Le due parti si trovano quindi senza una procedura condivisa per gestire le violazioni o impedire che gli incidenti degenerino. Le proposte emerse nelle settimane precedenti mostrano inoltre quanto siano lontane le rispettive posizioni: Teheran puntava a mantenere il controllo, o comunque un'influenza, su alcune rotte; Washington ha respinto qualsiasi sistema basato su autorizzazioni, pedaggi o altri ostacoli alla navigazione.
Anche il ruolo dell'Oman è diventato particolarmente delicato. Teheran ha discusso con Mascate possibili accordi temporanei per la navigazione, mentre Trump ha minacciato l'Oman nel caso in cui ostacolasse le iniziative statunitensi sullo Stretto. Anche senza un'immediata azione militare, la minaccia rischia di indebolire uno dei pochi canali regionali che potrebbero mantenere aperto il dialogo.
Le conseguenze per la navigazione erano già evidenti prima della scadenza. La United Kingdom Maritime Trade Operations, l'agenzia britannica che monitora la sicurezza del traffico marittimo, ha riferito che una nave da carico è stata colpita da un proiettile non identificato mentre lasciava lo Stretto. L'attacco ha danneggiato la sala macchine e ferito un membro dell'equipaggio.
Anche il traffico è crollato. Secondo i dati Kpler citati nelle ricostruzioni, in un sabato recente soltanto cinque navi hanno attraversato Hormuz, contro le 31 del fine settimana precedente. Si tratta di una grave interruzione operativa, anche se le prove disponibili non dimostrano che il passaggio sia stato formalmente e completamente chiuso.
Per armatori e operatori logistici, il problema immediato è l'incertezza. Le navi possono dover affrontare attacchi, intercettazioni, ritardi, deviazioni o attese in cerca di garanzie di sicurezza. Assicuratori e commercianti devono inoltre mettere in conto premi più elevati per il rischio di guerra e la possibilità che una restrizione temporanea si trasformi in un'interruzione prolungata.
I prezzi del greggio hanno reagito alla combinazione di attacchi alle petroliere, stallo diplomatico e limitazioni al traffico nello Stretto. I futures sul Brent hanno chiuso a 88,52 dollari al barile il 14 agosto; nei giorni successivi, i resoconti di mercato hanno indicato quotazioni intorno o superiori agli 89 dollari, mentre aumentavano i timori per un blocco e per nuovi problemi alla navigazione.
Secondo Reuters, il 18 agosto i mercati petroliferi si comportavano sempre più come se le interruzioni delle forniture dal Medio Oriente potessero diventare una nuova realtà, anziché uno shock di breve durata. È un passaggio importante: l'impatto sui prezzi dipende meno dalla data di scadenza della tregua che dalla possibilità per le navi di tornare a transitare in sicurezza e con regolarità.
Un'interruzione prolungata potrebbe aumentare i costi di carburante, trasporto e assicurazione, con effetti a cascata sui settori ad alta intensità energetica, sulla petrolchimica e sulle economie dipendenti dalle importazioni di energia. L'effetto finale su inflazione e crescita resta però incerto: dipenderà dalla durata dello stallo, dalle scorte disponibili, dalle rotte alternative e dalla capacità di ripristinare il traffico commerciale.
La crisi ormai coinvolge più direttamente di prima l'intera regione. Gli Stati del Golfo sono sottoposti a pressioni, la mediazione dell'Oman è in bilico e navi commerciali di diversi Paesi sono esposte a incidenti in uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo. Un attacco a una nave, un'intercettazione navale, un tentativo di blocco o un'azione condotta da gruppi alleati nella regione potrebbe innescare un nuovo ciclo di escalation.
Nel breve periodo, lo scenario più probabile è quindi una persistente volatilità, non una soluzione stabile. Un accordo credibile sull'accesso marittimo potrebbe riaprire la strada ai negoziati, ma richiederebbe a entrambe le parti di accettare regole applicabili e verificabili per il passaggio e di ricostruire un canale politico. Fino ad allora, la fine della tregua lascia la diplomazia più debole, la navigazione meno prevedibile e i mercati dell'energia più sensibili a ogni incidente intorno a Hormuz.