Il segnale macroeconomico ha acceso la miccia, ma la leva finanziaria ha fornito il carburante. Il superamento di quota 2.000 dollari e di un livello tecnico di lungo periodo osservato dai trader ha messo sotto pressione le posizioni ribassiste su ETH.
Chi detiene uno short con leva può essere costretto a ricomprare l’asset quando le perdite fanno scattare richieste di margine o liquidazioni automatiche. Si crea così un meccanismo a spirale:
Una rilevazione su quattro ore ha stimato in circa 736,5 milioni di dollari le liquidazioni di short su ETH, mentre Ether guadagnava il 18,5% e superava brevemente i 2.300 dollari. Altri report hanno collocato le liquidazioni degli short su ETH oltre 1 miliardo di dollari su una finestra di 24 ore. La differenza dipende dal periodo osservato e dalla fonte dei dati e non rappresenta necessariamente una contraddizione sul meccanismo alla base del rally.
Nel complesso del mercato crypto, l’ondata di liquidazioni è stata ancora più ampia. Bloomberg ha riportato circa 2,7 miliardi di dollari di posizioni short liquidate tra i vari token, definendola la più grande ondata nei dati disponibili dal 2021. Poiché i totali cambiano a seconda del fornitore e dell’intervallo temporale, le informazioni disponibili non dimostrano con sufficiente solidità che si sia trattato del secondo più grande short squeeze di sempre dopo quello dell’ottobre 2025.
Il rialzo non è stato soltanto un effetto automatico dei derivati. Il 18 agosto gli ETF spot statunitensi su Ether hanno registrato afflussi netti per 71,47 milioni di dollari. L’ETHA di BlackRock ne ha raccolti 64,68 milioni, circa il 90% del totale.
Gli afflussi negli ETF sono rilevanti perché rappresentano acquisti effettuati attraverso prodotti d’investimento regolamentati, non soltanto tramite futures o contratti perpetui. Possono quindi dare al rally una base più concreta sul mercato spot.
Un singolo giorno di afflussi, però, non basta a dimostrare che la domanda istituzionale resterà elevata. Inoltre, il dato complessivo di 3,87 miliardi di dollari di afflussi negli ETF collegati a Ethereum nel mese di agosto non è stato verificato in modo indipendente dalle fonti più solide disponibili per questa analisi.
Il sentiment sul comparto crypto ha beneficiato anche di due sviluppi arrivati da Washington.
Il 18 agosto la Securities and Exchange Commission, l’autorità statunitense di vigilanza sui mercati, ha proposto un quadro normativo specifico per determinati crypto-asset e offerte. La proposta comprende possibili esenzioni e percorsi più chiari per la raccolta di capitali da parte di alcune società crypto.
Il giorno successivo, durante un evento alla Casa Bianca con dirigenti del settore crypto e finanziario, il presidente Donald Trump ha chiesto al Congresso di approvare una versione “equa” del CLARITY Act. Il provvedimento dovrebbe contribuire a definire con maggiore chiarezza le categorie degli asset digitali e le responsabilità delle autorità federali.
Né la proposta della SEC né l’intervento di Trump hanno modificato immediatamente i fondamentali della rete Ethereum. Inoltre, nessuno dei due sviluppi equivale a una regolamentazione già approvata: si tratta di una proposta e di un segnale politico. Il loro effetto sul rally è stato quindi soprattutto legato alle aspettative. I trader hanno visto un possibile contesto statunitense più favorevole proprio mentre i rendimenti obbligazionari scendevano e le criptovalute rompevano al rialzo.
Lo stesso posizionamento che ha amplificato i guadagni di ETH suggerisce anche prudenza. Un’analisi tecnica riportata dalla stampa ha indicato un RSI, l’indice di forza relativa, superiore a 90: un livello estremamente elevato nel breve periodo. Ether si trovava inoltre molto al di sopra della media mobile a 50 giorni.
Questi segnali possono indicare uno slancio eccezionale, ma anche che una parte consistente degli acquisti a breve termine sia già avvenuta. Quando gli short saranno stati ricoperti, il mercato avrà bisogno di una domanda spot sostenuta per mantenere il rialzo.
I livelli tecnici più osservati sono il supporto intorno a 2.160 dollari e l’area della media mobile a 200 giorni, vicina a 2.000 dollari. Un ritorno verso questi livelli non cancellerebbe necessariamente il rally. Tuttavia, una perdita prolungata dei supporti appena riconquistati farebbe apparire il movimento più simile a uno squeeze temporaneo che a un cambio di trend completato.
Il movimento del 19 agosto si può leggere su tre livelli:
Questa combinazione spiega sia la dimensione sia la rapidità del balzo di Ethereum. Spiega anche perché la sua durata resti incerta. Per parlare di inversione sostenibile, ETH dovrebbe mantenere i supporti riconquistati, attirare una domanda spot continuativa e proseguire la salita anche dopo l’esaurimento delle ricoperture forzate.