Altri esponenti politici si sono detti favorevoli allo svolgimento dei concerti. Il confronto mostra la tensione tra il valore promozionale di ospitare un artista internazionale di primo piano e il rischio politico di offrire una piattaforma proprio a Ye. In questo senso, il dibattito è diventato parte dell’evento prima ancora che il primo concerto abbia luogo.
Le critiche riguardano soprattutto la serie di dichiarazioni e comportamenti antisemiti e filonazisti associati al rapper. Le ricostruzioni citano le sue lodi ad Adolf Hitler, la canzone «Heil Hitler» e la vendita di merchandising con la svastica sul suo sito.
Le polemiche avevano già compromesso il suo calendario del 2026. In Polonia, un’esibizione programmata è stata cancellata dopo le pressioni del governo e la condanna delle dichiarazioni antisemite, razziste e filonaziste dell’artista. Nel Regno Unito, le autorità gli hanno impedito di entrare nel Paese, contribuendo alla cancellazione del festival Wireless di Londra.
Anche altre date europee sono state cancellate, rinviate o abbandonate tra le proteste per le sue dichiarazioni e il suo comportamento. I resoconti non descrivono nello stesso modo le decisioni dei singoli Paesi, ma il quadro generale è chiaro: gli appuntamenti russi arrivano dopo una difficile tournée europea, segnata dall’opposizione di governi e organizzatori.
Se i concerti si terranno, Ye sarà una delle più importanti star occidentali della musica a esibirsi in Russia dall’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte di Mosca nel 2022. È questo contesto a spiegare perché la notizia abbia attirato un’attenzione politica ben oltre l’industria musicale.
Per ora, il risultato non è un incontro confermato con Putin, ma un acceso spettacolo politico-mediatico. La forte domanda iniziale ha dato slancio commerciale ai promotori, mentre il passato di Ye ha offerto ai politici russi l’occasione di discutere se la sua presenza debba essere accolta, subordinata a precise condizioni o cancellata.
I fatti confermati restano limitati: sono stati annunciati due concerti alla Gazprom Arena per il 10 e l’11 ottobre, gli organizzatori hanno riferito vendite molto rapide e Peskov non ha confermato alcun incontro con Putin. I concerti sono ancora eventi futuri, non la prova di una relazione politica già avviata.