I Megapack non servono per i razzi. Vengono installati nei data center di SpaceXAI — in particolare i supercluster IA Colossus e Colossus II nella Greater Memphis, Tennessee — che insieme ospitano circa 1 gigawatt di potenza di calcolo per l'IA . Queste strutture alimentano i modelli IA alla base di Grok di xAI, che opera su X (ex Twitter).
I Tesla Megapack svolgono diverse funzioni cruciali in questi data center:
Gli acquisti rivelano una rete aziendale strettamente interconnessa. Tutte le transazioni avvengono tra società con proprietà sovrapposte e un unico amministratore delegato (Elon Musk) :
Questa disposizione crea un flusso circolare: SpaceX acquista hardware Tesla, Tesla registra ricavi e l'hardware alimenta l'addestramento dell'IA che alimenta i prodotti di X — tutto sotto una leadership comune .
I cluster di addestramento dell'IA consumano enormi quantità di elettricità altamente variabile. Una singola sessione di addestramento può far sì che il consumo di energia salti o scenda di megawatt in pochi secondi mentre migliaia di GPU vengono allocate o liberate . Senza batterie, i data center affrontano tre problemi:
I Megapack risolvono questi problemi fornendo regolazione di frequenza (tempi di risposta millisecondo), resilienza contro le interruzioni e connessioni flessibili alla rete che rimandano costosi aggiornamenti delle linee di trasmissione .
Oltre ai Megapack, il documento IPO di SpaceX e i rapporti trimestrali rivelano ampi acquisti incrociati tra le società :
L'acquisto da 329 milioni di dollari in Megapack da parte di SpaceX in soli sei mesi segnala che lo stoccaggio a batteria non è più un optional per i data center IA — è un'infrastruttura fondamentale. Con l'espansione delle ambizioni IA di Musk, il flusso circolare di capitali tra le sue società è destinato solo ad intensificarsi, rendendo il business energetico di Tesla un beneficiario diretto dello sviluppo dell'IA .