato o che stesse compiendo un attacco quando è stato colpito. Le fonti disponibili non stabiliscono con precisione quale fosse il suo status legale o operativo prima dell’incursione e non confermano in modo indipendente le notizie su una precedente decisione israeliana di non prenderlo di mira.
La sparatoria di Jenin è avvenuta nello stesso giorno di un episodio distinto vicino a Sa’ir, a nord di Hebron. Il Ministero della Sanità palestinese ha identificato la persona uccisa come Karim Sanad Raja Shalaldeh, 17 anni, e ha riferito che un altro palestinese di 70 anni è rimasto ferito da colpi d’arma da fuoco attribuiti a coloni.
Anche sull’origine dello scontro le ricostruzioni divergono. Secondo l’esercito israeliano, alcuni palestinesi avrebbero lanciato pietre contro civili israeliani, inducendo i soldati a intervenire. Autorità palestinesi, familiari e fonti locali hanno invece affermato che i coloni sarebbero entrati o avrebbero attaccato terreni palestinesi e che un israeliano armato, incaricato di proteggerli, avrebbe aperto il fuoco durante la confrontazione.
L’esercito israeliano ha dichiarato di stare esaminando l’accaduto. I resoconti disponibili non riportano una conclusione ufficiale definitiva sulla giustificazione degli spari o sulle responsabilità.
Le informazioni disponibili consentono di fissare tre punti:
I due episodi si inseriscono nell’escalation di incursioni militari israeliane, attacchi palestinesi e scontri tra coloni e palestinesi in Cisgiordania occupata dall’inizio della guerra a Gaza, nell’ottobre 2023. Poiché i bilanci delle vittime cambiano in base alla fonte, all’area considerata e al periodo di riferimento, un totale complessivo dovrebbe essere ricavato da un dataset ufficiale o delle Nazioni Unite con una data precisa, non dedotto da questi singoli resoconti.
Testimoni palestinesi e fonti locali hanno raccontato una sequenza diversa. A loro dire, le forze israeliane sono entrate nella casa di Khazem, nel centro di Jenin, hanno sparato e si sono ritirate portando via il corpo. Una delle ricostruzioni sostiene anche che un’ambulanza sia stata fermata prima di poter raggiungere il luogo dell’accaduto.
Le affermazioni secondo cui Khazem sarebbe stato colpito circa dieci volte, che l’accesso dei soccorritori sarebbe stato bloccato o che il corpo sarebbe stato portato via non sono state verificate in modo indipendente dal materiale disponibile. La sintesi più prudente è quindi questa: le forze israeliane hanno sparato e ucciso Khazem durante l’operazione, ma il presunto attacco con il coltello e la precisa successione degli eventi dentro o vicino all’abitazione restano controversi.
Khazem era noto anche come Abu Ra’ad ed era stato identificato come ex alto esponente delle forze di sicurezza dell’Autorità palestinese.
Era il padre di Raad Khazem, autore della sparatoria dell’aprile 2022 in via Dizengoff, a Tel Aviv, e di Abdul Rahman Khazem, ucciso dalle forze israeliane durante un’incursione a Jenin nello stesso anno.
La storia della famiglia aiuta a spiegare perché la sua morte abbia ricevuto particolare attenzione, ma non dimostra da sola che Khazem fosse ricercato per un reato o che stesse compiendo un attacco quando è stato colpito. Le fonti disponibili non stabiliscono con precisione quale fosse il suo status legale o operativo prima dell’incursione e non confermano in modo indipendente le notizie su una precedente decisione israeliana di non prenderlo di mira.
La sparatoria di Jenin è avvenuta nello stesso giorno di un episodio distinto vicino a Sa’ir, a nord di Hebron. Il Ministero della Sanità palestinese ha identificato la persona uccisa come Karim Sanad Raja Shalaldeh, 17 anni, e ha riferito che un altro palestinese di 70 anni è rimasto ferito da colpi d’arma da fuoco attribuiti a coloni.
Anche sull’origine dello scontro le ricostruzioni divergono. Secondo l’esercito israeliano, alcuni palestinesi avrebbero lanciato pietre contro civili israeliani, inducendo i soldati a intervenire. Autorità palestinesi, familiari e fonti locali hanno invece affermato che i coloni sarebbero entrati o avrebbero attaccato terreni palestinesi e che un israeliano armato, incaricato di proteggerli, avrebbe aperto il fuoco durante la confrontazione.
L’esercito israeliano ha dichiarato di stare esaminando l’accaduto. I resoconti disponibili non riportano una conclusione ufficiale definitiva sulla giustificazione degli spari o sulle responsabilità.
Le informazioni disponibili consentono di fissare tre punti:
I due episodi si inseriscono nell’escalation di incursioni militari israeliane, attacchi palestinesi e scontri tra coloni e palestinesi in Cisgiordania occupata dall’inizio della guerra a Gaza, nell’ottobre 2023. Poiché i bilanci delle vittime cambiano in base alla fonte, all’area considerata e al periodo di riferimento, un totale complessivo dovrebbe essere ricavato da un dataset ufficiale o delle Nazioni Unite con una data precisa, non dedotto da questi singoli resoconti.