Il 16 agosto la Cina ha collocato con successo in orbita il 24° gruppo di satelliti internet a bassa quota a bordo di un Long March 12, appena sei giorni dopo un grave fallimento del Long March 7A. Il 23° gruppo era stato lanciato il 4 agosto dallo stesso sito commerciale di Hainan, a bordo di un Long March 8A: la s...
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La Cina ha mantenuto il ritmo del suo programma per l’internet satellitare il 16 agosto, quando un razzo Long March-12 ha portato in orbita il 24° gruppo di satelliti a bassa quota da un sito commerciale di lancio nella provincia meridionale di Hainan. I satelliti hanno raggiunto con successo le orbite previste alle 12:10, ora di Pechino.
La tempistica è tutt’altro che secondaria. Sei giorni prima, un Long March-7A che trasportava il satellite per telecomunicazioni ChinaSat-4B aveva subito un’anomalia durante il volo, poco dopo il decollo da Hainan. Razzo e carico erano andati perduti e le cause dell’incidente risultavano ancora sotto esame.
Definire il lancio del 16 agosto una vera e propria “ripresa” dopo l’incidente del Long March-7A sarebbe però eccessivo.
La missione riuscita ha impiegato un Long March-12, cioè un vettore diverso dal Long March-7A. Il risultato dimostra che il programma di lancio cinese nel suo complesso poteva continuare a operare mentre gli investigatori analizzavano il precedente fallimento. Non dimostra invece che il problema alla base dell’anomalia del Long March-7A sia stato individuato o risolto.
La distinzione è importante quando si valuta l’affidabilità dei lanci. Un guasto in una famiglia di razzi non mette automaticamente a terra tutti gli altri vettori, soprattutto quando veicoli, profili di missione e preparativi sono separati. Il lancio del 16 agosto offre quindi soprattutto una prova di resilienza operativa e di separazione tra le diverse famiglie di vettori, non la conferma che il razzo coinvolto nell’incidente sia tornato in servizio.
Il segnale più significativo non è soltanto che un razzo abbia raggiunto l’orbita, ma che i lanci della costellazione stiano proseguendo a distanza ravvicinata. Il 4 agosto la Cina aveva inviato in orbita il 23° gruppo di satelliti internet a bassa quota dallo stesso sito commerciale di Hainan, usando un Long March-8A. Il 24° gruppo è arrivato 12 giorni dopo a bordo di un Long March-12.
La sequenza assomiglia più a una campagna organizzata di produzione e dispiegamento che a una serie di dimostrazioni isolate. Per una rete broadband in orbita terrestre bassa, la capacità di lanciare con continuità è quasi importante quanto le prestazioni di un singolo razzo: servono grandi quantità di satelliti da costruire, trasportare, mettere in orbita e integrare in una costellazione operativa.
La U.S. Space Force ha riferito che la Cina aveva completato 37 lanci orbitali entro giugno 2026, portando a 1.506 il totale dei carichi utili in orbita, e puntava a 140 lanci nell’intero anno. Secondo la stessa fonte, al 1° giugno erano inoltre presenti in orbita bassa 200 satelliti per le comunicazioni G60 e 168 satelliti SatNet. Questi numeri si riferiscono a date e categorie di conteggio diverse e non vanno quindi letti come un unico dato preciso sul numero di satelliti broadband cinesi. Illustrano però la scala e la direzione dell’espansione spaziale del Paese.
L’economia delle megacostellazioni dipende dalla possibilità di accedere all’orbita con maggiore frequenza e a costi inferiori. Lo sviluppo di ulteriori vettori fa parte di questo sforzo.
Il Long March-12B, un veicolo di lancio riutilizzabile, ha effettuato il suo volo inaugurale nel giugno 2026. La U.S. Space Force ha precisato che in quella missione non era previsto il recupero del primo stadio, pur sottolineando il lavoro cinese sulle tecnologie di riutilizzo. Le analisi sul ritmo dei lanci della Cina hanno inoltre evidenziato limiti ancora presenti nell’efficienza delle piattaforme e nella riutilizzabilità dei razzi rispetto al modello operativo ormai consolidato di SpaceX.
Il quadro che emerge è quello di un Paese che sta costruendo gli elementi necessari per aumentare il volume dei lanci, ma un dispiegamento riuscito non equivale alla parità con SpaceX in termini di riutilizzo o rapidità di rotazione. Queste capacità dovranno essere verificate attraverso voli ripetuti, tentativi di recupero e programmi operativi sempre più serrati.
Le reti satellitari cinesi in orbita bassa sono ampiamente considerate un’alternativa sovrana a Starlink e un tassello della più ampia competizione strategica nello spazio. Le costellazioni possono sostenere la connettività civile e i servizi commerciali, mentre grandi reti di comunicazione potrebbero contribuire anche a comunicazioni più resilienti e ad altre applicazioni legate alla sicurezza nazionale.
Per questo il ritmo dei lanci ha un peso strategico. Un Paese capace di dispiegare e rifornire grandi reti orbitali accumula esperienza industriale nella produzione dei satelliti, nelle operazioni di lancio, nella gestione delle missioni e nelle comunicazioni spaziali. Queste competenze si affiancano ad altre priorità, tra cui i preparativi cinesi per la missione lunare Chang’e-7.
La missione del Long March-12 consente di trarre tre conclusioni solide:
La lezione più ampia riguarda quindi la continuità, non un recupero completo. Razzi sviluppati in parallelo, infrastrutture commerciali di lancio e una filiera crescente per le costellazioni hanno consentito alla Cina di mantenere in movimento un programma mentre un altro era sottoposto a indagine. È un vantaggio concreto nella corsa alla costruzione di grandi reti satellitari, ma non basta da solo a dimostrare che Pechino abbia raggiunto SpaceX per riutilizzabilità o efficienza dei lanci.
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Il 16 agosto la Cina ha collocato con successo in orbita il 24° gruppo di satelliti internet a bassa quota a bordo di un Long March 12, appena sei giorni dopo un grave fallimento del Long March 7A.
Il 16 agosto la Cina ha collocato con successo in orbita il 24° gruppo di satelliti internet a bassa quota a bordo di un Long March 12, appena sei giorni dopo un grave fallimento del Long March 7A. Il 23° gruppo era stato lanciato il 4 agosto dallo stesso sito commerciale di Hainan, a bordo di un Long March 8A: la sequenza indica una campagna di dispiegamento sostenuta da più famiglie di razzi.
La Cina sta ampliando la propria capacità di lancio e sviluppando veicoli riutilizzabili, ma le informazioni disponibili indicano ancora un divario rispetto a SpaceX nell’efficienza delle piattaforme e nel riutilizzo...