Successivamente il velivolo è entrato nello spazio aereo romeno. Un F/A-18 Hornet dell’Aeronautica spagnola, già in volo per una missione di sorveglianza aerea nell’ambito della NATO, lo ha intercettato e abbattuto nel sud-est della Romania.
La Moldavia ha già utilizzato i canali diplomatici in occasione di precedenti violazioni. Tuttavia, il ragionamento attribuito a Sandu è pragmatico: richiamare o espellere l’ambasciatore russo e inviare un’ulteriore nota di protesta può esprimere condanna politica, ma non può fermare fisicamente i lanci né modificare il comportamento operativo di Mosca.
Nella prospettiva della presidente, la misura più importante per ridurre il rischio alla fonte è aumentare la capacità dell’Ucraina di individuare e neutralizzare gli attacchi russi. A questo si aggiungono il rafforzamento delle difese europee e una maggiore cooperazione regionale.
Gli episodi moldavi si inseriscono in una sequenza più ampia di violazioni dello spazio aereo segnalate in Romania e Polonia. Il Consiglio Nord Atlantico ha discusso gli incidenti e gli Alleati hanno ribadito che la Russia è responsabile delle violazioni, definite pericolose e inaccettabili.
Per i Paesi NATO, il punto non è soltanto stabilire se ogni singolo drone abbia deviato per errore. Anche uno sconfinamento non intenzionale può mettere a rischio la popolazione, gli aeroporti e le infrastrutture, oltre a costringere le difese aeree a reagire in tempi rapidi.
L’allarme europeo è stato alimentato anche dal ritrovamento, all’aeroporto di Lipsia/Halle, di un drone con un dispositivo esplosivo vicino ad aerei cargo ucraini. Le autorità tedesche hanno avviato un’indagine antiterrorismo; il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha parlato di un attacco ibrido e di un «nuovo livello di pericolo».
Al momento delle prime dichiarazioni, però, non era stata resa pubblica una prova definitiva che collegasse direttamente l’episodio alla Russia. Un eventuale coinvolgimento russo restava quindi un’ipotesi investigativa, non un fatto dimostrato.
Il messaggio più ampio della presidente moldava è strategico: la sicurezza della Moldavia non può essere separata dall’esito della guerra in Ucraina. Secondo Sandu, sostenere politicamente e militarmente Kyiv, aiutarla a fermare gli attacchi russi e rafforzare le capacità difensive europee sarebbe più efficace di una risposta limitata alle proteste diplomatiche dopo ogni nuova violazione.
In questa lettura, i droni che attraversano la Moldavia, la Romania o la Polonia non rappresentano episodi isolati, ma segnali di una pressione che coinvolge l’intera regione e mette alla prova la capacità di risposta dei Paesi europei e della NATO.