Donald Trump ha rinviato fino alla fine di venerdì 21 agosto 2026 i dazi del 50% su circa 20 miliardi di dollari di prodotti canadesi, inizialmente previsti dalle 00:01 del 19 agosto. La pausa è arrivata dopo colloqui dell'ultimo minuto con il primo ministro Mark Carney.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What did President Donald Trump announce about pausing the planned 50% tariffs on approximately $20 billion in Canadian goods—including ceme. Article summary: Trump said he had paused the planned 50% duties for three days because, “subject to the finalization of documents,” the United States and Canada “have a DEAL.” The reprieve moved the effective deadline from just after mi. Topic tags: general, government, news, general web, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermar
Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato nella tarda serata del 18 agosto una sospensione di tre giorni dei dazi aggiuntivi del 50% su circa 20 miliardi di dollari di importazioni dal Canada. Le tariffe, che sarebbero dovute entrare in vigore alle 00:01 del 19 agosto, resteranno congelate fino alla fine di venerdì 21 agosto, ora della costa orientale degli Stati Uniti.
La decisione evita, almeno per il momento, l'impatto immediato dei nuovi dazi. Ma non equivale alla firma di un accordo definitivo: Trump ha parlato di un'intesa subordinata alla finalizzazione dei documenti, mentre il primo ministro canadese Mark Carney ha descritto i negoziati come caratterizzati da «progressi sostanziali», precisando che resta ancora del lavoro da completare.
Trump ha motivato la sospensione sostenendo che Stati Uniti e Canada «hanno un ACCORDO». Le tariffe avrebbero colpito un'ampia gamma di merci canadesi, tra cui cemento, bastoni da hockey, vino e liquori, mobili, alcuni capi d'abbigliamento, prodotti lattiero-caseari e altri materiali da costruzione. Il valore complessivo delle importazioni interessate è stimato in circa 20 miliardi di dollari.
I dazi sarebbero stati applicati come misure aggiuntive ai sensi della Section 338 del Tariff Act del 1930, una norma statunitense risalente alla Grande depressione. La Casa Bianca ha sostenuto che il provvedimento fosse una risposta al trattamento «discriminatorio» riservato dal Canada ai prodotti statunitensi, in particolare nei settori delle automobili, degli alcolici e dei latticini.
Trump ha fornito pochi dettagli sull'ipotizzato accordo, ma ha affermato che il lungo e controverso progetto dell'oleodotto Keystone XL «potrebbe risvegliarsi dalla tomba».
Il riferimento lascia intendere che una possibile ripresa del progetto possa avere un ruolo nel pacchetto in discussione. Tuttavia, non sono stati annunciati termini definitivi che colleghino formalmente il rilancio di Keystone XL alla sospensione dei dazi.
La pausa è arrivata dopo più di una settimana di negoziati intensi. Carney ha parlato con Trump lunedì e nuovamente nella tarda serata di martedì, mentre il ministro canadese per il Commercio Dominic LeBlanc e la principale negoziatrice Janice Charette hanno incontrato più volte il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Jamieson Greer. Poco prima della scadenza, LeBlanc e Charette hanno inoltre incontrato Greer e il segretario al Commercio statunitense Howard Lutnick.
Il ritmo serrato rifletteva l'incertezza dei colloqui. A metà agosto, esponenti canadesi avevano affermato che i due Paesi erano ancora lontani da un'intesa su alcuni punti della bozza, pur continuando a lavorare per colmare le distanze prima del 19 agosto.
Il settore automobilistico è rimasto uno dei principali punti irrisolti. I negoziatori avevano discusso una possibile riduzione dal 25% al 15% del dazio statunitense già applicato ai veicoli canadesi, dopo alcune deduzioni legate al contenuto dei mezzi. Il disaccordo riguardava però il metodo di calcolo di tali deduzioni.
Washington preferiva riconoscere il contenuto prodotto negli Stati Uniti, mentre il Canada chiedeva di considerare anche i componenti qualificati provenienti dall'intero Nord America.
Di conseguenza, il 15% era soltanto un'ipotesi negoziale, non una misura già concordata. Un'intesa definitiva dovrebbe chiarire la formula per le automobili, oltre alle altre questioni relative ai dazi e all'accesso ai mercati.
Le tariffe minacciate sono insolite anche per la base giuridica scelta: la Section 338 del Tariff Act del 1930 è un'autorità raramente utilizzata. La Casa Bianca ha sostenuto che consenta al presidente di imporre dazi aggiuntivi in risposta a pratiche discriminatorie contro il commercio statunitense. Secondo le ricostruzioni disponibili, si tratterebbe del primo uso noto di questa norma per imporre dazi contro un Paese straniero.
Un altro elemento rilevante è che le tariffe avrebbero colpito determinate merci canadesi anche quando queste avrebbero potuto beneficiare del trattamento preferenziale previsto dall'USMCA, l'accordo di libero scambio tra Stati Uniti, Messico e Canada.
La Camera di commercio degli Stati Uniti ha avvertito che dazi più elevati potrebbero danneggiare entrambe le economie, aumentare i costi per le famiglie americane e interrompere filiere produttive nordamericane fortemente integrate. Secondo l'organizzazione, un accordo che riducesse le barriere su acciaio, alluminio, legname e componenti automobilistici sarebbe vantaggioso per consumatori, imprese, agricoltori e lavoratori statunitensi.
La Camera ha inoltre collegato la stabilità del rapporto commerciale regolato dall'USMCA a 13 milioni di posti di lavoro americani sostenuti dagli scambi con Canada e Messico. La cifra indica i posti legati al più ampio sistema commerciale regionale: non significa che tutti quei posti di lavoro scomparirebbero automaticamente se i dazi entrassero in vigore.
La nuova scadenza va interpretata come una finestra per redigere i documenti e risolvere le questioni ancora aperte, non come la prova che la disputa commerciale sia già stata chiusa. Prima della fine della sospensione, i funzionari dovranno trasformare l'intesa preliminare in testi definitivi e affrontare soprattutto il dossier automobilistico.
In concreto, lo shock tariffario immediato è stato rinviato, ma la trattativa di fondo non è ancora conclusa. Finché i termini finali non saranno pubblicati e accettati da entrambi i governi, il presunto accordo tra Stati Uniti e Canada resterà provvisorio.
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Donald Trump ha rinviato fino alla fine di venerdì 21 agosto 2026 i dazi del 50% su circa 20 miliardi di dollari di prodotti canadesi, inizialmente previsti dalle 00:01 del 19 agosto.
Donald Trump ha rinviato fino alla fine di venerdì 21 agosto 2026 i dazi del 50% su circa 20 miliardi di dollari di prodotti canadesi, inizialmente previsti dalle 00:01 del 19 agosto. La pausa è arrivata dopo colloqui dell'ultimo minuto con il primo ministro Mark Carney.
Trump ha anche evocato una possibile rinascita dell'oleodotto Keystone XL, senza chiarire se il progetto faccia formalmente parte del pacchetto commerciale in discussione.