HOST, sviluppato da Beijing Institute of Technology, X Square Robot e Tsinghua University, acquisisce una nuova abilità in media in 29 secondi, senza aggiornare i parametri del modello. Nei test su 50 attività di manipolazione inedite, HOST ha ottenuto un successo medio del 62% e ha superato il principale riferiment...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: How do the two research efforts, HOST from Beijing Institute of Technology, X Square Robot, and Tsinghua University and GEN 1.5 from General. Article summary: Both efforts move robot learning from task specific retraining toward inference time imitation: a pretrained system treats a brief demonstration as context and immediately controls the robot accordingly.. Topic tags: general web, ai safety, prompt engineering, ai, workflow. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with
L’idea è semplice da capire: invece di programmare un robot per ogni nuova mansione o raccogliere centinaia di dimostrazioni, gli si mostra una persona mentre esegue l’azione. Il sistema usa quel video come contesto e prova subito a portare a termine il compito.
HOST e GEN-1.5 seguono questa direzione, ma con architetture e livelli di evidenza diversi. HOST offre il risultato accademico più strutturato; GEN-1.5 è una dimostrazione aziendale promettente, ma ancora difficile da confrontare con benchmark indipendenti.
HOST — acronimo di Human-to-robot One-Shot Skill AcquisiTion — non cerca semplicemente di tradurre la traiettoria della mano umana in una traiettoria per il robot. Il video diventa invece un riferimento dinamico legato all’avanzamento dell’attività.
Il sistema stima in quale fase del compito si trova il robot, individua nel video il passaggio corrispondente e prevede quale risultato dovrebbe osservare dal proprio punto di vista. Da questa previsione ricava le azioni necessarie per procedere. In questo modo, il robot può imitare l’obiettivo e la sequenza dell’azione senza dover copiare alla lettera i movimenti umani, spesso incompatibili con il suo corpo o con i suoi strumenti.
Il risultato più concreto è una valutazione su 50 compiti nuovi, ripetuti 20 volte ciascuno. Il 62% di successo medio dimostra che l’approccio può trasferirsi a oggetti, strumenti e movimenti mai visti durante l’addestramento, ma indica anche che il sistema è ancora lontano dall’affidabilità necessaria per ogni impiego pratico.
Nei test di robustezza, il rendimento è rimasto vicino al valore di riferimento anche cambiando illuminazione, oggetti, scena o introducendo disturbi umani: le perdite riportate sono state rispettivamente dell’1%, del 4%, del 6% e del 9%.
GEN-1.5 interpreta lo stesso paradigma come una capacità emergente di un grande modello embodied, cioè progettato per collegare percezione, decisione e azione nel mondo fisico. La dimostrazione viene inserita nella finestra di contesto come un “prompt fisico”: il modello la osserva e tenta subito di eseguire l’attività, senza trasformarla in una nuova policy addestrata da zero.
Generalist AI mostra esempi come aprire un barattolo, sfilare la cerniera di una custodia o spazzare un oggetto dentro una ciotola. L’azienda afferma inoltre che il modello può trasferire alcune dimostrazioni dall’essere umano al robot, concatenare due comportamenti suggeriti e usare video provenienti dalla simulazione per guidare l’esecuzione nel mondo reale.
È importante, tuttavia, distinguere il funzionamento one-shot dal percorso alternativo di adattamento. Se la dimostrazione singola non è sufficiente, GEN-1.5 può ricorrere a 1–10 aggiornamenti del gradiente usando da 1 a 5 minuti di dati. Non è quindi corretto descriverlo come un sistema che non richiede mai alcuna forma di addestramento aggiuntivo.
Il punto non è che questi robot imparino senza aver mai visto dati prima. La conoscenza fisica di base è stata già incorporata attraverso un costoso pre-addestramento su larga scala. Il vantaggio consiste nell’ammortizzare quel costo: l’utente finale può insegnare un nuovo compito con una breve osservazione, invece di avviare ogni volta una nuova ottimizzazione specifica.
È un cambio di interfaccia significativo. In prospettiva, insegnare a un robot potrebbe assomigliare più al mostrare un gesto che allo scrivere codice, progettare una funzione di ricompensa o raccogliere centinaia di esempi tramite teleoperazione. HOST rende questa differenza particolarmente visibile con i 29 secondi medi di acquisizione e il guadagno dichiarato di 507 volte rispetto al fine-tuning.
HOST è un preprint accademico, non una prova di affidabilità in ambienti aperti. La valutazione è stata condotta in laboratorio su 50 compiti selezionati, con un successo medio del 62%. Restano da dimostrare prestazioni più ampie in ambienti domestici e industriali, nelle attività lunghe o critiche per la sicurezza e in repliche indipendenti.
Le evidenze su GEN-1.5 sono meno verificabili dall’esterno. Il modello, la durata dell’addestramento, l’assenza di dati simulati nel pre-addestramento, la durata dei prompt e le capacità dichiarate provengono da Generalist AI o da comunicazioni che ne riportano gli annunci.
Per GEN-1.5 non è ancora disponibile un benchmark pubblico comparabile. Mancano prove indipendenti sufficienti su un numero standardizzato di compiti, un protocollo di prove uniforme, un tasso aggregato di successo one-shot, confronti con baseline, rilascio del modello o dei dati e riproduzioni di terze parti.
Nel complesso, HOST fornisce una prova concreta del fatto che l’acquisizione di un’abilità da un singolo video, senza aggiornare i parametri del modello, può funzionare su una serie definita di compiti di manipolazione. GEN-1.5 suggerisce invece che un pre-addestramento embodied molto ampio possa far emergere capacità simili come abilità di contesto in un modello generalista.
La direzione è rilevante: i robot si avvicinano a un modo più naturale di apprendere, basato sull’osservazione. Ma i risultati non autorizzano ancora a considerare il video singolo un sostituto della validazione dei compiti, dell’ingegneria della sicurezza e dell’adattamento necessario negli ambienti non controllati.
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HOST, sviluppato da Beijing Institute of Technology, X Square Robot e Tsinghua University, acquisisce una nuova abilità in media in 29 secondi, senza aggiornare i parametri del modello.
HOST, sviluppato da Beijing Institute of Technology, X Square Robot e Tsinghua University, acquisisce una nuova abilità in media in 29 secondi, senza aggiornare i parametri del modello. Nei test su 50 attività di manipolazione inedite, HOST ha ottenuto un successo medio del 62% e ha superato il principale riferimento zero shot del 45%.
GEN 1.5 di Generalist AI usa una dimostrazione di 3–12 secondi come “prompt fisico”, ma le sue prestazioni sono basate soprattutto su risultati pubblicati dall’azienda e non ancora verificati in modo indipendente.