La ricerca di Penn non era però un robot commerciale pronto per i consumatori. Il successivo lavoro del MIT sugli attuatori e sul Mini Cheetah contribuì a dimostrare come idee affini potessero essere integrate in un quadrupede più piccolo e altamente dinamico. Ben Katz, che lavorava nel Biomimetic Robotics Lab del MIT, ha dichiarato a Reuters che le dimensioni della serie Go di Unitree erano quasi identiche a quelle del Mini Cheetah, «al millimetro».
Il Go2 di Unitree, lanciato nel 2023 con un prezzo di partenza di 1.600 dollari, tasse e trasporto esclusi, si colloca quindi lungo una traiettoria tecnica riconoscibile. Questo non dimostra che un singolo articolo o un singolo laboratorio abbiano fornito il progetto completo del Go2. Dimostra però come la ricerca disponibile pubblicamente possa orientare l'ingegneria commerciale degli anni successivi.
La differenza decisiva non è stata soltanto il design meccanico. È stata la capacità di produrre, prezzare, distribuire e migliorare con continuità un robot destinato a un pubblico molto più ampio.
Gavin Kenneally ha in seguito contribuito a portare sul mercato progressi statunitensi nel campo dei quadrupedi attraverso Ghost Robotics, i cui sistemi sono utilizzati da specifici clienti della difesa statunitense. È una prova del fatto che la ricerca americana è arrivata anche a un'azienda commerciale. Reuters ha però contrapposto il mercato relativamente limitato e costoso di Ghost alla strategia di Unitree, orientata a volumi elevati e prezzi più bassi.
Secondo Reuters, lo slancio di Unitree è stato favorito dal più ampio ambiente manifatturiero cinese: una rete fitta di fornitori di componenti, sussidi, accesso alla capacità produttiva e disponibilità a sopportare perdite durante la fase di espansione. Queste condizioni possono accorciare il percorso che porta da un risultato di laboratorio pubblicato a un prodotto realmente acquistabile.
La distinzione è fondamentale. La ricerca aperta può diffondere un'idea, ma non crea automaticamente fabbriche, fornitori affidabili, competenze produttive, capitale circolante o una base di clienti. Il successo di Unitree è dunque una storia di industrializzazione tanto quanto di robotica.
Le informazioni disponibili permettono di identificare Wang Xingxing come fondatore e figura di controllo di Unitree. Non dimostrano però che una sua specifica ricerca accademica sia stata la fonte diretta del design del Go2.
È più corretto descrivere Unitree come un'azienda costruita su una traiettoria internazionale e ampiamente pubblicata, piuttosto che attribuire il prodotto a un solo fondatore, articolo o laboratorio.
Reuters ha inoltre riferito che Wang e un'entità da lui controllata avrebbero dovuto detenere il 31,29% delle azioni di Unitree e il 65,31% dei diritti di voto dopo la quotazione, attraverso una struttura societaria a doppia classe. Questi dati spiegano la sua influenza sulla società, ma non dimostrano uno specifico percorso di trasferimento tecnologico.
Reuters ha riferito che Unitree aveva venduto più di 5.500 robot umanoidi e 18.000 quadrupedi nell'anno precedente, raggiungendo una valutazione di circa 9 miliardi di dollari prima dello sbarco sul mercato di Shanghai.
Sono numeri che indicano un forte slancio commerciale, ma non equivalgono alla prova che gli umanoidi dell'azienda abbiano raggiunto un'autonomia generale o «sovrumana».
La lezione più ampia non è che gli Stati Uniti abbiano fallito nell'inventare la tecnologia rilevante. I ricercatori di Penn e MIT hanno prodotto progressi importanti e il lavoro di base è stato pubblicato apertamente. Il punto debole è stato il divario tra invenzione e scala: il sistema statunitense ha faticato a combinare la ricerca con capitale sufficiente, capacità produttiva, manodopera specializzata, domanda interna e filiere abbastanza profonde da creare prodotti altrettanto accessibili.
Le dimostrazioni dell'umanoide «Superman» di Unitree vanno quindi considerate dichiarazioni dell'azienda e dimostrazioni tecnologiche, almeno finché benchmark indipendenti non stabiliranno con precisione che cosa i sistemi siano in grado di fare. Volumi di vendita, valutazione elevata e video spettacolari mostrano una forte trazione sul mercato; da soli non dimostrano un'autonomia generalizzata.
Reuters ha riferito che il Pentagono ha inserito Unitree nella lista delle aziende cinesi legate all'apparato militare e che la designazione non costituisce di per sé una sanzione, anche se può limitare il futuro impiego militare statunitense della tecnologia dell'azienda. Unitree sostiene che i suoi robot siano prodotti civili.
Reuters ha inoltre riferito che la Federal Communications Commission, l'autorità statunitense per le comunicazioni, ha vietato le importazioni future di modelli umanoidi e quadrupedi prodotti all'estero, compresi quelli di Unitree, mentre la Cina ha minacciato ritorsioni.
Misure di questo tipo possono ridurre l'esposizione del governo statunitense, affrontare preoccupazioni sulle filiere e sulla sicurezza e limitare l'accesso al mercato americano. Non possono però ricreare le reti di fornitori, il know-how manifatturiero, la scala produttiva o la struttura dei costi che hanno aiutato Unitree a crescere. Né impediscono all'azienda di servire clienti in Cina e in altri mercati.
La conclusione politica è quindi più circoscritta, e più pratica, dell'idea che la ricerca aperta abbia provocato da sola un fallimento di sicurezza. Se gli Stati Uniti vogliono che la ricerca robotica finanziata con fondi pubblici generi aziende capaci di competere su scala, le restrizioni difensive devono essere affiancate da finanziamenti alla commercializzazione, investimenti nella manifattura, commesse pubbliche e politiche per le filiere.
Bloccare un concorrente può ridurre l'esposizione. Non costruisce però la base industriale necessaria per competere.