Alcuni report sostengono che i costi di DRAM e NAND siano aumentati drasticamente, forse fino a circa quattro volte rispetto ai livelli di inizio 2025, rendendo difficile dal punto di vista economico produrre il modello Ultra previsto. Si tratta però di cifre provenienti da indiscrezioni e report di settore, non da un annuncio ufficiale di Xiaomi: vanno quindi interpretate con cautela.
Il problema industriale è semplice da capire. Un telefono top di gamma combina normalmente molta memoria con fotocamere, display, processori e altri componenti costosi. Se il costo della memoria cresce più rapidamente del prezzo che il mercato è disposto a pagare, il modello con la configurazione più ricca può diventare anche quello meno interessante per i margini.
Diverse indiscrezioni riferiscono che Xiaomi avrebbe abbandonato lo Xiaomi 18 Ultra, affidando al 18 Pro Max il ruolo di modello più avanzato della gamma. Altri leak continuano invece a parlare di una famiglia composta da quattro smartphone o di un lancio Ultra posticipato: la roadmap, dunque, resta incerta.
Nelle fonti disponibili non c’è una conferma ufficiale dell’azienda sulla cancellazione del 18 Ultra. La lettura più prudente è quindi che si tratti di informazioni provenienti da leak e dalla filiera produttiva, non di un cambiamento di strategia annunciato da Xiaomi.
Se la cancellazione fosse confermata, sarebbe coerente con una forma mirata di controllo dei costi. Xiaomi potrebbe voler evitare un’ammiraglia particolarmente esigente in termini di memoria, il cui costo dei componenti sarebbe difficile da conciliare con i prezzi di mercato. Questo, però, non equivarrebbe necessariamente a un ritiro dal segmento premium: mantenere il Pro Max consentirebbe al gruppo di presidiare la fascia alta riducendo il rischio associato a un livello Ultra ancora più costoso.
Il bilancio potrebbe chiarire se la vicenda dell’Ultra è una decisione isolata o il primo passo di una revisione più ampia. Gli investitori dovrebbero cercare:
Una roadmap premium invariata e margini resilienti sosterrebbero l’interpretazione di una battuta d’arresto temporanea. Una serie di riduzioni dei prodotti accompagnata da una guidance più debole sui margini suggerirebbe invece che l’inflazione dei componenti sta influenzando la strategia smartphone nel suo complesso.
L’espansione automobilistica di Xiaomi è l’altra metà della storia. Nel primo trimestre del 2026 l’azienda ha consegnato 80.856 veicoli, mentre il segmento delle auto elettriche intelligenti e delle altre nuove iniziative ha registrato una perdita operativa di 3,1 miliardi di yuan.
La perdita non dimostra che la strategia EV sia fallita. Un nuovo business automobilistico sostiene normalmente costi elevati per produzione, rete commerciale, ricerca, marketing e lancio dei modelli. Mostra però perché gli investitori non si accontenteranno della sola crescita delle consegne: serviranno prove di un miglioramento dell’economia del business all’aumentare dei volumi.
Dividendo in modo puramente indicativo la perdita trimestrale dichiarata per il numero di consegne del primo trimestre si ottiene una perdita operativa di circa 38.000 yuan per veicolo. È un rapporto approssimativo, non una misura del margine industriale di ogni automobile. Il segmento comprende costi che vanno oltre la produzione delle singole vetture e un singolo trimestre può essere influenzato dal passaggio da un modello all’altro, dall’utilizzo degli impianti e dalle spese di lancio.
Le domande più utili saranno quindi se il margine lordo delle auto elettriche sta migliorando, se i costi fissi vengono distribuiti su un numero maggiore di veicoli e se i nuovi modelli possono aumentare le vendite senza far crescere le perdite nella stessa proporzione.
Xiaomi ha presentato SkyNomad come una serie di veicoli rivolta alle famiglie numerose e a chi cerca SUV adatti a uno stile di vita più orientato allo spazio e ai viaggi. I primi modelli sono descritti come SUV ad autonomia estesa, un ingresso in un altro segmento del mercato automobilistico cinese, particolarmente competitivo.
Il lancio può ampliare il mercato potenziale di Xiaomi oltre la clientela già interessata a SU7 e YU7. Allo stesso tempo, aggiunge complessità operativa: il gruppo dovrà gestire produzione, prezzi, marketing, scorte e accettazione da parte dei clienti mentre il business EV sta ancora sostenendo perdite operative significative.
Per questo l’importanza di SkyNomad non dipenderà soltanto dall’accoglienza iniziale. Gli investitori vorranno capire se la nuova serie può migliorare il mix di prodotto e l’utilizzo degli impianti, oppure se nel breve periodo aggiungerà soprattutto costi prima di raggiungere una scala significativa.
Le informazioni disponibili suggeriscono una conclusione prudente. La presunta cancellazione del 18 Ultra potrebbe essere una risposta razionale all’economia dei componenti, ma da sola non basta a dimostrare una riduzione generalizzata delle ambizioni di Xiaomi nel segmento delle ammiraglie.
Sono circolate anche indiscrezioni su un possibile Xiaomi 19 Ultra, ma né l’esistenza né le tempistiche del prodotto sono confermate. Le indicazioni più affidabili arriveranno dagli annunci ufficiali e dai commenti di Xiaomi su approvvigionamento della memoria, prezzi, margini e domanda premium, non dai calendari di lancio basati sui leak.
Un bilancio costruttivo mostrerebbe che Xiaomi riesce a compensare l’aumento dei costi dei componenti attraverso acquisti, prezzi, mix di prodotto o maggiore efficienza operativa. Dovrebbe inoltre indicare un miglioramento dell’economia delle auto elettriche e offrire una guidance credibile sulla crescita delle consegne e della produzione dei nuovi modelli.
Un risultato più debole evidenzierebbe invece un’ulteriore brusca contrazione della redditività, perdite persistenti nel comparto EV senza un percorso più chiaro verso la scala oppure segnali che l’inflazione della memoria sta imponendo compromessi più ampi alla gamma smartphone.
Il verdetto immediato, quindi, non riguarderà soltanto la sopravvivenza di un singolo modello di punta. Riguarderà la capacità di Xiaomi di difendere il business degli smartphone, che genera liquidità, mentre costruisce un’attività automobilistica non ancora arrivata a una redditività stabile.
Alcuni report sostengono che i costi di DRAM e NAND siano aumentati drasticamente, forse fino a circa quattro volte rispetto ai livelli di inizio 2025, rendendo difficile dal punto di vista economico produrre il modello Ultra previsto. Si tratta però di cifre provenienti da indiscrezioni e report di settore, non da un annuncio ufficiale di Xiaomi: vanno quindi interpretate con cautela.
Il problema industriale è semplice da capire. Un telefono top di gamma combina normalmente molta memoria con fotocamere, display, processori e altri componenti costosi. Se il costo della memoria cresce più rapidamente del prezzo che il mercato è disposto a pagare, il modello con la configurazione più ricca può diventare anche quello meno interessante per i margini.
Diverse indiscrezioni riferiscono che Xiaomi avrebbe abbandonato lo Xiaomi 18 Ultra, affidando al 18 Pro Max il ruolo di modello più avanzato della gamma. Altri leak continuano invece a parlare di una famiglia composta da quattro smartphone o di un lancio Ultra posticipato: la roadmap, dunque, resta incerta.
Nelle fonti disponibili non c’è una conferma ufficiale dell’azienda sulla cancellazione del 18 Ultra. La lettura più prudente è quindi che si tratti di informazioni provenienti da leak e dalla filiera produttiva, non di un cambiamento di strategia annunciato da Xiaomi.
Se la cancellazione fosse confermata, sarebbe coerente con una forma mirata di controllo dei costi. Xiaomi potrebbe voler evitare un’ammiraglia particolarmente esigente in termini di memoria, il cui costo dei componenti sarebbe difficile da conciliare con i prezzi di mercato. Questo, però, non equivarrebbe necessariamente a un ritiro dal segmento premium: mantenere il Pro Max consentirebbe al gruppo di presidiare la fascia alta riducendo il rischio associato a un livello Ultra ancora più costoso.
Il bilancio potrebbe chiarire se la vicenda dell’Ultra è una decisione isolata o il primo passo di una revisione più ampia. Gli investitori dovrebbero cercare:
Una roadmap premium invariata e margini resilienti sosterrebbero l’interpretazione di una battuta d’arresto temporanea. Una serie di riduzioni dei prodotti accompagnata da una guidance più debole sui margini suggerirebbe invece che l’inflazione dei componenti sta influenzando la strategia smartphone nel suo complesso.
L’espansione automobilistica di Xiaomi è l’altra metà della storia. Nel primo trimestre del 2026 l’azienda ha consegnato 80.856 veicoli, mentre il segmento delle auto elettriche intelligenti e delle altre nuove iniziative ha registrato una perdita operativa di 3,1 miliardi di yuan.
La perdita non dimostra che la strategia EV sia fallita. Un nuovo business automobilistico sostiene normalmente costi elevati per produzione, rete commerciale, ricerca, marketing e lancio dei modelli. Mostra però perché gli investitori non si accontenteranno della sola crescita delle consegne: serviranno prove di un miglioramento dell’economia del business all’aumentare dei volumi.
Dividendo in modo puramente indicativo la perdita trimestrale dichiarata per il numero di consegne del primo trimestre si ottiene una perdita operativa di circa 38.000 yuan per veicolo. È un rapporto approssimativo, non una misura del margine industriale di ogni automobile. Il segmento comprende costi che vanno oltre la produzione delle singole vetture e un singolo trimestre può essere influenzato dal passaggio da un modello all’altro, dall’utilizzo degli impianti e dalle spese di lancio.
Le domande più utili saranno quindi se il margine lordo delle auto elettriche sta migliorando, se i costi fissi vengono distribuiti su un numero maggiore di veicoli e se i nuovi modelli possono aumentare le vendite senza far crescere le perdite nella stessa proporzione.
Xiaomi ha presentato SkyNomad come una serie di veicoli rivolta alle famiglie numerose e a chi cerca SUV adatti a uno stile di vita più orientato allo spazio e ai viaggi. I primi modelli sono descritti come SUV ad autonomia estesa, un ingresso in un altro segmento del mercato automobilistico cinese, particolarmente competitivo.
Il lancio può ampliare il mercato potenziale di Xiaomi oltre la clientela già interessata a SU7 e YU7. Allo stesso tempo, aggiunge complessità operativa: il gruppo dovrà gestire produzione, prezzi, marketing, scorte e accettazione da parte dei clienti mentre il business EV sta ancora sostenendo perdite operative significative.
Per questo l’importanza di SkyNomad non dipenderà soltanto dall’accoglienza iniziale. Gli investitori vorranno capire se la nuova serie può migliorare il mix di prodotto e l’utilizzo degli impianti, oppure se nel breve periodo aggiungerà soprattutto costi prima di raggiungere una scala significativa.
Le informazioni disponibili suggeriscono una conclusione prudente. La presunta cancellazione del 18 Ultra potrebbe essere una risposta razionale all’economia dei componenti, ma da sola non basta a dimostrare una riduzione generalizzata delle ambizioni di Xiaomi nel segmento delle ammiraglie.
Sono circolate anche indiscrezioni su un possibile Xiaomi 19 Ultra, ma né l’esistenza né le tempistiche del prodotto sono confermate. Le indicazioni più affidabili arriveranno dagli annunci ufficiali e dai commenti di Xiaomi su approvvigionamento della memoria, prezzi, margini e domanda premium, non dai calendari di lancio basati sui leak.
Un bilancio costruttivo mostrerebbe che Xiaomi riesce a compensare l’aumento dei costi dei componenti attraverso acquisti, prezzi, mix di prodotto o maggiore efficienza operativa. Dovrebbe inoltre indicare un miglioramento dell’economia delle auto elettriche e offrire una guidance credibile sulla crescita delle consegne e della produzione dei nuovi modelli.
Un risultato più debole evidenzierebbe invece un’ulteriore brusca contrazione della redditività, perdite persistenti nel comparto EV senza un percorso più chiaro verso la scala oppure segnali che l’inflazione della memoria sta imponendo compromessi più ampi alla gamma smartphone.
Il verdetto immediato, quindi, non riguarderà soltanto la sopravvivenza di un singolo modello di punta. Riguarderà la capacità di Xiaomi di difendere il business degli smartphone, che genera liquidità, mentre costruisce un’attività automobilistica non ancora arrivata a una redditività stabile.