Turchia e Giappone puntano ad ampliare la cooperazione nei settori della difesa, degli investimenti, del commercio, dell'economia e della sicurezza. I due leader hanno sostenuto la necessità di garantire una navigazione libera e sicura nello Stretto di Hormuz, senza costi aggiuntivi come i diritti di transito.
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Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e la prima ministra giapponese Sanae Takaichi hanno utilizzato la loro telefonata, durata circa 20 minuti, per collegare il rafforzamento dei rapporti bilaterali alla risposta diplomatica alle tensioni in Medio Oriente. Tra i punti più specifici emersi figurano la posizione comune sullo Stretto di Hormuz, il riconoscimento giapponese del ruolo di mediazione turco e l'impegno ad ampliare la cooperazione economica e nella sicurezza.
Cooperazione bilaterale: Erdoğan ha ribadito l'intenzione della Turchia di sviluppare i rapporti con il Giappone in diversi ambiti, in particolare nell'industria della difesa, negli investimenti e nel commercio. L'intesa comprende anche una più ampia collaborazione economica e in materia di sicurezza.
Libera navigazione a Hormuz: i due leader hanno concordato sull'importanza di mantenere libero e sicuro il passaggio nello Stretto di Hormuz, una rotta strategica per il trasporto del petrolio, senza costi aggiuntivi come le tariffe di transito.
Crisi tra Iran e Stati Uniti: la telefonata si è svolta mentre restano incerte le trattative tra Washington e Teheran per porre fine ai combattimenti. Takaichi ha dichiarato che il Giappone apprezza molto gli sforzi della Turchia per favorire il dialogo tra le due parti e che continuerà a coordinarsi diplomaticamente con la comunità internazionale.
La posizione di Erdoğan: secondo il presidente turco, i negoziati e la diplomazia rappresentano l'unico percorso per risolvere il conflitto tra Iran e Stati Uniti e costruire una pace e una stabilità durature in Medio Oriente.
Energia e sicurezza marittima: i leader hanno inoltre affrontato i timori che l'escalation possa ripercuotersi sui mercati energetici globali e sulla sicurezza della navigazione.
Gaza e terremoto di Kumamoto: Erdoğan ha rinnovato il sostegno alla ricostruzione di Gaza e ha espresso nuovamente le proprie condoglianze per le vittime del terremoto di magnitudo 6,8 che ha colpito Kumamoto, in Giappone. Il bilancio delle vittime aveva raggiunto quota 35.
Il resoconto pubblicamente disponibile dell'agenzia Jiji conferma la durata approssimativa della telefonata, l'accordo sulla necessità di garantire la navigazione a Hormuz senza costi aggiuntivi, l'apprezzamento del Giappone per la mediazione turca e l'impegno generale a rafforzare la cooperazione economica e nella sicurezza.
I dettagli più ampi relativi alla ricostruzione di Gaza, al terremoto e agli effetti specifici sui mercati energetici e sulla sicurezza marittima compaiono nella copertura proveniente dalla parte turca, ma non sono descritti in modo indipendente nell'estratto Jiji disponibile. La loro corroborazione, quindi, resta limitata.
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Turchia e Giappone puntano ad ampliare la cooperazione nei settori della difesa, degli investimenti, del commercio, dell'economia e della sicurezza.
Turchia e Giappone puntano ad ampliare la cooperazione nei settori della difesa, degli investimenti, del commercio, dell'economia e della sicurezza. I due leader hanno sostenuto la necessità di garantire una navigazione libera e sicura nello Stretto di Hormuz, senza costi aggiuntivi come i diritti di transito.
Takaichi ha espresso apprezzamento per gli sforzi di mediazione della Turchia tra Washington e Teheran, mentre Erdoğan ha indicato nei negoziati e nella diplomazia l'unica via per una pace duratura in Medio Oriente.