L’incremento cambia in base al modello, al tipo di token e all’ora in cui viene eseguita la richiesta. Secondo Reuters, il nuovo listino va dal 50% all’1.100% in più rispetto ai prezzi precedenti.
L’aumento percentuale più elevato riguarda gli input già presenti nella cache, che partivano però da una base molto contenuta. Per gli sviluppatori, l’effetto concreto dipenderà soprattutto dalla combinazione tra input memorizzati, input non memorizzati, volume di output e orari di esecuzione.
Prendendo come riferimento l’output di V4-Pro, il prezzo non di punta di 1,98 dollari è circa il 128% più alto rispetto alla precedente tariffa promozionale di 0,87 dollari. Nelle ore di punta, il nuovo prezzo di 3,96 dollari equivale a un aumento di circa il 355%.
DeepSeek resta comunque un’opzione economica rispetto a molti modelli statunitensi proprietari. Prima dell’aumento, l’output di V4-Pro era indicato a circa 0,87 dollari per milione di token, contro prezzi storicamente molto più elevati per alcuni dei principali sistemi statunitensi. Il vantaggio di costo si riduce, dunque, ma non scompare.
Per uno sviluppatore che generi 10 milioni di token di output con V4-Pro ogni mese, il calcolo è il seguente:
La sola componente di output aumenta quindi di circa 11,10-30,90 dollari al mese, a seconda dell’orario di utilizzo. Il calcolo non comprende i token di input, i costi degli input con cache, le imposte né eventuali commissioni aggiuntive della piattaforma.
In un’applicazione usata in produzione, il problema principale potrebbe essere la composizione del traffico più che il solo output. Prompt lunghi, scarso riutilizzo della cache o richieste concentrate nelle ore di punta possono produrre un aumento della spesa molto diverso. Diventano quindi più importanti la programmazione dei processi batch nelle fasce non di punta e il monitoraggio del tasso di cache hit.
OpenAI ha annunciato una strategia opposta per ChatGPT. GPT-5.6 Luna è diventato il modello predefinito per gli utenti Free e Go, mentre la società ha annunciato chat testuali illimitate e un nuovo pulsante Think per le domande più complesse.
Il titolo dell’annuncio richiede però una precisazione: l’accesso illimitato riguarda le chat testuali, non tutte le funzionalità di ChatGPT. Restano limiti per caricamento di file, immagini, voce, generazione di immagini e altri strumenti; inoltre, l’offerta è soggetta a misure contro gli abusi.
Si tratta di una strategia di distribuzione al pubblico, non di un cambiamento dei prezzi API. OpenAI riduce le barriere all’uso quotidiano e mantiene un modello relativamente capace nell’esperienza predefinita di ChatGPT. Secondo TechCrunch, al momento dell’annuncio ChatGPT aveva superato 1 miliardo di utenti settimanali.
Le tariffe ridotte hanno aiutato i modelli cinesi a conquistare traffico tra gli sviluppatori. Un’analisi del gateway AI di Vercel ha rilevato che i modelli open-weight sviluppati in Cina hanno elaborato il 29% dei token di produzione nel giugno 2026, rispetto a circa un nono ad aprile, pur rappresentando meno del 4% della spesa complessiva. Il dato riguarda quel gateway e non l’intero mercato globale dell’IA.
La distinzione è essenziale. La quota di token indica quanto lavoro passa attraverso un sistema, ma non dimostra da sola ricavi, profitti, fedeltà dei clienti o potere di mercato duraturo. Gli sviluppatori possono instradare il traffico tra diversi fornitori e le richieste più sensibili al prezzo possono spostarsi rapidamente quando cambiano le tariffe.
Il nuovo schema suggerisce che conquistare utilizzo non è più l’unico obiettivo. Le tariffe basate sull’orario consentono a DeepSeek di distribuire la capacità in modo diverso durante i periodi di maggiore domanda e di applicare un sovrapprezzo quando il traffico si concentra. La documentazione ufficiale descrive il cambiamento come una misura per allocare meglio le risorse e invita gli utenti a programmare le attività in base all’effettivo utilizzo.
La scelta arriva inoltre mentre altre aziende cinesi del settore introducono o valutano offerte a pagamento. Le notizie sul mercato cinese indicano che Moonshot AI e ByteDance hanno lanciato piani a pagamento, mentre Alibaba si prepara a seguirle: segnali di un passaggio più ampio dai sussidi aggressivi alla monetizzazione.
Questo non dimostra che DeepSeek o i suoi concorrenti siano profittevoli. Mostra però che la quota di mercato conquistata con prezzi bassi deve prima o poi trasformarsi in ricavi per token, contratti ricorrenti o un altro modello di business sostenibile.
Il lancio gratuito di Luna mette in primo piano la distribuzione, più che il costo minimo possibile dell’API. Rendendo ampiamente disponibile la chat testuale e aggiungendo un comando Think ben visibile, OpenAI prova a trasformare ChatGPT in un’abitudine quotidiana, mantenendo limiti più rigidi sulle funzioni che richiedono maggiore capacità di calcolo.
Il contrasto strategico è netto:
Le due strategie possono convivere. Uno sviluppatore potrebbe scegliere DeepSeek per carichi di lavoro ad alto volume, mentre un utente privato potrebbe usare ChatGPT come assistente generalista. Entrambe le aziende, però, cercano di rendere il proprio ecosistema più difficile da sostituire: DeepSeek attraverso il rapporto tra costi e prestazioni e l’instradamento degli sviluppatori; OpenAI attraverso la familiarità del prodotto e la portata presso il pubblico.
DeepSeek resta un’opzione a basso costo, ma il nuovo listino rende incompleta l’etichetta di “modello più economico”. Per confrontare davvero le alternative bisogna considerare l’intera fattura: input con cache, input senza cache, volume di output e concentrazione del traffico nelle ore di punta.
Le domande operative sono ora:
La competizione tra Cina e Stati Uniti nel campo dell’IA riguarda sempre meno soltanto chi offre il prezzo indicato più basso. DeepSeek sta verificando se la leadership nel rapporto tra costo e prestazioni possa diventare un’economia sostenibile per unità di utilizzo. OpenAI sta verificando se l’accesso gratuito e l’abitudine d’uso possano tradursi in un controllo duraturo dell’ecosistema.
In entrambi i casi, la sfida centrale è la stessa: trasformare un’enorme quantità di utilizzo in un’attività capace di finanziare nel tempo il costo ricorrente dell’elaborazione dei modelli di frontiera.