Le due cifre non devono essere sommate automaticamente: si riferiscono a categorie geografiche e informative differenti, e le fonti disponibili non chiariscono quale eventuale sovrapposizione vi sia tra i dati.
Nell’area di Mosca sono stati segnalati incendi, interruzioni di corrente e danni a un magazzino o centro di distribuzione di Wildberries, uno dei principali operatori russi del commercio online. Il sito ha quindi una funzione apparentemente civile. Kiev e alcuni analisti lo considerano però parte di una rete logistica a duplice uso, capace di sostenere anche l’economia di guerra russa.
Gli impianti di Wildberries sono stati colpiti più volte durante la campagna ucraina. Secondo l’Institute for the Study of War, sulla base di informazioni del ministero della Difesa ucraino, dal luglio 2026 le forze ucraine avrebbero colpito sette dei dieci maggiori centri logistici dell’azienda.
La sequenza suggerisce un tentativo di ridurre la capacità di distribuzione e movimentazione delle merci, senza concentrarsi esclusivamente sulle basi militari convenzionali.
A Ufa, nella repubblica russa del Baškortostan, le autorità regionali hanno riferito che i droni hanno raggiunto strutture industriali. Secondo le informazioni citate da Meduza, un drone è caduto in una zona industriale provocando un incendio, mentre un altro avrebbe danneggiato un edificio residenziale e ferito una persona.
Le autorità hanno inoltre dichiarato che un’unità di una raffineria, già sottoposta a lavori di riparazione, ha preso fuoco. L’agenzia statale russa TASS ha confermato la notizia dell’incendio e ha riportato la rivendicazione del ministero della Difesa sui 453 droni intercettati.
Le fonti confermano che si è verificato un incendio, ma non permettono di stabilire in modo indipendente l’entità della perdita operativa della raffineria né la durata dell’eventuale interruzione.
Anche a Dzeržinsk, nella regione di Nižnij Novgorod, sono stati segnalati fumo e attività di droni. Analisi basate su fonti open source hanno indicato come possibile obiettivo lo stabilimento di esplosivi Sverdlov, sulla base della posizione del fumo e dei video disponibili.
L’impianto è associato al settore militare-industriale russo. I danni esatti provocati dall’episodio del 19 agosto non sono però stati confermati in modo indipendente. È stato inoltre segnalato il danneggiamento di un edificio residenziale nelle vicinanze.
Non esiste un bilancio complessivo affidabile delle vittime dell’ondata di droni del 18-19 agosto. Gli attacchi precedenti della stessa escalation di metà agosto erano stati collegati, secondo le autorità russe, alla morte di almeno sei persone; quei decessi non devono però essere attribuiti direttamente agli attacchi del 18-19 agosto.
Nello stesso periodo, attacchi russi contro la regione ucraina di Kharkiv hanno ucciso dieci persone il 18 agosto, secondo quanto riferito da funzionari citati da Al Jazeera. I due episodi mostrano come l’escalation sia diventata uno scambio di attacchi a lungo raggio, con la popolazione civile esposta su entrambi i lati.
Gli allarmi per i droni hanno inoltre provocato restrizioni temporanee al traffico aereo nell’area di Mosca durante diverse ondate della campagna. Le fonti disponibili, tuttavia, non stabiliscono il numero preciso di cancellazioni o ritardi attribuibili proprio agli attacchi del 18-19 agosto. In precedenti offensive di grandi dimensioni erano stati segnalati blocchi temporanei e disagi negli aeroporti della capitale.
La strategia ucraina dei droni a lungo raggio sembra puntare a imporre costi cumulativi su più componenti del sistema bellico russo:
La portata geografica è ormai un elemento centrale della campagna. Precedenti ricostruzioni hanno descritto attacchi ucraini contro raffinerie, fabbriche militari, hub logistici e altri obiettivi situati a centinaia di chilometri dal confine. Secondo l’AP, la raffineria di Ufa si trova a oltre 1.000 chilometri dall’Ucraina ed è un importante produttore di lubrificanti.
L’Ucraina colpisce da tempo le infrastrutture petrolifere russe con l’obiettivo di ridurre le entrate di Mosca, ostacolare le forniture di carburante e aumentare il costo del mantenimento dell’invasione. Le notizie hanno collegato gli attacchi a interruzioni nelle raffinerie e a carenze presso alcuni distributori.
Le stime sulla capacità di raffinazione persa, però, variano e cambiano rapidamente quando gli impianti riprendono o sospendono le attività. Per questo, sulla base dei soli resoconti del 18-19 agosto, non è possibile indicare una percentuale unica e consolidata per l’intero Paese.
Le cifre che parlano di riduzioni eccezionalmente elevate della capacità di raffinazione compaiono in dichiarazioni ucraine e in fonti secondarie, ma devono essere considerate stime, non fatti definitivamente accertati.
Mosca ha accusato il Regno Unito di sostenere o rendere possibile la campagna ucraina di attacchi in profondità, dopo le notizie secondo cui sarebbero stati utilizzati droni di produzione britannica contro obiettivi in Russia. Le autorità russe hanno minacciato conseguenze non meglio specificate.
Il governo britannico ha respinto le pressioni e ha ribadito che Londra continuerà a sostenere l’Ucraina.
Le informazioni disponibili non dimostrano che droni forniti dal Regno Unito siano stati impiegati in ogni attacco del 18-19 agosto, né provano un controllo operativo diretto britannico sulla campagna. La disputa riflette piuttosto il più ampio tentativo russo di presentare il sostegno militare occidentale a Kiev come un’escalation diretta del conflitto.
La logica attribuita a Kiev è chiara: colpire entrate petrolifere, produzione di armi, trasporti e sicurezza interna potrebbe ridurre il margine di manovra di Mosca e rendere più visibili in Russia i costi della guerra.
È un obiettivo strategico plausibile, ma non equivale alla prova che gli attacchi di agosto abbiano già modificato la posizione negoziale russa. Nell’immediato, il risultato è stato un ulteriore allargamento dello scambio di attacchi a lungo raggio: i droni ucraini hanno raggiunto obiettivi nel cuore della Russia, mentre i raid russi hanno continuato a uccidere civili e danneggiare infrastrutture in Ucraina.
L’operazione del 18-19 agosto rappresenta quindi un’escalation in termini di portata e pressione, ma il suo effetto politico dipenderà dal fatto che i costi economici, militari e di sicurezza interna diventino abbastanza pesanti da influenzare le decisioni del Cremlino.
Le due cifre non devono essere sommate automaticamente: si riferiscono a categorie geografiche e informative differenti, e le fonti disponibili non chiariscono quale eventuale sovrapposizione vi sia tra i dati.
Nell’area di Mosca sono stati segnalati incendi, interruzioni di corrente e danni a un magazzino o centro di distribuzione di Wildberries, uno dei principali operatori russi del commercio online. Il sito ha quindi una funzione apparentemente civile. Kiev e alcuni analisti lo considerano però parte di una rete logistica a duplice uso, capace di sostenere anche l’economia di guerra russa.
Gli impianti di Wildberries sono stati colpiti più volte durante la campagna ucraina. Secondo l’Institute for the Study of War, sulla base di informazioni del ministero della Difesa ucraino, dal luglio 2026 le forze ucraine avrebbero colpito sette dei dieci maggiori centri logistici dell’azienda.
La sequenza suggerisce un tentativo di ridurre la capacità di distribuzione e movimentazione delle merci, senza concentrarsi esclusivamente sulle basi militari convenzionali.
A Ufa, nella repubblica russa del Baškortostan, le autorità regionali hanno riferito che i droni hanno raggiunto strutture industriali. Secondo le informazioni citate da Meduza, un drone è caduto in una zona industriale provocando un incendio, mentre un altro avrebbe danneggiato un edificio residenziale e ferito una persona.
Le autorità hanno inoltre dichiarato che un’unità di una raffineria, già sottoposta a lavori di riparazione, ha preso fuoco. L’agenzia statale russa TASS ha confermato la notizia dell’incendio e ha riportato la rivendicazione del ministero della Difesa sui 453 droni intercettati.
Le fonti confermano che si è verificato un incendio, ma non permettono di stabilire in modo indipendente l’entità della perdita operativa della raffineria né la durata dell’eventuale interruzione.
Anche a Dzeržinsk, nella regione di Nižnij Novgorod, sono stati segnalati fumo e attività di droni. Analisi basate su fonti open source hanno indicato come possibile obiettivo lo stabilimento di esplosivi Sverdlov, sulla base della posizione del fumo e dei video disponibili.
L’impianto è associato al settore militare-industriale russo. I danni esatti provocati dall’episodio del 19 agosto non sono però stati confermati in modo indipendente. È stato inoltre segnalato il danneggiamento di un edificio residenziale nelle vicinanze.
Non esiste un bilancio complessivo affidabile delle vittime dell’ondata di droni del 18-19 agosto. Gli attacchi precedenti della stessa escalation di metà agosto erano stati collegati, secondo le autorità russe, alla morte di almeno sei persone; quei decessi non devono però essere attribuiti direttamente agli attacchi del 18-19 agosto.
Nello stesso periodo, attacchi russi contro la regione ucraina di Kharkiv hanno ucciso dieci persone il 18 agosto, secondo quanto riferito da funzionari citati da Al Jazeera. I due episodi mostrano come l’escalation sia diventata uno scambio di attacchi a lungo raggio, con la popolazione civile esposta su entrambi i lati.
Gli allarmi per i droni hanno inoltre provocato restrizioni temporanee al traffico aereo nell’area di Mosca durante diverse ondate della campagna. Le fonti disponibili, tuttavia, non stabiliscono il numero preciso di cancellazioni o ritardi attribuibili proprio agli attacchi del 18-19 agosto. In precedenti offensive di grandi dimensioni erano stati segnalati blocchi temporanei e disagi negli aeroporti della capitale.
La strategia ucraina dei droni a lungo raggio sembra puntare a imporre costi cumulativi su più componenti del sistema bellico russo:
La portata geografica è ormai un elemento centrale della campagna. Precedenti ricostruzioni hanno descritto attacchi ucraini contro raffinerie, fabbriche militari, hub logistici e altri obiettivi situati a centinaia di chilometri dal confine. Secondo l’AP, la raffineria di Ufa si trova a oltre 1.000 chilometri dall’Ucraina ed è un importante produttore di lubrificanti.
L’Ucraina colpisce da tempo le infrastrutture petrolifere russe con l’obiettivo di ridurre le entrate di Mosca, ostacolare le forniture di carburante e aumentare il costo del mantenimento dell’invasione. Le notizie hanno collegato gli attacchi a interruzioni nelle raffinerie e a carenze presso alcuni distributori.
Le stime sulla capacità di raffinazione persa, però, variano e cambiano rapidamente quando gli impianti riprendono o sospendono le attività. Per questo, sulla base dei soli resoconti del 18-19 agosto, non è possibile indicare una percentuale unica e consolidata per l’intero Paese.
Le cifre che parlano di riduzioni eccezionalmente elevate della capacità di raffinazione compaiono in dichiarazioni ucraine e in fonti secondarie, ma devono essere considerate stime, non fatti definitivamente accertati.
Mosca ha accusato il Regno Unito di sostenere o rendere possibile la campagna ucraina di attacchi in profondità, dopo le notizie secondo cui sarebbero stati utilizzati droni di produzione britannica contro obiettivi in Russia. Le autorità russe hanno minacciato conseguenze non meglio specificate.
Il governo britannico ha respinto le pressioni e ha ribadito che Londra continuerà a sostenere l’Ucraina.
Le informazioni disponibili non dimostrano che droni forniti dal Regno Unito siano stati impiegati in ogni attacco del 18-19 agosto, né provano un controllo operativo diretto britannico sulla campagna. La disputa riflette piuttosto il più ampio tentativo russo di presentare il sostegno militare occidentale a Kiev come un’escalation diretta del conflitto.
La logica attribuita a Kiev è chiara: colpire entrate petrolifere, produzione di armi, trasporti e sicurezza interna potrebbe ridurre il margine di manovra di Mosca e rendere più visibili in Russia i costi della guerra.
È un obiettivo strategico plausibile, ma non equivale alla prova che gli attacchi di agosto abbiano già modificato la posizione negoziale russa. Nell’immediato, il risultato è stato un ulteriore allargamento dello scambio di attacchi a lungo raggio: i droni ucraini hanno raggiunto obiettivi nel cuore della Russia, mentre i raid russi hanno continuato a uccidere civili e danneggiare infrastrutture in Ucraina.
L’operazione del 18-19 agosto rappresenta quindi un’escalation in termini di portata e pressione, ma il suo effetto politico dipenderà dal fatto che i costi economici, militari e di sicurezza interna diventino abbastanza pesanti da influenzare le decisioni del Cremlino.