Christina Rebel, CEO di CAD ROOMS, sostiene che la spinta dell'Europa verso la sovranità industriale attraverso l'Industrial Accelerator Act (IAA) e i requisiti "Made in EU" non può limitarsi al prodotto finito, ma deve estendersi a monte, toccando gli strumenti, l'infrastruttura dati, le competenze e le catene di fornitura che abilitano lo sviluppo hardware stesso
. Avverte che, senza intervenire su questi strati fondamentali, lo IAA rischia di essere una politica dal lato della domanda inefficace, incapace di costruire una reale capacità hardware europea
.
Ecco le sfide specifiche che identifica:
- Dipendenza dal software legacy – I team hardware europei si affidano ancora quasi interamente a software CAD e di progettazione sviluppati da aziende extra-UE, creando una dipendenza nascosta che l'etichetta "Made in EU" sul prodotto finale non risolve
.
- Carenza di finanziamenti hardware – L'Europa è forte nel finanziare la ricerca iniziale e il deep tech, ma molto più debole nel creare mercati domestici e nel fornire il capitale nelle fasi successive di cui le startup hardware hanno bisogno per scalare la produzione
.
- Vantaggio dell'ecosistema cinese – La Cina beneficia di un ecosistema hardware integrato in cui strumenti, catene di fornitura, capacità produttive e competenze sono strettamente collegati, garantendo un vantaggio strutturale in termini di velocità e costi che l'Europa non può eguagliare con le sole misure dal lato della domanda
.