Origin Quantum e i ricercatori dell’USTC hanno implementato una rete neurale a grafo potenziata dal calcolo quantistico sul computer superconduttivo Origin Wukong. Nei benchmark comunicati, l’accuratezza dello screening di antivirali contro l’HIV è passata dal 73% al 97%, mentre la previsione di farmaci per l’Alzheimer è salita dal 64% al 70%.
Sono risultati incoraggianti per lo screening computazionale delle molecole, ma vanno interpretati con prudenza. Non dimostrano che un computer quantistico abbia prodotto un farmaco clinicamente validato: la ricerca di laboratorio, i test di sicurezza e gli studi clinici restano indispensabili prima di qualsiasi uso medico.
Tra i diversi rami della tecnologia quantistica, le comunicazioni sono quello che ha compiuto il percorso più lungo verso l’uso commerciale. La Cina ha realizzato una rete nazionale di comunicazione quantistica di livello carrier, o “carrier-grade”, lunga oltre 10.000 chilometri. L’obiettivo è superare le reti costruite soprattutto per verificare la tecnologia e arrivare a un’infrastruttura operativa, affidabile e gestibile su scala nazionale.
Reti metropolitane di comunicazione quantistica sono state installate in più di 40 città cinesi. China Telecom Quantum Group offre inoltre chiamate protette con distribuzione quantistica delle chiavi, nota con l’acronimo QKD, a utenti privati e organizzazioni: i numeri comunicati superano i 7 milioni di utenti e i 5.000 clienti istituzionali.
La precisazione è importante: la QKD protegge lo scambio delle chiavi crittografiche, ma non rende automaticamente sicura ogni componente di una rete o di un dispositivo. La sicurezza complessiva dipende anche dal software, dagli apparati, dalla gestione delle chiavi e dalle altre difese adottate.
Un altro percorso verso il mercato passa dai sensori, che possono arrivare all’impiego pratico prima dei computer quantistici generalisti. CIQTEK sta sviluppando un sistema di magnetocardiografia basato su magnetometri quantistici a spin, destinato a screening cardiovascolari rapidi e non invasivi.
Il caso mostra perché i sensori possano maturare più velocemente: devono risolvere problemi di misurazione molto specifici e non richiedono necessariamente processori quantistici di grandi dimensioni con correzione degli errori su vasta scala.
A Hefei, il centro di calcolo ibrido combina un supercomputer ad alte prestazioni con due computer quantistici superconduttivi e una macchina a ioni intrappolati. Questa architettura riflette la divisione dei compiti più plausibile nel breve periodo.
I sistemi classici continuano a gestire la preparazione dei dati, il controllo, la mitigazione degli errori, l’ottimizzazione e la maggior parte dell’elaborazione. Il processore quantistico viene utilizzato come acceleratore specializzato per determinati sotto-problemi. Poiché i computer quantistici pienamente tolleranti agli errori restano ancora lontani, l’idea di sostituire a breve i supercomputer classici non è credibile.
Il valore, quindi, non sta nel mandare in pensione l’informatica tradizionale, ma nel capire dove una componente quantistica possa migliorare l’intero flusso di lavoro.
La città di Hefei ha costruito un ecosistema di oltre 100 aziende attive nella filiera quantistica, collegando università, laboratori nazionali, produttori di hardware, operatori telecom e utilizzatori finali. La concentrazione geografica facilita il passaggio dalla ricerca all’ingegnerizzazione e consente alle imprese di testare prodotti insieme a potenziali clienti.
La provincia di Anhui starebbe inoltre organizzando sperimentazioni in centinaia di scenari reali e pianificando un fondo quantistico da 10 miliardi di yuan. Un sostegno di questo tipo riduce i costi e i rischi dei progetti pilota in una fase in cui il mercato di massa non è ancora maturo.
Analisi indipendenti descrivono le comunicazioni quantistiche commerciali cinesi come più avanzate rispetto ai comparti del calcolo e del sensing, sottolineando al tempo stesso il forte legame del settore con i finanziamenti e gli obiettivi statali.
Le aziende cinesi stanno iniziando a esportare hardware e competenze, non soltanto pubblicazioni scientifiche. Origin Quantum ha perseguito vendite all’estero, mentre il progetto thailandese per il primo computer quantistico a ioni intrappolati del Paese segnala una domanda internazionale di installazione, formazione, accesso al cloud e sviluppo di applicazioni locali.
L’espansione resta tuttavia condizionata dai controlli sulle esportazioni e dalle tensioni geopolitiche, che possono limitare sia i mercati accessibili sia le catene di approvvigionamento.
Il criterio commerciale sta dunque cambiando. La domanda non è più soltanto: “Il dispositivo riesce a dimostrare un fenomeno quantistico?”. Diventa piuttosto: “Migliora una previsione, riduce lo spreco di energia, aiuta a selezionare candidati farmacologici, protegge un servizio, accelera uno screening medico o genera un’offerta sostenibile per un cliente?”.
Le prove più solide riguardano oggi comunicazioni e sensori. Nel calcolo quantistico, i risultati sono reali ma specifici per singole applicazioni, ottenuti in sistemi ibridi e da valutare attraverso confronti rigorosi con modelli classici competitivi. La transizione cinese dal laboratorio al mercato è quindi iniziata, ma procede a velocità diverse: non come una sostituzione improvvisa dell’informatica tradizionale, bensì come l’inserimento graduale del quantistico in problemi dove può dimostrare un vantaggio concreto.