Il dato Reuters relativo alle quattro società indicava circa 194 miliardi di dollari di obbligazioni emesse già al 7 luglio 2026, contro circa 108 miliardi nell’intero 2025. Il punto comune delle diverse rilevazioni è comunque chiaro: la raccolta obbligazionaria dei grandi gruppi tecnologici sta crescendo rapidamente insieme alla spesa per data center, chip e infrastrutture cloud.
Più obbligazioni societarie di alta qualità offrono agli investitori un’alternativa ai Treasury statunitensi e agli altri titoli governativi, soprattutto sulle scadenze più lunghe. Se la domanda complessiva di capitale cresce più rapidamente della disponibilità degli investitori, le aziende devono offrire cedole o rendimenti maggiori per attirare ordini.
La pressione arriva però da più direzioni. I governi stanno emettendo molto debito, l’incertezza sull’inflazione continua a pesare sui titoli a lunga durata e i rendimenti reali — al netto dell’inflazione — nelle principali economie hanno raggiunto i livelli più elevati da oltre un decennio mentre accelerano sia i prestiti pubblici sia quelli legati all’IA.
Negli Stati Uniti, il rendimento del Treasury trentennale è recentemente salito oltre il 5,3%, vicino ai massimi degli ultimi 19 anni, in un contesto di vendita globale sui mercati obbligazionari e con il debito nazionale diretto verso i 40.000 miliardi di dollari.
Attribuire il movimento dei Treasury esclusivamente al boom del debito tecnologico sarebbe eccessivo. I rendimenti sovrani riflettono contemporaneamente le aspettative sull’inflazione, i deficit e l’offerta di nuovo debito, la crescita economica, i rischi geopolitici, le attese sulle banche centrali e il cosiddetto premio a termine.
Le emissioni degli hyperscaler possono plausibilmente intensificare lo squilibrio tra domanda e offerta di obbligazioni, ma le informazioni disponibili non dimostrano che siano la causa principale dell’aumento dei rendimenti sovrani. Anche l’analisi di Reuters invita a non attribuire automaticamente la debolezza del mercato dei Treasury all’indigestione provocata dal debito per l’IA.
Per evitare di concentrare tutta l’offerta sul mercato statunitense e raggiungere una base più ampia di investitori, i grandi gruppi tecnologici stanno emettendo obbligazioni in diverse valute.
Alphabet ha raccolto 5,5 miliardi di dollari australiani con il suo primo collocamento in Australia, suddiviso in scadenze di 3, 5, 10 e 20 anni. Gli ordini hanno superato i 18 miliardi di dollari australiani. L’operazione è stata il primo ingresso di un hyperscaler dell’IA nel mercato australiano.
La tranche ventennale ha offerto un rendimento di circa il 6,9%, segnalando che anche un emittente molto solido può dover pagare un premio significativo per diversificare geograficamente e per valuta le proprie fonti di finanziamento. Alphabet è già un importante emittente nei mercati obbligazionari societari in euro, sterline, franchi svizzeri e yen. Amazon, invece, ha raccolto 14,5 miliardi di euro a marzo con un’operazione in otto tranche, la più grande mai realizzata nel mercato obbligazionario societario in euro.
Le cifre sull’operazione australiana — 5,5 miliardi di dollari australiani raccolti, scadenza ventennale con rendimento vicino al 6,9% e domanda superiore a 18 miliardi — sono supportate dalle informazioni disponibili. Non è invece possibile verificare con le fonti più solide qui consultate la presunta cifra record di circa 60 miliardi di dollari australiani per le emissioni estere nel Paese, né la stima precisa di 1.750 miliardi su 3.200 miliardi di finanziamenti previsti entro il 2028: questi numeri vanno considerati stime che richiedono la ricerca originale da cui provengono.
Le obbligazioni degli hyperscaler possono offrire rendimenti nominali indicativamente compresi tra il 4,75% e l’8%, a seconda dell’emittente e della scadenza. Per chi è disposto ad assumere il rischio legato alla durata e agli spread creditizi, possono rappresentare una fonte di reddito interessante rispetto ai titoli sovrani. I portafogli ordini molto consistenti, come quello registrato per l’emissione australiana di Alphabet, mostrano inoltre che l’interesse istituzionale per i nomi più riconoscibili rimane elevato.
Un’obbligazione emessa direttamente da Alphabet, Amazon o Meta non presenta lo stesso profilo di rischio di un titolo emesso da uno sviluppatore di data center, da un produttore di apparecchiature, da una società IA più piccola o da un veicolo di project finance.
Prima di guardare soltanto alla cedola, è importante distinguere tra debito senior unsecured della capogruppo, debito garantito, debito subordinato a livello della holding, leasing e finanziamenti fuori bilancio. L’etichetta “obbligazione IA” non basta, da sola, a stabilire se il rendimento compensi i rischi assunti.
Una parte dei rendimenti più elevati deriva dalle scadenze lunghe. Se i tassi salgono ancora, il prezzo delle obbligazioni già acquistate può diminuire sensibilmente. Se invece i rendimenti scendono, la cedola fissata diventa più preziosa, ma il capitale rimborsato in futuro potrebbe essere reinvestito a tassi inferiori.
Il debito viene contratto prima che siano pienamente dimostrati i ricavi e i ritorni economici dell’infrastruttura IA. Se la monetizzazione procedesse più lentamente del previsto, la spesa in conto capitale rimanesse elevata o la concorrenza comprimessse i margini del cloud e dei servizi IA, gli indicatori di leva finanziaria e gli spread potrebbero peggiorare anche per emittenti oggi molto solidi.
La domanda degli investitori è forte, ma sta diventando più selettiva mentre aumentano le emissioni e salgono i rendimenti. Alcuni analisti hanno avvertito che il mercato investment grade potrebbe non essere in grado di assorbire tutti i finanziamenti necessari agli hyperscaler.
Questo potrebbe mantenere alta la pressione su spread e cedole, spingendo le aziende verso credito privato, emissioni azionarie o strutture di finanziamento più complesse.
Per un investitore orientato al reddito, la strategia più difendibile è considerare queste obbligazioni come una componente diversificata del credito, non come un sostituto dei Treasury. Conviene dare priorità alla solidità del bilancio e al grado di seniority del titolo, distribuire gli acquisti su più scadenze e non inseguire il limite superiore dell’8% senza comprendere a fondo i rischi aggiuntivi legati a progetto, leva finanziaria, liquidità, valuta e struttura del finanziamento.